Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

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Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda malpensante » mar 20 set 2022, 10:54:11

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Re: Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda malpensante » mar 20 set 2022, 11:52:20

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Re: Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda malpensante » mar 20 set 2022, 11:53:09

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Re: Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda malpensante » mar 20 set 2022, 11:54:33

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Re: Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda malpensante » mar 20 set 2022, 12:18:05

Francoforte da BGY è Hahn, quindi un revival.
Le rotte veramente nuove sono Baden Baden e Lodz, il resto sono rotte nuove per una Winter.

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Re: Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda cesare.caldi » mar 20 set 2022, 13:39:00

Tutte le novità per BGY, MXP ferma al palo nemmeno una nuova rotta per la winter.

Non solo niente nuove rotte ma tagli in arrivo hanno annunciato riduzioni su tutte le rotte dal Belgio, per MXP:
Brussels – Milan Malpensa Reduce from 10 to 7 weekly

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Re: Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda I-Alex » mar 20 set 2022, 17:57:28

cesare.caldi ha scritto:Tutte le novità per BGY, MXP ferma al palo nemmeno una nuova rotta per la winter.

Non solo niente nuove rotte ma tagli in arrivo hanno annunciato riduzioni su tutte le rotte dal Belgio, per MXP:
Brussels – Milan Malpensa Reduce from 10 to 7 weekly
Ma hai visto la Winter Ryanair sugli altri aeroporti italiani?
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Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda malpensante » mar 20 set 2022, 21:04:51

La cosa più importante è che Ryanair adesso ha il 40-45%!del mercato italiano, cioè poco meno della metà. Tutte le altre linee aeree messe insieme la superano di poco. ITA dovrebbe essere intorno a un insignificante 10%.

Da prima del Covid Ryanair ha aumentato la propria quota di mercato di quanto l’ha diminuita Alitalia/ITA.

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Re: Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda I-Alex » mer 21 set 2022, 07:11:54

è anche il vettore che rispetto al ore covid è cresciuto e di più degli altri, quel +10% di capacità nella Summer 2022 vuol dire tanto così come il +20% atteso nella prossima Winter

Con una quota mercato del 40% il rischio è di rimanere sotto il loro ricatto, soprattutto negli scali che hanno esagerato con l'incentivo per l'acquisizione dei voli.
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Re: Conferenza stampa Ryanair a Milano 20 settembre 2022

Messaggio da leggereda KittyHawk » mer 21 set 2022, 12:02:30

O’Leary (Ryanair): «L’era low cost non è finita, ma stop ai voli quasi gratis»
Ryanair non si accontenta di trasportare quasi la metà dei passeggeri in Italia. Nei prossimi anni punta a imbarcare 80 milioni di persone, il doppio di oggi, badando bene a non aumentare le tariffe. Perché «l’era dei voli low cost non è affatto finita», chiarisce Michael O’Leary, amministratore delegato del gruppo a basso costo, nonostante il clamore mediatico di queste settimane causato dalle sue stesse parole. Certo — ammette — voli a 9,99 euro «non sono sostenibili in questo periodo con il rincaro del carburante, ma appena il cherosene costerà di meno di conseguenza scenderà anche la tariffa media», anticipa durante un’intervista con il Corriere a Milano poco prima di annunciare nuove destinazioni dallo scalo di Bergamo-Orio al Serio.

I numeri
O’Leary gestisce un colosso dei cieli: quattro compagnie (Ryanair, Malta Air, Buzz, Lauda Europe), 514 aerei, obiettivo 165 milioni di passeggeri nel periodo aprile 2022-marzo 2023. In Italia, secondo l’analisi del Corriere di qualche giorno fa, la low cost ha trasportato il 44% dei viaggiatori nei primi sette mesi del 2022 e a fine anno si avvicinerà al 50%, grazie anche ai 90 aerei basati nella stagione invernale che opereranno 530 rotte. Nei dodici mesi finanziari l’obiettivo nel nostro Paese è di 56 milioni di persone di cui 12 milioni a Bergamo e 4,3 milioni a Malpensa. E su Ita Airways, nonostante Ryanair non abbia rivali, l’ad fa un appello al governo italiano: «Non date la compagnia italiana ad Air France e Delta perché la farebbero fallire, meglio cederla a Lufthansa».

L’estate è andata benissimo, ma l’inverno è alle porte e tutti temono un rallentamento serio del settore. Lei è preoccupato?
«È vero abbiamo avuto un’estate fantastica, in particolare in Italia dove siamo cresciuti del 25% rispetto al 2019 e abbiamo basato 25 aerei nel vostro Paese».

Però ora arriva la parte difficile.
«Questo autunno c’è incertezza. C’è la minaccia di un’altra variante del Covid, abbiamo l’invasione russa in Ucraina ancora in corso e c’è la crisi energetica cosa che ha reso i consumatori nervosi anche per l’inflazione».

Cosa teme di più di queste incognite?
«Il Covid e la guerra in Ucraina».

Ma con l’inflazione e la recessione le persone potrebbero restarsene a casa...
«Paradossalmente questo potrebbe essere un bene per i nostri affari: le persone non smetteranno di viaggiare, ma invece di prendere i voli cari delle altre compagnie si imbarcheranno più volentieri sui nostri aerei perché pagherebbero di meno».

A cosa è dovuta la vostra crescita estiva?
«Se prendiamo l’Italia l’aumento della fetta di mercato è dovuto soprattutto al rimpicciolimento di Alitalia diventata Ita».

L’Italia è il mercato che è andato meglio per Ryanair?
«No. La Spagna, che di solito era terza dopo Regno Unito e Italia, ha fatto meglio di tutti. L’Italia è rimasta seconda».

Com’è stato possibile il sorpasso della Spagna?
«La Spagna a livello turistico è un mercato più grande. L’Italia sta recuperando lentamente quei visitatori europei che aveva negli anni Sessanta e che ha perso nei decenni successivi».

La Spagna offre più servizi dell’Italia?
«Non solo offre più alberghi, in generale ha più posti dove dormire, e li mette a disposizione a prezzi convenienti. Al contrario, l’Italia è diventata più cara negli ultimi vent’anni e ha meno hotel. L’Italia è perfetta per visitare le grandi città, ma quando uno deve andare a Rimini, Bari, Brindisi o in Sicilia trovare un posto in albergo diventa un problema. Possiamo portare milioni di persone ma poi non riescono a prenotare una camera».

Come stanno andando le prenotazioni per il periodo Natale-Capodanno?
«Molto bene, del resto — al netto di una nuova variante — si tratta delle prime vacanze invernali normali da tre anni a questa parte».

Ma numericamente di quanto stiamo parlando?
«Ad oggi le vendite per il periodo natalizio sono già il 10% superiori a quelle della fine del 2019».

E le tariffe?
«Siamo ancora abbastanza in anticipo, ma parliamo di un incremento medio del 6-7% rispetto a tre anni fa».

Però il rincaro del cherosene è un problema per il settore.
«Non per noi. Abbiamo acquistato il carburante che ci serve fino a marzo 2023 a 63 dollari al barile a fronte di un costo attuale di 110 dollari, quindi stiamo risparmiando a differenza di altri vettori».

In Italia state andando vicino al 50% come quota di mercato dei passeggeri. Un record. C’è un livello al quale puntate?
«Qui c’è ancora spazio per crescere, ma onestamente non stiamo a guardare la quota di mercato. Puntiamo a trasportare tra i 60 e gli 80 milioni entro qualche anno».

Ma questa importante quota di mercato, dal punto di vista del consumatore, non è un bene: su diverse rotte volate solo voi.
«Non penso che sia una brutta cosa per l’Italia avere la presenza della compagnia aerea con le tariffe più basse d’Europa e che trasporta più persone».

Ma potreste decidere di aumentare i prezzi da un giorno all’altro.
«Non succederà. E sa perché? Perché appena lo facciamo i nostri tassi di riempimento dei velivoli passerebbero dal 90% al 65%, perderemmo soldi invece di guadagnarci. Noi siamo un supermercato: facciamo poco profitto per passeggero, ma proprio per questo abbiamo bisogno di milioni di clienti. Non possiamo permetterci di far pagare molto di più».

Quanti aerei baserete in Italia nella stagione estiva 2023?
«Non lo sappiamo ancora. Stiamo trattando con gli aeroporti italiani e quelli europei: tutti vogliono tornare ai valori del 2019 e noi possiamo far raggiungere l’obiettivo. Stiamo negoziando e ovviamente metteremo gli aerei negli scali che ci propongono il pacchetto per la crescita migliore».

Detto più semplicemente: investirete negli aeroporti che vi daranno più soldi come incentivo al traffico.
«Sì. Ma la metterei in un modo diverso: non puntiamo su chi ci incentiva di più, ma su chi ci fa ottenere il costo operativo più basso. Se lo scalo ci proponesse uno schema di incentivazioni o di sconti allora avremmo spese di gestione inferiori e potremmo proporre tariffe più basse e trasportare più persone. Gli scali a quel punto farebbero soldi perché quei clienti spenderebbero nei parcheggi, nei ristoranti, eccetera».

Siete la compagnia che opera più voli al giorno in Europa ma anche quella che ne hanno cancellati di meno. Com’è stato possibile?
«Da un lato siamo stati coraggiosi: abbiamo iniziato ad assumere le persone già lo scorso autunno in vista dell’estate 2022, mentre con l’arrivo di Omicron le altre compagnie hanno ripreso a licenziare. Dall’altro lato siamo stati anche fortunati: perché alla fine l’Ucraina ha in qualche modo contenuto la Russia, il Covid non ha avuto varianti pericolose e le persone sono tornate a volare in massa. Noi eravamo già pronti e avevamo il personale sufficiente. Ricordo però che abbiamo avuto una puntualità ridotta a causa dei controllori del traffico aereo in Francia e Germania».

Il 1° ottobre alcune sigle sindacali in Italia hanno annunciato uno sciopero di 24 ore del personale Ryanair.
«No, non ci sarà nessuno sciopero».

L’hanno detto i sindacati.
«E io le dico che non ci sarà alcun volo cancellato. Abbiamo raggiunto un accordo di 5 anni con le sigle che rappresentano i piloti e di 4 anni con i sindacati degli assistenti di volo».

Ma c’è chi dice che avete fatto gli accordi solo con una parte dei sindacati.
«In realtà abbiamo raggiunto l’intesa con quelli che rappresentano la maggior parte del nostro personale. Ci sono 2-3 piccoli sindacati che minacciano lo sciopero, ma non avranno successo: il 1° ottobre non ci saranno disagi in Italia sui nostri voli».

Cosa vorrebbe dire al prossimo governo italiano?
«Che siamo la più grande compagnia del Paese, che possiamo crescere, che devono togliere l’addizionale comunale che noi chiamiamo “tassa sul turismo”, che si deve opporre all’introduzione in Europa di altre tasse ambientali che farebbero male solo ai Paesi come l’Italia, la Grecia, la Spagna, Malta e l’Irlanda. E poi direi loro di non vendere Ita Airways ad Air France-Delta ma di darla a Lufthansa».

Perché non condivide la scelta del Tesoro di avviare la trattativa in esclusiva con Certares-Air France-Delta per cedere la maggioranza di Ita Airways?
«Onestamente? Sono i partner sbagliati. Air France e Delta hanno già avuto a che fare con Alitalia prima e hanno fatto un pessimo lavoro: quando i rapporti si sono interrotti Alitalia non aveva più una rete intercontinentale, tutti i flussi erano stati dirottati verso l’hub di Parigi, hanno indebolito molto Alitalia e ora volete di nuovo averci a che fare per Ita?».

Mi sembra netto nel giudizio.
«Se guardiamo ad Air France e Klm nessuna delle due compagnie viene gestita particolarmente bene».

Perché preferisce la soluzione Msc-Lufthansa?
«Bisogna essere onesti e ammettere che Lufthansa ha fatto un buon lavoro con Brussels Airlines, Austrian Airlines e Swiss. Insomma ha già fatto investimenti del genere e gestisce le compagnie del gruppo meglio di Air France-Klm. Il problema del governo italiano è che Ita sta diventando sempre più piccola e meno rilevante nel mercato italiano e per fortuna ci siamo noi di Ryanair».

Ma Ita serve per avere i voli intercontinentali che voi non offrite.
«Vero. Ma non è che Air France aggiungerà nuove rotte intercontinentali dirette dall’Italia al resto del mondo».

Però sia Certares-Air France-Delta sia Msc-Lufthansa sostengono di voler investire sull’hub di Roma Fiumicino.
«Figuriamoci! L’unica cosa che faranno è dirottare i flussi verso i loro hub».

C’è chi dice che per Ita un hub a Milano Malpensa sarebbe meglio di Roma Fiumicino.
«Non è più rilevante il sistema che punta sull’hub: noi crediamo sia più efficiente il punto a punto».

Certo, voi siete una compagnia che lavora sulle rotte punto a punto.
«Ma è quello che vogliono sempre più persone, anche sui voli intercontinentali: chiedono collegamenti diretti anche verso le città più piccole, non vogliono più transitare nei grandi hub ecco perché ci sono voli diretti, per esempio, da Venezia agli Usa».

Lei ha fatto molto discutere dicendo alla radio della Bbc che è finita l’era dei voli low cost e che non ci saranno più viaggi a 9,99 euro.
«Ma non è così! Quello che ho detto è che in un contesto in cui il cherosene costa così tanto difficilmente si avranno le tariffe basse che abbiamo messo in vendita negli ultimi tempi. Quello che mi aspetto è che la tariffa media di Ryanair nei prossimi cinque-sei anni passi da 40 a 50 euro (al netto degli extra come il bagaglio a mano, la scelta del posto, l’imbarco prioritario, ndr). I prezzi in Europa aumenteranno, ma lentamente. E se non vedremo voli a 9,99 euro ce ne saranno molti a 19,99 o 24,99 euro».

Quindi se il prezzo del carburante dovesse scendere a quel punto calerebbero le tariffe dei voli?
«Ovviamente. Quello che succede è che quando il cherosene diventa più caro le tariffe salgono di solito 12-18 mesi dopo. Quando il carburante costerà di meno dopo un anno, un anno e mezzo scenderanno anche i prezzi dei voli».

Ma se non è la fine delle tariffe basse di cosa parliamo?
«È la fine delle tariffe incredibilmente basse, dei voli a 9,99 euro».

Ma queste tariffe «incredibilmente basse» le avete messe a disposizione voi. Alcuni sedili li avete venduti a 0,99 euro!
«Certo che l’abbiamo fatto. E ha funzionato! Ma quelle tariffe erano sostenibili con un barile a 40 dollari, non a 110 come oggi. Per questo il biglietto deve rincarare, anche se di poco. Non ha più senso volare da Milano a Londra per 9,99 euro e poi pagare 40-50 euro per il taxi per il centro di città».

Parliamo della flotta: il rapporto con Boeing, di cui voi siete il principale cliente al mondo, è a dir poco altalenante. Le vostre critiche sono costanti.
«Negli ultimi dodici mesi non hanno quasi mai rispettato i tempi di consegna dei nuovi aerei: dovevano portarci 65 Boeing 737 Max tra aprile 2021 e marzo 2022 e ne sono arrivati 35. Gli altri 30 ce li hanno dati tra aprile e luglio quando ormai era tardi per programmare bene l’estate e così abbiamo dovuto cancellare alcuni voli. Tra settembre e dicembre dovrebbero consegnare altri 21 velivoli e invece ne daranno non più di 14. La mia domanda è: perché?».

E allora glielo chiedo io: perché?
«Non ne ho idea. Cercherò di capirlo a ottobre quando andrò a Seattle (dove si trovano gli impianti di Boeing, ndr) anche per dire loro che siamo noi i principali clienti, che ci devono dare la priorità e non occuparsi solo delle compagnie statunitensi».

Non sono andati a buon fine nemmeno i negoziati per acquistare i nuovi Boeing 737 Max 10. Come mai?
«Eravamo vicini alla firma per un maxi-ordine ma poi all’ultimo minuto delle trattative Boeing ha aumentato il prezzo del 20%. A quel punto abbiamo interrotto tutto».
https://www.corriere.it/economia/aziende/22_settembre_21/o-leary-ryanair-l-era-low-cost-non-finita-ma-stop-voli-quasi-gratis-a2a993aa-38f8-11ed-82bb-ebbcf266f7f2.shtml


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