piano salvataggio Alitalia: prestito ponte e commissari al lavoro per venderla

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spanna
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda spanna » sab 06 mag 2017, 11:31:25

va beh dai, che le agenzie di viaggio evitino di prenotare alitalia dopo settembre non mi sembra una cosa campata per aria, anzi. Anche perche' se alitalia svampa ci vanno di mezzo loro. Tenete presente che AZ non ha piu' un COA illimitato nel tempo, ma ha una licenza provvisoria, questo significa che vendere biglietti oltre la scadenza provvisoria significa assumersi in proprio la responsabilita', visto che il governo non se la assume.
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spanna
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda spanna » sab 06 mag 2017, 11:38:24

dal corriere della sera, da rassegna stampa in mia disponibilita':
Alla tesoreria della compagnia aerea dovrebbe arrivare Cristina De Berardinis, ex direttore della finanza corporate di Otb e direttore della tesoreria di Barilla.
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda malpensante » sab 06 mag 2017, 13:06:50

questo significa che vendere biglietti oltre la scadenza provvisoria significa assumersi in proprio la responsabilita', visto che il governo non se la assume.
Non solo. Se l'agenzia vende non il solo biglietto, ma anche l'hotel o qualche altro servizio, è responsabile di tutto il pacchetto. E c'è dell'altro: Gubitosi & Friends dovranno licenziare e tagliare gli stipendi, cose che i dipendenti hanno già rifiutato con referendum. C'è rischio di molti scioperi AZ, sempre che non blocchino interi aeroporti, cioè anche i voli delle altre compagnie, almeno a FCO e LIN. Tutti buoni motivi per stare alla larga da Alitalia.

robix
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda robix » sab 06 mag 2017, 15:00:40

Non solo. Se l'agenzia vende non il solo biglietto, ma anche l'hotel o qualche altro servizio, è responsabile di tutto il pacchetto. E c'è dell'altro: Gubitosi & Friends dovranno licenziare e tagliare gli stipendi, cose che i dipendenti hanno già rifiutato con referendum. C'è rischio di molti scioperi AZ, sempre che non blocchino interi aeroporti, cioè anche i voli delle altre compagnie, almeno a FCO e LIN. Tutti buoni motivi per stare alla larga da Alitalia.
Esatto: er mega-hubbe rischia la paralisi se i dipendenti di AZ si mettono a bloccare l'accesso allo scalo (successe anche a CDG / ORY con i dipedenti AF) e lo stesso per l'amato Linatino. Per cui, cari vacanzieri, se non volete correre rischi questa estate partite da MXP (scalo che per AZ non esiste e quindi i suoi dipendenti non saprebbero neppure dove andare per bloccarlo).
Ad ogni modo prenotare oggi un volo con AZ vuol dire essere amanti del rischio (o essere uno di quegli azafans che sono largamente spariti perfino dal loro forum di riferimento).

KL63
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda KL63 » dom 07 mag 2017, 11:47:43

Secondo voi quando Gubitosi dirà alle compagnie di leasing che vuole annullare i contratti in essere per spendere il 30% in meno, queste come reagiranno?

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda belumosi » dom 07 mag 2017, 12:02:47

Secondo voi quando Gubitosi dirà alle compagnie di leasing che vuole annullare i contratti in essere per spendere il 30% in meno, queste come reagiranno?
Se è vero che i costi sono il 30% più alti della media, probabilmente ai lessor converrà abbassare i canoni piuttosto che riprendersi gli aerei per poi riaffittarli ad una rata simile a quella rifiutata ad AZ. Tanto più che in questo momento storico non credo ci sia la fila per prendere in leasing 772, 332 e 32x usati.

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Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda malpensante » dom 07 mag 2017, 13:09:46

Io non ho mai letto di 30%, ma di 15% e ho forti dubbi che quel 15% sia mai restato nelle tasche del lessor.

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda KL63 » dom 07 mag 2017, 14:09:00

Io non ho mai letto di 30%, ma di 15% e ho forti dubbi che quel 15% sia mai restato nelle tasche del lessor.
Dove sia finito non so, l'altra sera ho sentito in tv il giornalista Mario Sechi (grazie Hal), che ha visto il bilancio del 2016 e parlava del 30%. Peraltro Malaysia mi pare si sia già fatta avanti per i 330. I 320 vecchi penso anch'io che sarebbero più difficili da piazzare.
Però ad Alitalia converebbe tenere i 330 e ridare i 320.
Ultima modifica di KL63 il dom 07 mag 2017, 17:18:40, modificato 1 volta in totale.

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda hal » dom 07 mag 2017, 15:41:29

Io non ho mai letto di 30%, ma di 15% e ho forti dubbi che quel 15% sia mai restato nelle tasche del lessor.
Dove sia finito non so, l'altra sera ho sentito in tv il giornalista sguercio, non mi ricordo come si chiami,
Forse Mario Sechi
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda mcfonto » dom 07 mag 2017, 23:08:19

Secondo voi quando Gubitosi dirà alle compagnie di leasing che vuole annullare i contratti in essere per spendere il 30% in meno, queste come reagiranno?
Alitalia, a rischio anche i fornitori: “Se non ci paga chiudiamo”

Non ci sono solo il futuro dei dipendenti, i maxi crediti delle banche o le risorse investite dai soci in gioco nell'ennesima crisi dell'Alitalia. A rischiare grosse perdite ci sono anche decine e decine di fornitori della compagnia, spesso piccole imprese, che non possono riscuotere quanto hanno già regolarmente fatturato. E' il caso della System Graphic, società che fornisce stampati, inclusa la documentazione tecnica di volo che per legge deve essere a bordo degli aerei, raccontato all'Adnkronos dall'amministratore Andrea Pasquali, che denuncia: "Se i commissari non ci pagheranno, saremo costretti a chiudere".

La storia dell'azienda è emblematica. "Siamo vecchi fornitori di Alitalia, da più di 20 anni. Abbiamo già perso molti soldi con la prima amministrazione straordinaria e ora abbiamo un credito di circa 800mila euro, una metà per fatture scadute e una metà per fatture in scadenza nei prossimi quattro mesi", spiega Pasquali, evidenziando che la portata del credito va valutata in relazione al fatturato medio annuale dell'azienda, pari a 4-5 mln.

"Non riusciamo a parlare con i vertici, in questa fase, ma con l'ufficio acquisti e la prima linea della dirigenza, che è composta di gente seria e capace ma che non può fare altro che rispondere come sta facendo: tutti i crediti e tutte le consegne sono congelate ma si impegnano a pagare nuovi ordini in anticipo", prosegue. Una rassicurazione che, evidentemente, non può bastare. "L'unica speranza è che la gestione commissariale possa riuscire a pagare. E che, quantomeno, si esca dal commissariamento senza liquidazione, con i crediti esigibili salvi", dice ancora Pasquali.

Lo scenario per le imprese come la System Graphic è particolarmente difficile. "La nostra azienda, ma come la nostra ce ne sono decine di altre, non può sopravvivere a una perdita del genere", argomenta Pasquali, che evidenzia come "un discorso è aspettare, un altro è perdere il credito". Peraltro si tratta di un'esperienza già vissuta con la prima amministrazione straordinaria della compagnia nel 2008. "All'epoca siamo stati vicini alla chiusura, oggi senza il pagamento di quanto dovuto, chiuderemo senza alcun dubbio", è l'amara sintesi dell'imprenditore.

La situazione in cui versano i fornitori, e di conseguenza i lavoratori di un indotto che è fatto di tante realtà simili a quella che descrive Pasquali, rischia di passare in secondo piano. "Demoralizza sapere che noi e tante altre aziende medio-piccole ci troviamo ad essere meno considerati rispetto alle esigenze di tante altre componenti, con tutto il rispetto dei dipendenti. La differenza è che loro hanno un paracadute e noi possiamo solo sperare che non accada quanto accaduto in passato", insiste l'imprenditore che descrive lo stallo in cui si trova: "Siamo fermi, chiediamo respiro nei pagamenti ai nostri fornitori, e stiamo iniziando a valutare tagli al personale".

Del resto, sono le stesse regole dell'amministrazione straordinaria a penalizzare i fornitori. Tutti i debiti sono congelati e i diversi creditori dovranno formulare apposite istanze di insinuazione dei loro crediti che saranno soddisfatti, in caso di loro ammissione, secondo la categoria di appartenenza e comunque dopo diverso tempo e solo in caso di capienza dell’attivo. Quanto ai contratti vigenti, sono privi di efficacia a meno di un formale subentro da parte dei Commissari.
Fonte Adnkronos

mcfonto
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda mcfonto » dom 07 mag 2017, 23:41:57

Alitalia, gli strani appalti della compagnia di bandiera: lavori alla srl “fantasma”, Società nata tre settimane prima di ricevere affidamenti per oltre 300 mila euro

Nella drammatica crisi di Alitalia la fuga di ricchezza ha preso strade incredibili. Questa, per esempio, parte da Fiumicino, dove ha sede l’ex compagnia di bandiera appena commissariata e arriva in una piccola strada alla periferia di Catania, dove (almeno formalmente) ha sede la Digital Shell. E qui che a fine 2016, in piena crisi, arrivano ingenti pagamenti per lavori effettuati per il ramo Information and Technology di Alitalia, quello che doveva essere smantellato ed esternalizzato con il piano industriale presentato da Etihad e dai soci italiani e cestinato dopo il No dei lavoratori ai tagli. Lavori assegnati in via esclusiva e che avrebbero fruttato a questa minuscola srl siciliana altre cifre ingenti. Problema: la società è stata creata tre settimane prima di iniziare a ricevere le commesse. Un vero record.

I tre commissari nominati dal governo (Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari) hanno iniziato a lavorare giovedì. Oltre a cercare di vendere la compagnia dovranno predisporre una relazione sulle cause del dissesto della società. Come svelato dal Fatto, Alitalia ha chiuso il 2016 con un rosso di 500 milioni, dopo i 400 del 2015, primo anno della gestione Etihad che in un biennio ha prodotto perdite per un miliardo (il 2016 è stato un anno di boom per il settore). La relazione farà da base per eventuali richieste di risarcimento a beneficio dei creditori e andrà accertato se Etihad ha sottratto ricchezza alla compagnia. “Gli errori del management non ricadano sui lavoratori”, spiegava già a gennaio scorso il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. I commissari partiranno dai contratti di fornitura.

Torniamo a Catania. Qui il 9 maggio 2016 viene creata la Digital Shell, società attiva nella “consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica”. Viene iscritta nel registro camerale il 20 maggio. Capitale sociale: 500 euro. Zero esperienza. È una srl “semplificata”, con un socio e amministratore unico nato nel 1952. Inizia le attività il 13 giugno, otto giorni dopo diventa fornitore di Alitalia: un fenomeno imprenditoriale. L’ex compagnia di bandiera gli affiderà almeno quattro lavori in via esclusiva per 310 mila euro, stando ai documenti consultati dal Fatto. Due fatture (per 96 mila euro) riguardano il progetto “Metamorphosys”, il passaggio del sistema che gestisce prenotazioni, biglietteria, registrazione e controllo delle partenze dalla piattaforma “Arco” a quella “Sabre”.

Passaggio gestito dai dipendenti della divisione It e deciso dalla compagnia nel 2015: secondo i sindacati di base, come il Cub trasporti, ha creato disservizi e in diversi casi un aggravio dei costi. Altre due fatture (per 214 mila euro totali) riguardano la manutenzione del “Cams” (Connections Analisys Management System) il sistema progettato dalla divisione It di Alitalia nel 2011 per ottimizzare la gestione e il controllo dei servizi aeroportuali. Un gioiellino fatto in casa la cui manutenzione, però, viene esternalizzata a una società con un capitale di 500 euro e nata pochi giorni prima di diventare fornitore di Alitalia. L’ultima fattura di Digital Shell in ordine di tempo – da 201 mila euro, emessa a gennaio scorso – recita: “Messa in sicurezza (una tantum) di Cams”. Al Fatto risulta poi l’esistenza di una quinta fattura (anche questa per lavori su Cams), da circa 900 mila euro, il cui pagamento però sarebbe stato bloccato nei giorni scorsi. Altrimenti il conto dei bonifici verso Catania sarebbe salito di molto.

Perché esternalizzare lavori in una direzione che conta 221 dipendenti? Nel piano industriale, dopo aver rivendicato la “profonda trasformazione dell’area grazie alle migliori tecnologie disponibili”, l’azienda aveva dichiarato 150 esuberi, cioè la chiusura. A gennaio 2016, con l’arrivo dei manager voluti da Etihad per affiancare il nuovo ad Cramer Ball, a capo della divisione era stato nominato il siciliano Roberto Tundo, ex manager di Enel. Il Fatto ha provato a contattare la Digital Shell, che non ha un numero di telefono e possiede uno scarno sito in un inglese un po’ raffazzonato: al telefono dell’abitazione del titolare ha risposto una signora che si è qualificata come una “parente”, spiegando che si trattava della sede della società e che il titolare ci avrebbe richiamato non appena rientrato, ma non è successo. Alitalia assicura che da lunedì provvederà a verificare i contratti di fornitura con la società. Fonte il Fatto Quotidiano

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda spanna » mar 09 mag 2017, 10:18:41

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti ... d=AER2HKIB
...
Ma ha ancor più ragione di risentirsi il cittadino: aveva visto un Governo che sbarra le solite porte - nazionalizzazione, CDP, Ferrovie – che capisce che suo mestiere non è gestire un’azienda ma assicurare un servizio. E invece l’iniziativa del futuro segretario Pd lo fa ripiombare nell’attesa di un piano indefinito, in cui risuonano echi di parole già udite tante volte e tanti miliardi fa, ma dove manca quella di “vendita”.

Con Alitalia le abbiamo provate tutte, pubblico, privato, da soli, con le Poste (ah, le sinergie!), con un partner di stazza; non abbiamo lesinato soldi (più di 7 mld); nel frattempo il mercato è cambiato in modi che inesorabilmente tagliano fuori vettori come Alitalia: se c’è in caso in cui sappiamo proprio tutto è questo. E ci si chiede di aspettare ancora due settimane?

I cittadini di questo Paese non hanno bisogno dei miracoli di un taumaturgo, hanno bisogno della guida di chi riconosce la realtà dei fatti, anche quando sono duri, e che non rifugge dall’affrontarne le conseguenze, anche quando sono spiacevoli. È quello che fanno loro con i loro problemi: così tengono in piedi il Paese.
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda spanna » mar 09 mag 2017, 10:21:08

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AEKyDXIB
una di quelle storie di accrocchio nefasto in cui gli azionisti di riferimento sono anche creditori della società. E nel caso di Alitalia e dei derivati che pesano sui conti della compagnia disastrata il conflitto d’interesse centra in pieno volto le tre banche (Intesa, UniCredit e Mps) azioniste obtorto collo del vettore. Il neo commissario Luigi Gubitosi vuole, come prima mossa, chiudere i contratti derivati sul carburante e stima di recuperare sui bilanci della compagnia 128 milioni di euro. Se lui li recupera qualcuno perderà l’importo corrispettivo. Le minusvalenze di Alitalia sono infatti le plusvalenza delle banche che hanno venduto le polizze di copertura. E quel qualcuno, e sa di beffa, sono proprio le tre banche azioniste. Negli anni infatti sia Intesa (con Banca Imi) sia UniCredit che Mps hanno venduto derivati sul Jet fuel ad Alitalia. Se il prezzo saliva sopra i 68 dollari erano le banche a coprire i costi ulteriori, se invece come è accaduto, il carburante è sceso ben sotto quella soglia era Alitalia a registrare minusvalenze e le banche a guadagnarci.

Ora se Gubitosi intende rescindere anzitempo i contratti spetterebbe a lui liquidare i 128 milion di guadagno alle banche azioniste. Ma con Alitalia in amministrazione straordinaria quel pagamento non avverrà. Quei soldi che spetterebbero alle banche finiranno nel gran calderone dei crediti da riscuotere. Chissà quando però. E così per il terzetto delle banche italiane divenute nel tempo i principali azionisti di Cai che, tramite la Midco, controllano il 51% della compagnia di bandiera, dopo il danno delle maxi-perdite complessive che si sono riverberate a monte arriva la beffa. La chiusura anzitempo di quegli swap sul carburante che garantivano a oggi delle plusvalenze alle banche non saranno incassate e diventeranno nuovo credito che finirà forse perso nel drammatico percorso dell’amministrazione straordinaria. I conti che Gubitosi ha fatto sono freschi. Ma il quadro era pesante già a fine 2015. Alitalia sul fronte delle coperture rischi non ci ha proprio azzeccato.
...
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda malpensante » mar 09 mag 2017, 11:05:56

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti ... d=AER2HKIB
...
Ma ha ancor più ragione di risentirsi il cittadino: aveva visto un Governo che sbarra le solite porte - nazionalizzazione, CDP, Ferrovie – che capisce che suo mestiere non è gestire un’azienda ma assicurare un servizio. E invece l’iniziativa del futuro segretario Pd lo fa ripiombare nell’attesa di un piano indefinito, in cui risuonano echi di parole già udite tante volte e tanti miliardi fa, ma dove manca quella di “vendita”.

Con Alitalia le abbiamo provate tutte, pubblico, privato, da soli, con le Poste (ah, le sinergie!), con un partner di stazza; non abbiamo lesinato soldi (più di 7 mld); nel frattempo il mercato è cambiato in modi che inesorabilmente tagliano fuori vettori come Alitalia: se c’è in caso in cui sappiamo proprio tutto è questo. E ci si chiede di aspettare ancora due settimane?

I cittadini di questo Paese non hanno bisogno dei miracoli di un taumaturgo, hanno bisogno della guida di chi riconosce la realtà dei fatti, anche quando sono duri, e che non rifugge dall’affrontarne le conseguenze, anche quando sono spiacevoli. È quello che fanno loro con i loro problemi: così tengono in piedi il Paese.
Molto bello questo pezzo di De Benedetti brother.

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda robix » mar 09 mag 2017, 15:01:45

Negli ultimi giorni ci sono un po' di articoli che evidenziano gli sprechi di AZ in questi anni, che credo tendano a convogliare il messaggio che "con un'adeguata spending review" (comprendente il taglio degli sprechi ma probabilmente anche della flotta e del personale) AZ sta in piedi da sola: e quindi se c'è un acquirente ben venga, ma se non c'è (e probabilmente non ci sarà) allora piuttosto che lo "spezzatino" va bene "nazionalizzarla" (ovviamente in via "indiretta", cioè con società controllate dallo Stato) perchè non sarebbe un ulteriore spreco di denaro pubblico ma al contrario permetterebbe di avere una compagnia di bandiera a quel punto "sana" ed "essenziale" a far girare l'Italia e la sua economia.

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda spanna » mar 09 mag 2017, 15:35:15

esatto, ed ovviamente si tratta della solita manovra per far passare come accettabile il salvataggio quando invece sara' solo l'ennesimo spreco di risorse dei contribuenti. Andiamo per esempio a vedere il discorso dei derivati sui carburanti, le cui perdite vengono attribuite all'incapacita' del management. In realta' e' proprio l'opposto, e' buona prassi manageriale coprirsi rispetto ai rischi di rialzo del petrolio. Infatti tutte le grandi compagnie aeree, soprattutto quelle ben gestite, hanno fatto amplissimo uso di derivati. Nessuno si e' lamentato quando il prezzo del petrolio e' sceso, ed anzi tutti ne sono stati felici perche' sapevano che avrebbero potuto approfittare dei prezzi piu' bassi, ma ovvio non prima di aver esaurito e pagato tutte le coperture di cui si erano dotati. I piani degli acquisti del carburante coprono due o tre anni in anticipo per cui tutti alla fine del 2014 si sono trovati pieni di derivati col prezzo a 120 o 100 dollari quando il prezzo si stava abbassando a 50 e anche meno. Dov'e' il problema? Tutte le compagnie - FR in primis, ma anche tutte le major - hanno pagato per diversi anni il petrolio molto piu' del valore di mercato, senza nessun problema. Questo perche' i loro piani a due e tre anni erano validi ed impostati su un prezzo elevato del carburante, e fatti in modo da guadagnare anche con il prezzo elevato. Alitalia invece ha sempre avuto piani farlocchi, che sulla carta prevedevano utili ma nella realta' non ne hanno mai dati ne' ne avrebbero potuti dare. Tuttavia i suoi manager si sono sempre coperti - correttamente - dal rischio di un rialzo dei prezzi del carburante. Venire adesso ad accusare i manager di un comportamento prudente e virtuoso, assolutamente analogo a quello di tutti i migliori concorrenti, e' la classica tattica meschina che si usa in italia per far passare all'opinione pubblica una decisione assurda come se fosse buona (il salvataggio). Tanto il popolo bue che ne sa? E difatti il popolo bue, anche quello che affolla i forum specializzati, frequentati da gente che qualcosa di aviazione dovrebbe sapere, si abbevera alle fonti governative mansuetamente e senza fare obiezioni. Sono arrivato a leggere che vogliono far causa ai vecchi amministratori e chiedere i danni. Che facciano pure, voglio proprio vedere in un'aula di tribunale come andrebbero a finire le cose.
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda malpensante » mar 09 mag 2017, 16:20:20


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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda spanna » mar 09 mag 2017, 18:29:44

ho trovato una notizia interessante che riguarda i magheggi che si svolgono dietro le quinte di alitalia:
https://www.investireoggi.it/obbligazio ... refresh_ce
...
La società ha appena ottenuto un prestito ponte da oltre 600 milioni per sei mesi di amministrazione straordinaria. Tempo e soldi che potrebbero non bastare, anche perchè dai rendiconti del primo trimestre è emerso un altro buco da 200 milioni. I tecnici del Tesoro avrebbero quindi messo a punto, con l’ausilio di alcune banche d’affari internazionali, l’emissione di bond convertibili per circa 500 milioni di euro per dare ulteriore ossigeno ad Alitalia, tramite un decreto ad hod per il settore trasporti sulla scorta di quanto già avvenuto per le banche in crisi. Ma pare che da Bruxelles sia arrivato un secco “no”. L’idea è stata quindi accantonata e si è impressa una ulteriore accelerazione al taglio dei costi di Alitalia, primo fra i quali, quello del personale.

Bond Alitalia 5,25% 2025 verso il default

Nel frattempo i bond Alitalia 5,25% 2025 si avviano al default. Emessi per 375 milioni di euro nel 2015 a favore di investitori istituzionali, i bond decennali trattano oggi circa il 10% del valore nominale scontando già la sospensione del pagamento degli interessi il prossimo 31 luglio e una probabile conversione in capitale nell’ambito del programmi di ristrutturazione finanziaria.
W l'europa. Se renzi pensa che il salvataggio di alitalia sia una passeggiata si ricredera' ben presto. Comunque vada, salvataggio si' o salvataggio no, renzi si rompera' le corna.
Intanto generali obtorto collo a quanto pare diventeranno presto azionisti di alitalia SAI, visto il default delle obbligazioni che possiedono. Attualmente i loro 300 milioni di obbligazioni ne valgono solo 30!!! Bell'investimento, non c'e' che dire.

Un ultimo pensiero ai contratti di leasing che sarebbero fuori mercato del 15%. Se anche i commissari sciogliessero i contratti in essere, voglio proprio vedere quale lessor concederebbe aerei ad un tasso di mercato ad una compagnia in amministrazione straordinaria che ha un orizzonte temporale di 6 mesi dopodiche' potrebbe sparire. Dai leasing secondo me non risparmieranno niente, ed anzi e' cara grazia se i lessor non hanno gia' cominciato a riprendersi gli aerei per darli a qualcuno piu' affidabile.
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda KL63 » mar 09 mag 2017, 19:20:07

Ho letto su di un articolo postato su AC una cosa passata innoservata ma non di poca importanza, ovvero che il prestito ponte deve essere approvato dalla Corte dei Conti, che è sempre molto attenta e che difficilmente potrà approvare questo prestito a fondo perduto. A meno che non si pieghi supinamente ai voleri del governo.

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda mpx_forever » mar 09 mag 2017, 19:42:31

Ho letto su di un articolo postato su AC una cosa passata innoservata ma non di poca importanza, ovvero che il prestito ponte deve essere approvato dalla Corte dei Conti, che è sempre molto attenta e che difficilmente potrà approvare questo prestito a fondo perduto. A meno che non si pieghi supinamente ai voleri del governo.
La corte dei conti e' la magistratura contabile: indipendente dal governo. Se il prestito ponte sara sottoposto a giudizio questo potrebbe essere negativo. I poteri della corte sono cmq abbastanza limitati

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda kco » mar 09 mag 2017, 21:05:51

FlightGlobal fa una analisi sull esposizione dei lessor https://www.flightglobal.com/news/artic ... sf77438224

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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda malpensante » mar 09 mag 2017, 22:02:43

Da leasing possono risparmiare se le condizioni incorporano una stecca.

belumosi
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda belumosi » mar 09 mag 2017, 23:11:33

Nel frattempo i bond Alitalia 5,25% 2025 si avviano al default. Emessi per 375 milioni di euro nel 2015 a favore di investitori istituzionali, i bond decennali trattano oggi circa il 10% del valore nominale scontando già la sospensione del pagamento degli interessi il prossimo 31 luglio e una probabile conversione in capitale nell’ambito del programmi di ristrutturazione finanziaria.
Ma la conversione di un bond non è a discrezione dell'acquirente? E' legalmente possibile rendere socio qualcuno contro la propria volontà? Peraltro è un bond emesso in Irlanda. Sarebbe interessante sapere cosa prescrivano le leggi locali e visto il coinvolgimento di due stati, quale sia il diritto applicabile.

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malpensante
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda malpensante » mer 10 mag 2017, 00:42:27

Dipende dal bond. Il famoso FIAT di anni fa era "convertendo" e le banche dovettero diventare azioniste. Ciò detto, non credo che sia il caso di quel bond Alitalia.

robix
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Re: Nuovo piano salvataggio Alitalia: il personale vota NO al referendum...

Messaggio da leggereda robix » mer 10 mag 2017, 10:09:03

Un ultimo pensiero ai contratti di leasing che sarebbero fuori mercato del 15%. Se anche i commissari sciogliessero i contratti in essere, voglio proprio vedere quale lessor concederebbe aerei ad un tasso di mercato ad una compagnia in amministrazione straordinaria che ha un orizzonte temporale di 6 mesi dopodiche' potrebbe sparire. Dai leasing secondo me non risparmieranno niente, ed anzi e' cara grazia se i lessor non hanno gia' cominciato a riprendersi gli aerei per darli a qualcuno piu' affidabile.
Ma molti aerei in leasing credo siano piuttosto datati: siamo sicuri che avrebbero mercato ? Forse ai lessors conviene lasciarli in leasing ad AZ, anche con un "taglio" del canone (il cui pagamento è comunque garantito durante la amministrazione straordinaria), altrimenti rischiano di doverli parcheggiare nel deserto.


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