Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

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mattaus313
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda mattaus313 » lun 06 apr 2020, 19:35:06

Perché in fondo non c'è differenza fra costruire un hub a Perugia o a Cagliari con quattro piste e uno a Dubai in mezzo al deserto con persone che pagano enne volte il prezzo del biglietto in uno dei territori più ricchi del mondo e in assenza di concorrenza. Se così fosse allora perché Air France non ha l'hub ad Avignone? Perché Lufthansa non ha l'hub a Norimberga? Perché British non a Lancaster?
Dubai compreso, tutti questi vettori sono cresciuti di pari passo con le loro città di riferimento. Dubai negli anni '90 era un buco ma non mi sembra che Emirates ci abbia messo subito 100 777 dal giorno uno. Certo, la liquidità del governo ha dato una mano, la posizione per i transiti favorevole e va comunque dato il merito di aver saputo infilarsi e conquistare un mercato ben preciso.
Altro dettaglio non da poco, tutte queste città hanno tenuto e ampliato l'aeroporto principale, garantendogli un ruolo dominante. Gli inglesi non hanno pensato di fare l'aeroporto principale a Gatwick, i tedeschi non hanno pensato di fare l'aeroporto principale ad Hann e i Francesi non hanno pensato di farlo a Beauvais, evirandosi da soli con fantomatici city airport. Al massimo, si sono spostati qualche km più in la, ma sempre con pianificazione e razionalità, cosa che hanno saputo fare (anche) a Roma.
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spanna
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda spanna » lun 06 apr 2020, 22:10:33

Sia Malpensa che Fiumicino hanno grosse criticità per sviluppare un hub di natura tecnica ed economica, se si tiene conto delle volontà politiche e sindacali alla fine Fiumicino rimane la scelta più ovvia, dove comunque Alitalia - anche se in condizioni completamente diverse da oggi e per un breve periodo - degli utili li ha fatti.
Ma il periodo degli utili non era l'era Cempella, ovvero quando c'era l'hub (anche) a Milano? ..io mi sto perdendo
gli utili li ha fatti 1 solo anno quando 1) l'hub principale era MXP e non FCO, ma soprattutto 2) Alitalia godette di una forte plusvalenza non ripetibile per la multa che KLM dovette versare per aver rotto gli accordi.
Prima di allora alitalia ha visto utili trent'anni fa quando il concetto di hub and spokes non esisteva ancora ed alitalia volava in tutto il mondo 1xw o 2xw. Quindi dire che alitalia ha fatto utili a FCO in modalita' hub and spokes e' falso.
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda mattaus313 » lun 06 apr 2020, 23:24:09

gli utili li ha fatti 1 solo anno quando 1) l'hub principale era MXP e non FCO, ma soprattutto 2) Alitalia godette di una forte plusvalenza non ripetibile per la multa che KLM dovette versare per aver rotto gli accordi.
Prima di allora alitalia ha visto utili trent'anni fa quando il concetto di hub and spokes non esisteva ancora ed alitalia volava in tutto il mondo 1xw o 2xw. Quindi dire che alitalia ha fatto utili a FCO in modalita' hub and spokes e' falso.
Temo tu stia facendo confusione. Cempella si insediò nel '96. Torna in utile già nel '97 e nel '98 distribuisce dividendi. Fu risanata proprio in ottica privatizzazione e fusione con KLM, e l'hub era a FCO. In un contesto diverso si, ma FCO.

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Alitalia
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda grandemilano » mar 07 apr 2020, 07:41:17

Nazionalizzazione Alitalia: arriva l’ok dell’Unione Europea

Alitalia tornerà nelle mani dello Stato. Dopo la conferma della decisione di nazionalizzare la compagnia aerea, arriva anche l’ok dell’UE

La notizia della nazionalizzazione di Alitalia per salvarla dal fallimento, come era stato previsto anche nell’ormai noto decreto Cura Italia, era stata già confermata. Adesso, è arrivato anche l’ok dell’UE.

La compagnia aerea ha affrontato momenti di estrema incertezza, anche prima di doversi misurare con una pandemia globale, che ha reso il quadro ancor più incerto. Nelle ultime settimane, però, la via della nazionalizzazione ha aperto un nuovo capitolo per l’azienda.

Nascerà una newco interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica, anche indiretta, che avrà il compito di affiancare le aziende private interessate alla compagnia aerea.

Intanto, sarebbe imminente anche lo stop della gara privata indetta proprio allo scopo di raccogliere eventuali offerte per il rilevamento della compagnia, che finora sono state otto in totale.

L’ok dell’UE alla nazionalizzazione di Alitalia
Il salvataggio di Alitalia è ancora sotto i riflettori nazionali e internazionali. Da Bruxelles si è espressa Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione Ue, che ha fatto cadere il veto dell’Unione Europea alla nazionalizzazione della compagnia.

Quest’ultima ha confermato la neutralità della Commissione sulla proprietà, sottolineando come in situazioni del genere sia plausibile che uno Stato decida di acquistare le azioni di una compagnia. Tale acquisto, se fatto sul mercato e con i prezzi di mercato, che in questo momento sono anche bassi, non sarà un problema per l’UE.

Comunque, secondo la Vestager:

“non si può parlare in astratto, perché dipende dalle modalità dell’operazione, se sia un aiuto di Stato o meno. Dipende dalla cornice che verrà stabilita e da come sarà esercitata. Non si può dare una risposta in generale. Poi, se le modalità fossero altre, potrebbero esserci problemi, in quel caso, non è esclusa la richiesta di una notifica individuale”.

https://www.money.it/nazionalizzazione- ... me-notizie
L'ultimo paragrafo è molto importante. Lascia intendere che una nazionalizzazione verrà accettata in sede UE solo se AZ si limita ad operare solo alcune principali rotte da cui ci si aspetta da una compagnia pubblica. E non che si metta ad aprire le varie Deli, Johannesburg o Timbuktu tanto paga lo stato

spanna
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda spanna » mar 07 apr 2020, 09:54:30

gli utili li ha fatti 1 solo anno quando 1) l'hub principale era MXP e non FCO, ma soprattutto 2) Alitalia godette di una forte plusvalenza non ripetibile per la multa che KLM dovette versare per aver rotto gli accordi.
Prima di allora alitalia ha visto utili trent'anni fa quando il concetto di hub and spokes non esisteva ancora ed alitalia volava in tutto il mondo 1xw o 2xw. Quindi dire che alitalia ha fatto utili a FCO in modalita' hub and spokes e' falso.
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minsk
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda minsk » mar 07 apr 2020, 11:34:14

di nuovo, io credo a cio' che i fatti dicono, non credo a fantomatici patti come quello che ti sei inventato tu. E il motivo per cui te lo sei inventato a me sembra abbastanza chiaro: stai cercando di accreditare FCO come hub credibile, e non trovando nessun argomento reale te ne sei inventato uno fantasioso. Salvo poi accusare gli altri (penso che tu ti riferisca a me, vero?) di non fare analisi serie. Questo francamente non lo capisco.
Al netto delle fantasie di cui sopra, ho sempre pensato che sia l'hub carrier a determinare il peso dell'hub e solo in misura secondaria la location.
Quando è nata Emirates nel 1985, Dubai era un buco con 370.000 anime e il pil degli EAU era poco più di un decimo di quello attuale (che per inciso è appena 1/5 di quello italiano).
Se questo forum fosse stato attivo 35 anni fa, immagino le sganasciate nei confronti di quei c*****i che a fronte di una popolazione ridicola, volevano metter su una grande compagnia aerea. Ma hanno messo sul piatto qualche decina di miliardi, tutto qui.
Per cui queste seghe mentali MXP vs FCO, non hanno minimamente senso.
Trova qualche miliardario pazzo che metta 20 o 30 MLD€ sul piatto e vedrai che anche Montichiari svernicia sia MXP che FCO e diventa un hub con i controcaxxi.
Questa ossessiva contrapposizione tra i due scali italiani non è altro che la danza delle ambizioni intorno ad un osso spolpato.
La storia recentissima di IG ha chiarito fin troppo bene le cifre necessarie a per avere determinate ambizioni, ma a quanto pare dopo nemmeno due mesi dal fallimento è già stata dimenticata. Meglio tornare all'evergreen LIN chiuso = MXP hub. Che almeno permette di continuare a sognare.
Ma siccome in un'analisi seria non c'è posto per i sogni, la realtà ci dice che gli investimenti necessari a fare un hub con ambizioni globali (che è quello che tu e gran parte dei presenti vorrebbero), stanno nella fantascienza.
Mentre AZ continuerà ad avere il proprio hubbettino a FCO perchè, come sai benissimo, quasi tutti gli interessi che ruotano intorno alla compagnia stanno a Roma e dintorni.
E quello che ho appena scritto, non è quello che auspico, spero o trovo giusto, ma è quello che è VERO. E che quando si toglie la testa dalla sabbia, è impossibile non vedere.
Se poi si sceglie per principio di non guardare in faccia la realtà (tutta, non solo la parte che fa comodo) perchè fa male, allora alzo le mani.
Quoto. Feci anch’io un po’ di pagine indietro lo stesso esempio. Il luogo ha una sua importanza, ma la base di un hub è la compagnia che si basa e quanto è disposta ad investire. Se QR con IG fosse stata di manica larga e avesse portato a termine il piano iniziale staremmo parlano d’altro, lo stesso vale per AZ a FCO, se il governo avesse per esempio elargito una somma spudorata come quella fin qua concessa in un’unica soluzione forse sarebbe stato diverso, forse. Ma questo è un altro discorso.
EK inizialmente aveva 4 voli a settimana in rotazione FCO MXP e viceversa 2-2 e adesso sappiamo dov’è arrivata prima del blocco imposto per ovvie ragioni.
Lo stesso si dica di QR quando volava a MXP credo 4xw con A310.
Per un hub ci vuole tempo, una compagnia e TANTI DENARI.
Tre cose che oggi sono impossibili da mettere insieme.

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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda mattaus313 » mar 07 apr 2020, 12:54:27

gli utili li ha fatti 1 solo anno quando 1) l'hub principale era MXP e non FCO, ma soprattutto 2) Alitalia godette di una forte plusvalenza non ripetibile per la multa che KLM dovette versare per aver rotto gli accordi.
Prima di allora alitalia ha visto utili trent'anni fa quando il concetto di hub and spokes non esisteva ancora ed alitalia volava in tutto il mondo 1xw o 2xw. Quindi dire che alitalia ha fatto utili a FCO in modalita' hub and spokes e' falso.
Temo tu stia facendo confusione. Cempella si insediò nel '96. Torna in utile già nel '97 e nel '98 distribuisce dividendi. Fu risanata proprio in ottica privatizzazione e fusione con KLM, e l'hub era a FCO. In un contesto diverso si, ma FCO.

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Spanna, con gli artifici contabili non risani e riporti in utile una compagnia così.
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda D960 » mar 07 apr 2020, 13:17:39

Erano state tagliate diverse rotte non profittevoli come disse Cempella ma se non erro ci fu anche una vendita di patrimonio immobiliare e ricavarono cash. In ogni caso l'ultimo utile è datato con Malpensa hub quando KLM pagò la penale.
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda spanna » mar 07 apr 2020, 15:25:35

durante la gestione cempella, dal 96 al 2000, alitalia ha perso oltre 400 milioni di euro, forse poco rispetto ad oggi, ma pur sempre dei bei soldi, comunque niente a che vedere con un reale risanamento. Certo poi le cose sono ulteriormente peggiorate, ma non vedo come si possa dire che in quel periodo alitalia faceva soldi. La verita' e' che alitalia ha smesso di far soldi quando e' nato il modello hub and spokes, fino a quel momento aveva guadagnato decentemente, da li' in poi ha perso sempre di piu' perche' FCO non le permetteva di essere profittevole, e il trasferimento a MXP e' stato solo di facciata. Purtroppo nel modello hub and spokes la posizione di un hub e' tutt'altro che secondaria, hanno successo solo quelle compagnie che sono ben posizionate, le altre sono destinate a soccombere nonostante i miliardi profusi, ed alitalia ne ha gia' sprecati una decina. Ma vedo che ancora in italia c'e' gente che non lo capisce, per cui penso che si andra' avanti ancora a buttare altri miliardi, tanto paga pantalone. La verita' e' che senza i soldi di pantalone alitalia sarebbe morta da un bel pezzo, e sarebbe stato il mercato a decidere dove posizionare l'hub italiano. Ma al mercato in italia non viene lasciata la possibilita' di operare, si preferisce buttare soldi nell'illusione di piegarlo a logiche differenti. Quanto a MXP hub, non c'e' due senza tre, e il quattro vien da se'. Al limite anche il cinque, e il sei, se necessario. Il mercato conosce mille modi per farsi largo, piu' lo butti giu' e piu' lui si tira su. Difficilmente pero' potra' farsi largo finche' viene artificialmente tenuta in vita una compagnia concorrente che puo' permettersi di trasportare passeggeri anche gratis.
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda gabbozzo » mar 07 apr 2020, 16:43:44

[...] Purtroppo nel modello hub and spokes la posizione di un hub e' tutt'altro che secondaria, hanno successo solo quelle compagnie che sono ben posizionate, le altre sono destinate a soccombere nonostante i miliardi profusi, ed alitalia ne ha gia' sprecati una decina. Ma vedo che ancora in italia c'e' gente che non lo capisce, per cui penso che si andra' avanti ancora a buttare altri miliardi, tanto paga pantalone. La verita' e' che senza i soldi di pantalone alitalia sarebbe morta da un bel pezzo, e sarebbe stato il mercato a decidere dove posizionare l'hub italiano. Ma al mercato in italia non viene lasciata la possibilita' di operare, si preferisce buttare soldi nell'illusione di piegarlo a logiche differenti. Quanto a MXP hub, non c'e' due senza tre, e il quattro vien da se'. Al limite anche il cinque, e il sei, se necessario. Il mercato conosce mille modi per farsi largo, piu' lo butti giu' e piu' lui si tira su. Difficilmente pero' potra' farsi largo finche' viene artificialmente tenuta in vita una compagnia concorrente che puo' permettersi di trasportare passeggeri anche gratis.
[..] Bisognava specializzarsi 25 anni fa, ora anche con TK che regna incontrastata sul mediterraneo il treno è passato. L'Italia ha la fortuna di avere rapporti importanti da est ad ovest quindi una mini global che raggiunga un 5/7 destinazioni fra USA e Canada, quelle due imprescindibili in SA, India ed Estremo Oriente potrebbe benissimo esistere ma con modalità più snella e soprattutto con in testa di guadagnarci e non sopravvivere per portare il turismo in Italia, ma per far volare l'Italia laddove ne ha necessità.
:clapp: :clapp: :clapp: quotone!

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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda I-Alex » gio 09 apr 2020, 09:09:47

Dal Corriere di oggi in mia disponibilità, articolo abbastanza simile a quello di Dragoni sul Sole24

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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda grandemilano » gio 09 apr 2020, 13:28:17

Dal Corriere di oggi in mia disponibilità, articolo abbastanza simile a quello di Dragoni sul Sole24

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Sono sempre più convinto che questa mini-mini AZ deve spostarsi su Malpensa.

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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda RAV38 » gio 09 apr 2020, 13:57:56

Le richieste dei sindacati sono dunque: nessuna ( o quasi) riduzione della flotta, niente spezzatino e quindi anche manutenzione e handling nel perimetro della newco, nessun dipendente deve perdere il posto e naturalmente forti investimenti dello Stato in AZ. Un bel programma, non c'è che dire. D'altra parte dopo un paio di decenni in cui la compagnia tricolore è stata foraggiata dallo Stato con miliardi senza mai che si ponesse seriamente il problema di un suo efficientamento, è normale che i sindacati, e non solo, ragionino così. Quello che trovo meno comprensibile è l'attacco alle low cost per gli incentivi finanziari che ricevono dagli aeroporti regionali per effettuare collegamenti aerei di interesse (fondamentale) per i rispettivi territori. Ma se AZ volesse ottenere gli stessi benefici (oltre a quelli enormi che già riceve dallo Stato) non potrebbe farlo?

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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda D960 » gio 09 apr 2020, 14:16:49

Ma se AZ volesse ottenere gli stessi benefici (oltre a quelli enormi che già riceve dallo Stato) non potrebbe farlo?
Il ragionamento alla base è che senza quegli incentivi i voli sarebbero operati da Alitalia o farebbero transitare passeggeri tramite il suo hub come accade altrove, anche se vero in parte. Semplicemente il territorio italiano ha tanti conurbati abitativi di numero non trascurabile e quindi potenzialmente c'è più traffico da coprire, impossibile per una sola aerolinea.
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda mattaus313 » gio 09 apr 2020, 14:25:50

Sostengono che grazie a quegli incentivi riescano a fare prezzi più competitivi sottraendo traffico ad AZ. Ovviamente credono erroneamente, come tanti, che il traffico sia una costante e non il risultato di alcune variabili. Io inizio a pensare che se queste sono le premesse i sindacalisti debbano rispondere in solido delle loro scelte. Perché non se ne può più, capisco chiedere "tanto" ma qui è proprio p******e fuori dal vaso.
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda KittyHawk » gio 09 apr 2020, 15:08:29

Ma se AZ volesse ottenere gli stessi benefici (oltre a quelli enormi che già riceve dallo Stato) non potrebbe farlo?
Il ragionamento alla base è che senza quegli incentivi i voli sarebbero operati da Alitalia o farebbero transitare passeggeri tramite il suo hub come accade altrove, anche se vero in parte. Semplicemente il territorio italiano ha tanti conurbati abitativi di numero non trascurabile e quindi potenzialmente c'è più traffico da coprire, impossibile per una sola aerolinea.
Per viaggiare da A a B transitando attraverso un hub bisogna che (a) l'hub sia posizionato convenientemente lungo la rotta, evitando allungamenti del viaggio o voli a ritroso, come un Bergamo-Roma-Bruxelles, (b) che sia A che B siano collegate con l'hub, (c) che il tempo di transito sia ragionevole. Esaminando qualsiasi hub si vede che solo pochi collegamenti attraverso hub soddisfano le tre condizioni esposte. E ovviamente il costo complessivo del viaggio non deve essere superiore a quello di un potenziale volo diretto di una low cost.
Inoltre una compagnia come Ryanair riesce facilmente a ottenere sovvenzioni da entrambi gli aeroporti collegati (tranne che uno dei due non sia una destinazione irrinunciabile), cosa che dubito sarebbe possibile per qualsiasi compagnia tradizionale.

La realtà è che le compagnie low cost europee vedono come mercato domestico l'intera Europa e operano di conseguenza, mentre le vecchie compagnie di bandiera sono rimaste ancorate a una visione esclusivamente nazionale del mercato domestico. Da ciò deriva il fatto che lo stesso aeromobile di una low cost possa fare un ipotetico giro Roma-Berlino-Ibiza-Berlino-Roma, cosa che un velivolo AZ non sarà mai in grado di fare (non tecnicamente, ovvio, ma per come è strutturata e vista l'azienda: almeno l'arrivo o la partenza devono essere in Italia). Come questa diversa operatività possa influire sui bilanci è facilmente intuibile.

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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda gabbozzo » gio 09 apr 2020, 16:43:05

Dal Corriere di oggi in mia disponibilità, articolo abbastanza simile a quello di Dragoni sul Sole24

Immagine
Quindi il governo sta prendendo coscienza della necessaria drastica riduzione delle dimensioni aziendali, finalmente!
Se andasse davvero in porto la new AZ con flotta di una 50ina di aeromobili sarebbe per forza necessaria una nuova strategia aziendale, cioè non puoi più solo tagliare frequenze ma serve una ristrutturazione del network (oltre al necessario adattamento al prossimo periodo post-covid).
Immagino anche che possano cambiare le politiche su Linate che a questo punto sarebbe impossibile da presidiare.

Io sarei molto favorevole allo spezzatino invece, visto anche che per gli altri rami non aviation mi pareva ci fossero offerte di mercato serie (anche qui..se rimangono valide anche post-covid).

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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda grandemilano » gio 09 apr 2020, 19:21:28

Se andasse davvero in porto la new AZ con flotta di una 50ina di aeromobili sarebbe per forza necessaria una nuova strategia aziendale
Immagino anche che possano cambiare le politiche su Linate che a questo punto sarebbe impossibile da presidiare.
.
Sicuramente Linate aprirà solo quando AZ sarà in grado di cresce con la flotta in modo da poterlo presidiare.
Ma la storia insegna che AZ a fatica riesce a stare sul mercato, e quindi gli sviluppi futuri saranno molti lenti e graduali.
Ergo, per proprietà transitiva, Linate rimarrà chiuso ancora per molto.

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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda mattaus313 » gio 09 apr 2020, 19:51:16

Chissà cosa vorranno i cittadini della regione che fa il 20% del PIL italiano,se tengono più ad Alitalia o a Linate aperto subbito.
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda KL63 » gio 09 apr 2020, 21:41:10

Quello che vogliono i cittadini della regione che produce il 20% del PIL italiano, si è già visto che conta come il 2 di bastoni a briscola.
Se poi vogliamo vedere siamo il 15% della popolazione per cui non siamo poi così bravi.

belumosi
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda belumosi » gio 09 apr 2020, 23:03:02


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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda grandemilano » dom 12 apr 2020, 09:27:21

Da startmag.it articolo di Paolo Rubino

Cosa succederà ad Alitalia. Fatti e (vecchie) teorie
di Paolo Rubino

alitalia
Il punto su Alitalia nell’analisi di Paolo Rubino


È possibile che un orologio fermo sbagli l’ora anche in quelle due occasioni, durante le 24 ore, in cui il regolare scorrimento del tempo coincide con le lancette ferme? Per un attimo dovrebbe essere tra gli orologi più precisi al mondo e, se ciò non si verifica, è fuor di dubbio che siamo di fronte all’impossibile. Questa sembra la situazione di cui discettano i medici che hanno in cura Alitalia. Nella videoconferenza di mercoledì pomeriggio i ministri incaricati hanno fornito ai sindacati gli aggiornamenti sulla vicenda della Compagnia.

Per quanto corra l’anno 2020 e l’intera comunità mondiale sia alle prese con il coronavirus, il linguaggio, e i concetti, trasmessi hanno avuto decisamente il retrogusto degli anni ’90 del passato secolo.

Pochi, ma ben decisi i passaggi comunicati:

1. la restrizione del perimetro aziendale, flotta e addetti;

2. La ricerca di un’alleanza;

3. la divisione dell’azienda in good e bad company, per la terza volta in poco più di un decennio, la quarta se si fa rientrare in questa categoria quanto già applicato alla compagnia, ancora tecnicamente in bonis, una prima volta nel 2005.

Inutile dire che tali misure appaiono o ridondanti o inutili o controproducenti e tutte piuttosto obsolete. È certamente ridondante l’ennesimo giro di corda sulla riduzione del perimetro aziendale dopo 19 anni dal primo.

Allora fu l’angoscia delle torri gemelle a dettare l’agenda. Alitalia ridusse le operazioni in misura doppia, e sostanzialmente definitiva, rispetto alla concorrenza. Fu l’inizio della fine. Alla ripresa della normalità si ritrovò impreparata e avvilita, in altri termini inerme. La lettura angosciata degli eventi la portò ad infilare un tunnel di lì in avanti incessantemente ripetuto fino a ridurre l’azienda a un ectoplasma così come oggi appare. È certamente inutile l’ennesimo round di ricerca di un’alleanza. Alitalia, da sempre all’avanguardia in questa strategia, è già parte di una delle tre alleanze che si spartiscono il mercato. Anzi è formalmente un membro fondatore di Skyteam.

L’alleanza è benefica per una compagnia aerea nella misura in cui questa è autorevole nel complesso e delicato sistema di governance del cartello. Cambiare cartello, oltre che ridestare il fastidioso luogo comune per gli italiani voltagabbana, non conferisce di certo autorevolezza. Questa è piuttosto direttamente correlata al peso industriale del membro, flotta e rotte; al suo grado di intelligenza degli scenari e di innovazione industriale, competenze; al suo garbo negoziale, ancora competenze.

È certamente controproducente la prospettazione, ancora una volta, della divisione in good e bad company. Forse il suono esotico della locuzione affascina talmente ognuno che recitarla ne appaga di per sé la vanità. Un po’ come il latinorum di un azzeccagarbugli! L’idea che una compagnia aerea sia come una realtà manifatturiera che, resasi conto che un prodotto non tira più, ne chiude, o cede, l’impianto produttivo ha attecchito al di là di ogni buon senso. Chi sia stato il soggetto zero che ha inoculato questo virus nei cervelli italiani è ancora ignoto. Il sospetto che si tratti di un apprendista consulente è però fondato. Il processo industriale di un vettore aereo è di tipo olistico.

Tutti i sottoprocessi concorrono ad un comune scopo: garantire un servizio ai clienti regolare, affidabile, puntuale. Per dirla in inglese, che piace tanto a tanti, regularity, reliability, on time performance sono i parametri primigeni dell’efficienza e dell’efficacia, in altri termini di numerosi e soddisfatti clienti, ovvero di profittabilità. A questo obiettivo concorrono piloti, ingegneri, portabagagli, addetti al check in, assistenti di volo, contabili, venditori, tecnici informatici, squadre di pulizia, comunicatori. Tutti in ugual misura. Sfilare un membro della squadra vuol dire indebolire il processo.

Cosa accadrebbe alla Ferrari in formula 1 se invece di un proprio tecnico affidasse il riavvitamento dei bulloni delle ruote a un tecnico fornito dal circuito in cui si svolge la gara? O peggio ancora a un tecnico della Mercedes, cui paga ovviamente il disturbo, al box accanto? Lo spezzettamento del processo unitario aziendale, e il ricorso alle terziarizzazioni, ha già prodotto enormi danni. Non si tratta di un’opinione, ma di una certezza facilmente riscontrabile da chiunque abbia la pazienza di spulciare i bilanci della Compagnia dal 2006 in avanti dove il trade off tra costi interni per lavoro dipendente e costi di acquisto per servizi da terzi è, nella migliore delle ipotesi, perfettamente bilanciato. Ma l’equazione non fa zero tuttavia, perché la perdita di univocità direzionale si traduce in perdita di efficienza e di efficacia dell’attività.

E d’altronde perché mai, a parità di risultato, il servizio di un riparatore di motori ad esempio, dovrebbe costare di meno se acquistato da terzi invece che prodotto in proprio? Certo, può accadere che quel tecnico sia pagato di meno, ma la differenza va sicuramente a vantaggio del suo caporale, non certo del vettore cliente. Sicuramente nel lungo periodo quel terzo, se cresce incessantemente, beneficerà di economie di scala e di scopo. Ma soltanto i lettori buonisti della concorrenza potranno assumere che quel plusvalore generato dalle dimensioni ritorni nelle tasche dei clienti e non resti piuttosto a impinguare quelle del fornitore spesso perfino un concorrente. E tutte queste idee sono certamente obsolete. Difettano di un’accurata lettura degli scenari prospettici.

Il ritorno dei cartelli nell’industria del trasporto aereo; la fine dell’abbrivo del modello low cost; la saturazione degli hub; l’evoluzione del mix tra traffico d’affari, turistico e etnico; su tutto i rivolgimenti in corso nel segmento dei costruttori di aerei e sottosistemi avionici sono fenomeni in corso da tempo. Il covid-19 è semplicemente il fattore scatenante. Il regicidio di Sarajevo dell’industria aeronautica. Non vedere tutto ciò davanti a noi è una responsabilità grave della nostra classe dirigente. Non cogliere le opportunità dei cambiamenti in corso sarebbe una colpa imperdonabile.

RAV38
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda RAV38 » dom 12 apr 2020, 13:27:06

Finalmente uno che ne capisce di aviazione. Sarebbe un ottimo general manager per AZ!!! :green: :lol:

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mattaus313
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda mattaus313 » dom 12 apr 2020, 13:43:28

Ma chi è il fratellastro meno famoso di Diego Fusaro? Se ci avesse infilato qua e la turbocapitalismo a caso non avrei avuto dubbi...
"Because you needed a lot of capital in an airline, you needed to be where the financial markets were, and obviously that's New York"

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D960
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Re: Alitalia-Fs, tempi lunghi e idee poco chiare

Messaggio da leggereda D960 » gio 16 apr 2020, 13:52:35

In qualsiasi caso fra aeromobili A32x di epoca AZ LAI che andranno via, i due 330-200 EY, il B777W e gli Embraer 75 che potrebbero fare ciao ciao si prevede una bella sforbiciata. Rimane da capire che facciano quando riaprirà Linate visto che là operano in gran parte velivoli regional.
AHO-BLQ-BGY-CAG-DUB-FCO-GOA-GRO-KBP-LIN-MXP-MUC-OLB-PMF-PSA-STN-TBS-TPS-TRN-TRS-TSF-VCE

A Milén si va a Linate per i nazionali, a Bergamo per gli internazionali e a Malpensa per gli intercontinentali e i charter


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