Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

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hal
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda hal » ven 01 gen 2021, 11:51:43

Scusate, parte del paese che...
Volete mettere la centralitò romana sulla quale giustamente :mrgreen: AZ si concentra?
Immagine
Il maggior nemico della conoscenza non è l’ignoranza,
è la presunzione della conoscenza.


Stephen Hawking

grandemilano
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda grandemilano » ven 01 gen 2021, 12:00:43

Scusate, parte del paese che...
Volete mnettere la centralitò romana sulla quale giustamente :mrgreen: AZ si concentra?
Immagine
Giusto.
Speriamo che questa tematica possa rientrare in un prossimo articolo di Berberi.
Così come il fatto che quelle potenzialità vengono sfruttate da tutte le compagnie, tranne AZ.

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I-Alex
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda I-Alex » ven 01 gen 2021, 12:10:20

infedeli, AZ risorgerà della ceneri col nuovo piano industriale (identico ai precedenti)
Chissà se davvero ci credono
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RAV38
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda RAV38 » ven 01 gen 2021, 12:11:02

A proposito delle tabelle di dati relativi alla catchment area di MXP forniti da SEA per l'anno 2019 e riportati quì sopra da HAL, vorrei solo osservare che sono dati oggettivi a livello statistico territoriale ma non riflettono la reale catchment area come effettiva area di provenienza e destinazione di passeggeri utenti, sia inbound che outbound. Purtroppo, come sappiamo perfettamente, ciò dipende da tanti fattori che vanno dalla eccessiva frammentazione dell'area potenzialmente interessata in tanti aeroporti alle strozzature e insufficienze infrastrutturali che ben conosciamo. Il risultato è che l'effettivo bacino di traffico afferente a MXP è solo una parte di quello cui potrebbe riferirsi se le condizioni fossero diverse.

KittyHawk
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda KittyHawk » ven 01 gen 2021, 13:07:58

Alcuni commenti all'articolo del Corriere:

Davvero siamo tutti più poveri?
Il raffronto tra i PIL viene effettuato a livello nazionale, oltretutto tra nazioni di diversa stazza. A un occhio disattento sembrerebbe valida l’equazione più ricchezza = compagnia aerea più grande/importante. Ma non è così. Ad esempio il PIL procapite del Lussemburgo è circa 2,8 volte quello dell’Italia, ma non mi sembra che Luxair sia una potenza tra le compagnie aeree. Il PIL procapite della Lombardia è 38.000 €, un valore assolutamente non disprezzabile a livello europeo e molto più alto, a livello di PIL assoluto, di tante altre regioni d'Europa.

Davvero i ricavi sono in discesa?
Probabilmente no, dato che si parla SOLO di voli diretti. Ma se i voli diretti, specie gli intercontinentali, non ci sono evidentemente anche i ricavi diminuiscono, perché chi deve volare lo farà con scalo e non apparirà, o non dovrebbe apparire, in questa classifica.

Perché siamo indietro come valore di mercato?
Gran Bretagna, Francia e Germania hanno un flusso di viaggiatori d’affari maggiore, quindi più persone disposte a pagare prezzi più alti. Non che non ci sia anche il flusso turistico, ma le loro strategie non si basano solo sui turisti, come si vuol continuare a fare in Italia. La Spagna ci batte in valore assoluto perché, pur basandosi sul turismo come noi, riesce ad attrarre più turisti di noi (complessivamente 227 milioni di passeggeri contro 160).

Troppi aeroporti?
Sì e no. Sì per chi li gestisce, perché c’è concorrenza tra le strutture (cosa che alle compagnie aeree non dispiace) e non si riescono a costruire dei monopoli. No per la possibilità di far nascere una grande compagnia aerea, perché se non c’è una compagnia disposta a operare in ottica hub e le altre che operano sullo stesso aeroporto non sottostanno alle regole IATA, consentendo la creazione di transiti, non cambierebbe niente. Ad esempio, se rimanesse solo Venezia Tessera e venissero cancellati Treviso, Verona e Trieste dubito che vedremmo nascere una nuova grande compagnia italiana hub & spoke in laguna.

Low cost causa di tutti i mali?
Le persone hanno imparato che ci si può spostare in aereo da A a B pagando meno e spesso facendolo direttamente, al prezzo di una relativa maggior scomodità. Le persone hanno inoltre iniziato a spostarsi coi treni AV, abbandonando l’aereo. Il discorso vale in tutta Europa. In (Al)Italia si è continuato ad agire come se nulla cambiasse, basti pensare al fatto di puntare sulla navetta Milano-Roma quando stava partendo in grande stile la TAV sulla stessa rotta. Se non si capisce quello che sta succedendo e non ci si adegua si perde.

Davvero pochi clienti in classe business?
O più semplicemente la classe business viene offerta (a Roma) dove non ci sono i clienti? Parlo di Alitalia, perché immagino che diversi di quelli che partono da Milano e fanno scalo nei vari LHR, FRA, CDG e AMS da là proseguano poi in business. Se Cracco e Savini chiudessero in Galleria e aprissero a Fidenza non credo che attrarrebbero lo stesso tipo di clientela, facendo gli stessi incassi, anche se là c'è un outlet village ben frequentato.

Davvero la “quinta libertà”?
Nel momento di massimo splendore (2019) la Milano-New York ha visto sei voli giornalieri, uno per compagnia. A memoria, nello stesso periodo, la sola BA ne aveva di più da LHR e con aerei più capienti.
Finché non è entrata Emirates la rotta era così importante che AZ volava 4xw e le americane mandavano gli aerei di minor pregio che avevano. Con Emirates si è visto il giornaliero AZ, migliori velivoli dagli USA e il numero di passeggeri è aumentato. Di cosa stiamo parlando, se non del fatto che tanti “liberisti” detestano apertamente la concorrenza che li obbliga a migliorare?

Davvero l’asset Alitalia non è stato difeso?
Con tutti i soldi che sono stati gettati nella fornace, cos’altro dovevano fare? Obbligare per legge gli italiani a volare solo Alitalia? AZ a LIN ha un “feudo” maggiore ancora di quello di LH a FRA o MUC, eppure non riesce a guadagnarci. La quota di mercato nazionale dipende dall’offerta: se non ci sono abbastanza voli per coprire le richieste ovviamente la percentuale è minore. Ma bisogna anche essere capaci di andare verso il mercato potenziale, non sperare che sia il mercato a venire da te alle tue condizioni, cosa che AZ non è capace di, o non vuole, fare.

Le grandi alleanze
Fino a non molto tempo fa AZ era dentro una di queste alleanze, eppure si lamentava di non poter esprimere le sue potenzialità. Forse era vero, perché c’erano degli accordi poco vantaggiosi, ma chi li aveva firmati se non l’allora dirigenza AZ? Ora è fuori e si lamenta perché è isolata. Vien da dire: si decida!

Tipologia di traffico e posizione geografica
La scoperta dell’acqua calda. La situazione era vera ieri, lo è oggi e lo sarà domani. Ma se si vuole pervicacemente continuare con l’hub a FCO e i turisti la situazione non potrà cambiare. Milano sarebbe una soluzione migliore. Magari non ottimale a livello europeo ma migliore. Eppure, per non dire completamente la verità, ossia che tra Roma e Milano bisognerebbe puntare decisamente su Milano si cerca comunque qualche difettuccio: Linate che ha solo voli europei, Malpensa che comunque è più lontana di CDG, LHR etc. rispetto ad alcune destinazioni chiave e anche più stagionale (forse, ma sempre meno di Roma). Anzi Roma, secondo LH, sarebbe messa addirittura meglio rispetto alle destinazioni africane. Bella scoperta. Peccato che non ci siano motivi storici per agevolare queste rotte. Crispi all’epoca avrebbe dovuto darsi da fare di più.
Se si toglie JFK non è che CDG e LHR siano realmente avvantaggiate rispetto a MXP. E anche in questo caso, ragionando in ottica hub, scopriremmo parecchie città dell’Europa che potrebbero essere collegate a New York meglio, ossia percorrendo una distanza minore, transitando per MXP invece di CDG o LHR. FCO sotto quest’aspetto è particolarmente svantaggiata.

Voli diretti, turisti e uomini d’affari
Se gli italiani non volano con voli diretti è perché non ci sono i voli, non viceversa, o perché quando ci sono occorre fare lo stesso scalo con maggiori scomodità rispetto ad altri aeroporti (FCO rispetto agli hub del nord Europa per chi parte dal Nord Italia). E torniamo a turisti e uomini d’affari. Il turista in Italia è maggiormente inbound quindi facilmente privilegerà una compagnia del suo paese d’origine e non una italiana. L’uomo d’affari italiano, ognuno dei quali vale a livello di viaggi diversi turisti, potrebbe fare il contrario, ma non trova i voli o, se ci sono, non partono da dove a lui sarebbe più comodo (perché fare un backtracking da Roma se si deve andare nel Nord America?).

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » ven 01 gen 2021, 13:29:23

+1

grandemilano
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda grandemilano » ven 01 gen 2021, 13:33:08

Comunque sia, vorrei aggiungere un'altra mio opinione.
E' da 12 anni che non leggevo queste corrette argomentazioni sui giornali. E questo è sicuramente un cambio di rotta, forse.
Frasi del tipo: "Malpensa non sarà ottimale rispetto agli altri hub europei, ma è sicuramente messa meglio di Fiumicino".
É dai tempi dell'AZ di Sabelli che non leggevo questa frase e altre.
Poi sono arrivati i Colaninno di turno ("io ho impiegato 6 ore per arrivare a Malpensa") e gli Alemanno di turno ("una supremazia di Milano su Roma è inammissibile"). E il vero tentativo di rilancio di Alitalia tentato da Sabelli, è stato definitivamente svaccato.
E per 10 anni si sono lette le stesse cose ripetute all'infinito: "Malpensa non può essere hub perché c'è Linate"; "Malpensa non può essere hub perché c'è Linate"... Dimenticando di ricordare che è AZ a voler tenere aperto LIN, forse per non correre il rischio che Malpensa torni hub.
Ora finalmente, dopo più di 10 anni, c'è chi di nuovo torna a dire le cose in maniera oggettiva per come stanno.
Ultima modifica di grandemilano il ven 01 gen 2021, 18:04:53, modificato 1 volta in totale.

spanna
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda spanna » ven 01 gen 2021, 14:43:57

Comunque sia, vorrei aggiungere un'altra mio opinione.
E' da 12 che non leggevo queste corette argomentazioni sui giornali. E questo è sicuramente un cambio di rotta, forse.
Frasi del tipo: "Malpensa non sarà ottimale rispetto agli altri hub europei, ma è sicuramente messa meglio di Fiumicino".
É dai tempi dell'AZ di Sabelli che non leggevo questa frase e altre.
Poi sono arrivati i Colaninno di turno ("io ho impiegato 6 ore per arrivare a Malpensa") e gli Alemanno di turno ("una supremazia di Milano su Roma è inammissibile"). E il vero tentativo di rilancio di Alitalia tentato da Sabelli, è stato definitivamente svaccato.
Guarda che ti sbagli di grosso, sabelli e' arrivato dopo colaninno (colaninno ha scelto sabelli per AZ, non viceversa), e anche alemanno e' arrivato prima. Sabelli non ha fatto niente di niente per MXP, dopo cempella nessuno ha fatto niente di niente.
E su berberi non sono niente per d'accordo con te, non solo non c'e' nessun cambio di rotta, ma berberi rappresenta la continuita' piu' assoluta. Forse non ti rendi conto che in italia la politica decide il destino di AZ e degli aeroporti. La proprieta' del corriere della sera e' subalterna alla politica e ne riceve i desiderata. I giovani giornalisti vengono assunti dal corriere e gli vengono dati i paletti del loro scrivere. Se vuoi scrivere sul corriere quei paletti li devi rispettare, altrimenti te ne devi andare. Berberi e' l'ultimo ingranaggio di una cinghia di trasmissione che parte da palazzo chigi ed arriva alla popolazione che serve a fare in modo che la popolazione si convinca che e' giusta una certa cosa invece che un'altra, indipendemente dal fatto che questa cosa sia vera o no. Le minxiate che berberi scrive (in questo articolo ne ha scritte tanto di minxiate, che altri hanno gia' messo in luce) non le pensa lui, le pensano nei palazzi romani che contano ed arrivano in qualche modo a berberi che subito si premura di diffonderle nella popolazione, in modo che si generi consenso. Che berberi le condivida o non le condivida interessa fino ad un certo punto, se le condivide tanto meglio per lui che almeno non avra' conflitti di coscienza e dormira' bene la notte (in fin dei conti c'e' gente che crede che la terra e' piatta, come vedete si puo' credere a qualsiasi stupidaggine), se invece non le condivide amen, si consolera' pensando che se vuol far carriera al corriere non ha alternative. Gia' altri hanno messo in luce i motivi che dimostrano che berberi ha scritto in questa rassegna un mare di caxxate. Io mi limiterei a ricordargli, a lui che vive a milano e forse si sente milanese (non ne sono sicuro) che la V liberta' ad EK e' stata la risposta di milano e della lombardia alla politica di AZ che col dehub ha svuotato completamente l'aeroporto di MXP. Si ricordi il caro berberi che la pazienza di noi lombardi ha un limite, e se si continua a tirare la corda (vedi AZ che pare non fara' piu' nemmeno i pochi voli che faceva a MXP), non e' detto che la V liberta' di EK per NY rimanga isolata. Serve a dimostrare a berberi e a quelli che gli suggeriscono i contenuti degli articoli che 1) a milano c'e' traffico intercontinentale di pregio e 2) se AZ non lo serve i milanesi si faranno servire da altri.
Countdown verso la dissoluzione della grande meretrice aerea: conteggio iniziato!
Ten... Nine... Eight... Seven...Six...Five...Four...Three...Two...One...

KL63
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda KL63 » ven 01 gen 2021, 15:48:53

Condivido tutte le critiche mosse a questo articolo che definire tale mi pare eccessivo.
Mi pare una serie di lamentele ridicole a cui avete già risposto voi con i vostri interventi precedenti.
Proprio l'altra sera ho sentito un pezzo al TG1 dove si diceva che nell'1% dei comuni italiani si produce il 60% del PIL, e che fra questi Milano è il primo comune, seguito da Bolzano e Milano produce il 30% del 60% quindi il 18% del PIL è prodotto a Milano.
Questo dice tutto sulle scelte di Alitalia.

grandemilano
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda grandemilano » ven 01 gen 2021, 16:17:36

Condivido tutte le critiche mosse a questo articolo che definire tale mi pare eccessivo.
Mi pare una serie di lamentele ridicole a cui avete già risposto voi con i vostri interventi precedenti.
Proprio l'altra sera ho sentito un pezzo al TG1 dove si diceva che nell'1% dei comuni italiani si produce il 60% del PIL, e che fra questi Milano è il primo comune, seguito da Bolzano e Milano produce il 30% del 60% quindi il 18% del PIL è prodotto a Milano.
Questo dice tutto sulle scelte di Alitalia.
Forse non hai letto bene tutto l'articolo. Perché tra le righe c'è un passaggio interessante: "da questo punto di vista Malpensa — anche per il suo contesto territoriale più popolato e più ricco — secondo gli addetti ai lavori sarebbe una soluzione migliore"

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda I-GABE » ven 01 gen 2021, 16:39:23

Salvo cassare Malpensa come soluzione proponibile in tutto il resto dell’articolo.
Suvvia, capisco i buon propositi per l’anno nuovo, ma l’articolo è pieno di castronerie e faziosità.


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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda RAV38 » ven 01 gen 2021, 16:48:34

A proposito degli articoli di Berberi sul Corriere della sera vorrei aggiungere una osservazione. Il Corriere, già da molti anni ma in misura crescente, applica una politica di relativa "de-milanesazione" per acquisire una immagine che appaia anche (e significativamente) "romana" e ciò, a mio avviso, sia nella logica concorrenziale con "Repubblica", sia per accreditarsi meglio (anche con varie edizioni regionali) come quotidiano "nazionale" per eccellenza. In questa ottica la dirigenza del Corriere (ma anche la proprietà) deve tener conto degli interessi degli ambienti che più contano, in particolare quelli politici, che si trovano più a Roma che a Milano. Questo spiega anche il fatto che la "letteratura" giornalistica in genere ripetendo pedissequamente affermazioni approssimative e per lo più errate (fra tutte l'assioma di AZ compagnia di bandiera, FCO hub naturale e tante altre) ha finito per sancire delle vere fake news difficili da smentire. Detto questo, se Berberi può essere, a sua volta, vittima (consapevole o meno) di certe errate convinzioni, basta leggere certi servizi ad esempio sul "Messaggero" a proposito di AZ per capire a cosa servono le veline (e le amicizie con i manovratori).

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Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » ven 01 gen 2021, 16:57:41

Un giornalista normale non è abbastanza esperto da fare ragionamenti sofisticati sull’aviazione e dunque pubblica quello che sente dire o che gli viene dato precotto. In Italia c’è una sola musica e l’intervista all’inglese Boyle è stata un’eccezione rara.

Il sistema è provinciale e un po’ pigro, anche perché i giornalisti di oggi devono pubblicare in modo compulsivo, perché sono pagati poco. A nessuno viene in mente di cercare opinioni diverse, succede proprio una volta ogni morte di papa, gli uffici stampa vincono facile e chi legge ha a disposizione veline o poco più.

Io trovo sorprendente che non si cerchi l’opinione di Alitalia che c’è al di fuori dell’Italia.

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda romaneeconti » ven 01 gen 2021, 17:25:04

Io invece deidererei che tutti questi sedicenti giornalisti che scrivono di aviazione non avendone competenza, andassero a guadagnarsi il pane scrivendo di altro. sarebbe gia' una conquista per tutti, anche per loro.

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda KittyHawk » ven 01 gen 2021, 17:42:45

A quanto scritto da malpensante aggiungerei una postilla.
Se è vero che l'ambiente "romano" in senso lato ha tutto l'interesse a veicolare una narrazione su FCO hub "naturale e migliore" per una compagnia di bandiera italiana, non è che gli esperti delle compagnie estere siano proprio imparziali.
Diciamo che sono un po' cerchiobottisti, dato che da una parte non vogliono scontentare con dichiarazioni senza appello i manovratori italici (bene o male sono loro che fanno leggi e regolamenti), dall'altra fa loro comodo impedire che in Italia possa nascere un serio concorrente per i loro affari. Da qui dichiarazioni come quella di LH su Roma messa meglio per le rotte africane, che illude chi opera nella Capitale e lo convince a perpetuare senza ragionare gli errori fatti.
Tanto, quello che interessa veramente alle varie LH, AF, KLM, BA etc., ossia il passeggero benestante del Nord Italia, già viaggia via FRA, CDG, LHR, AMS etc. e la situazione creatasi da anni in Italia a loro va, oggettivamente, bene.

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda KL63 » ven 01 gen 2021, 17:50:07

Condivido tutte le critiche mosse a questo articolo che definire tale mi pare eccessivo.
Mi pare una serie di lamentele ridicole a cui avete già risposto voi con i vostri interventi precedenti.
Proprio l'altra sera ho sentito un pezzo al TG1 dove si diceva che nell'1% dei comuni italiani si produce il 60% del PIL, e che fra questi Milano è il primo comune, seguito da Bolzano e Milano produce il 30% del 60% quindi il 18% del PIL è prodotto a Milano.
Questo dice tutto sulle scelte di Alitalia.
Forse non hai letto bene tutto l'articolo. Perché tra le righe c'è un passaggio interessante: "da questo punto di vista Malpensa — anche per il suo contesto territoriale più popolato e più ricco — secondo gli addetti ai lavori sarebbe una soluzione migliore"
Ho letto benissimo questo fugace accenno, peraltro privo di conclusioni consequenziali e logiche, e con un sacco di "ma" e "comunque" fra le righe.
Poi siamo al ridicolo con la storia di Emirates e delle alleanze... prima erano nell'alleanza con quei cattivoni di francesi ed olandesi che si sono presi tutto il cargo, che nella jv avevano relegato AZ in secondo piano... ma chi ha preparato questo accordo? Sabelli l'ha firmato ma qualcuno deputato da AZ o dipendente di AZ avrà pure trattato i termini di questo accordo o no? Mi ricordo Sabelli trionfante che diceva a chi poneva obiezioni che per ogni passeggero e chilo di merce di AZ transitante da CDG, AZ avrebbe percepito delle royalties.
Ed ora si lamentano che sono soli in un mondo di lupi!

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda KL63 » ven 01 gen 2021, 17:51:50

A quanto scritto da malpensante aggiungerei una postilla.
Se è vero che l'ambiente "romano" in senso lato ha tutto l'interesse a veicolare una narrazione su FCO hub "naturale e migliore" per una compagnia di bandiera italiana, non è che gli esperti delle compagnie estere siano proprio imparziali.
Diciamo che sono un po' cerchiobottisti, dato che da una parte non vogliono scontentare con dichiarazioni senza appello i manovratori italici (bene o male sono loro che fanno leggi e regolamenti), dall'altra fa loro comodo impedire che in Italia possa nascere un serio concorrente per i loro affari. Da qui dichiarazioni come quella di LH su Roma messa meglio per le rotte africane, che illude chi opera nella Capitale e lo convince a perpetuare senza ragionare gli errori fatti.
Tanto, quello che interessa veramente alle varie LH, AF, KLM, BA etc., ossia il passeggero benestante del Nord Italia, già viaggia via FRA, CDG, LHR, AMS etc. e la situazione creatasi da anni in Italia a loro va, oggettivamente, bene.
Quoto, è probabile che sia così.
Non mi ricordo più che diceva che i francesi ed i tedeschi vanno in Europa come francesi e tedeschi, gli italiani come europeisti.

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda mattaus313 » ven 01 gen 2021, 18:47:04


Se Cracco e Savini chiudessero in Galleria e aprissero a Fidenza non credo che attrarrebbero lo stesso tipo di clientela, facendo gli stessi incassi, anche se là c'è un outlet village ben frequentato.
Questo è il centro di tutto: le preferenze del consumatore, completamente dimenticate da chi pianifica salvo poi rendersene conto come si ricorda dell'esistenza delle LCC.

Hai fatto l'esempio perfetto, anzi, te ne faccio uno molto simile e molto più pragmatico: Antonino il banco di Cannavacciuolo a Vicolungo e Villa Crespi. Inutile dire che sono due cose, completamente diverse che per natura non possono avere gli stessi prezzi e quindi, gli stessi ricavi. Il primo, che può inserire il brand nel "pacchetto" può attrarre in un contesto di massa dove però si vede in concorrenza con tanti altri bar/ristoranti. Il consumatore quindi, se amante del genere, sarà interessato a pagare una piccola parte in più per il brand ma chiaramente più il prezzo si discosta dal resto dell'offerta, meno consumatori saranno disposti a pagare per avere quel servizio. Villa Crespi invece questa leva la soffre sicuramente di meno, il prezzo passa sicuramente in secondo piano e la concorrenza diventa quasi trascurabile dato che nella quasi totalità dei casi chi va li è già consapevolmente disposto a pagare per quel tipo di servizio e raramente si è perso e finisce li per sbaglio (nel caso immagino che delle pizzerie nel raggio di qualche km esisteranno comunque...).

Con Alitalia succede esattamente la stessa cosa, e qui ci si ricollega al discorso del tutelare le rispettive compagnie (che è cosa diversa dal tutelare i posti di lavoro delle rispettive compagnie). Gli hub che Alitalia ha potenzialmente a disposizione soffrono troppo questo lato, e recuperare dove i margini sono bassi non è per niente semplice, anzi.

Malpensa serve un bacino d'utenza innegabilmente più adatto al ruolo, ma che ormai è invaso in maniera irreversibile dalle LCC che ne distruggono i ricavi potenziali e come se non bastasse alla festa si è unita anche l'AV a peggiorare le cose. Se Alitalia dovesse tornare e decidere di implementare quel modello da li, sicuramente dovrebbe operare tutte le rotte di alimentazione con perdite tali da far rimpiangere i 500 milioni all'anno. Il lungo raggio, vista la posizione (economica, non geografica) nel quadro internazionale non potrebbe in alcun modo compensare queste perdite.

Se Atene piange Sparta non ride, a Roma (ormai) c'è altrettanta concorrenza, ma essendo prevalentemente da parte di FSC e non avendo molti altri aeroporti all'interno del proprio bacino d'utenza rende il tutto un pelo più sopportabile. La domanda inbound è un problema relativo, diventa un grosso problema se si spera di lavorare in un contesto del genere con un operativo da hub a prevalenza outbound. Stesso discorso per la stagionalità, nessuno nega che sia un problema ma con un operativo decente ci si può convivere, a sindacati piacendo.

C'è poi Linate, che se da un lato potrebbe essere considerato una Villa Crespi del mercato aereo italiano lo stesso paragone purtroppo non lo si può fare con gli occupanti, ma la sostanza non cambia. Linate è l'unico posto dove Alitalia ad oggi potrebbe avere ricavi decenti, il resto è stato tutto eroso dalla concorrenza, cosa che altrove è successa in misura più contenuta (vuoi politicamente, vuoi con una migliore gestione della compagnia stessa). Su Malpensa la situazione da questo punto di vista è completamente fuori controllo, a Roma (forse anche per salvaguardare AdR e Alitalia) fortunatamente un pò meno. Tutti i "ma non c'era da Linate", "ma parti da Malpensa, fino la?" per quanto possano far sorridere sono un indicatore piuttosto veritiero del fatto che purtroppo o per fortuna, c'è ancora tanta gente disposta a pagare di più per volare da li. Ragioni stupide o meno poco importa, è un dato di fatto. E il fatto che non è strutturalmente adatto a gestire un modello h&s vero (per non dire che fa letteralmente c****e) sta facendo sprecare ad Alitalia e ai contribuenti italiani una marea di soldi, per non parlare dei mancati ricavi e del mancato sviluppo che potrebbe portare al contesto di riferimento. Evidentemente, va bene cosi.

Il tuo esempio, ripeto, è perfetto. Sarebbe bello che chi pianifica si accorgesse di quali siano gli outlet e quali i contesti dove il potenziale economico di una realtà può essere pienamente espresso.

PS: outlet non vuole avere in alcun modo un'accezione negativa, anzi, se un modello di business funziona con una propria clientela di riferimento è giusto che venga espresso al meglio, senza la pretesa però di fare altri mestieri.
"Because you needed a lot of capital in an airline, you needed to be where the financial markets were, and obviously that's New York"

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda gabbozzo » ven 01 gen 2021, 19:07:11

Condivido come sempre tutti i vs ragionamenti su Alitalia!
Mi chiedo però, e sotto sotto me lo chiedo da un po', se esiste un piano che possa rendere AZ profittevole ovvero se nel mercato italiano ci sia spazio per un compagnia di linea.
La storica impostazione è evidente che non funzioni ma emerge anche nelle varie discussioni quanto dubbie siano le possibilità di poter fare di meglio in altro modo.
Detto ciò inorridisco che uno stato possa spendere ancora tutti questi soldi in un'avventura del genere senza avere idea di cosa si possa fare realmente per cambiare le cose.

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » ven 01 gen 2021, 19:22:25

inorridisco che uno stato possa spendere ancora tutti questi soldi in un'avventura del genere senza avere idea di cosa si possa fare realmente per cambiare le cose.
A me sembra che lo Stato voglia spendere tutti questi soldi proprio per evitare che cambi qualcosa.

KittyHawk
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda KittyHawk » ven 01 gen 2021, 19:41:18

@gabbozzo
Molto pragmaticamente, dopo aver cercato di applicare sostanzialmente la stessa formula (FCO+LIN+turisti) con il de-hubbing di MXP, AZ-CAI e AZ-SAI e aver sempre ottenuto risultati fallimentari nel vero senso del termine, anche un decerebrato cercherebbe di provare qualcosa di diverso.
È arrivato il Covid-19, una manna dal cielo (solo) sotto quest'aspetto, perché consentiva di fare tutto quello che si voleva senza che qualcuno potesse dire qualcosa. Ebbene che è successo? Il piano industriale di AZ-ITA è uguale a quelli precedenti, solo con meno aerei e meno personale, e Linate che era stato chiuso è stato fatto riaprire anche se non serviva, per la felicità della concorrenza e il dispiacere di SEA.
I vertici di AZ avrebbero potuto quanto meno sperimentare una nuova soluzione. Al massimo non avrebbe funzionato, come non hanno funzionato tutti i piani precedenti. Ma no, neanche quando il fato gli offre l'occasione su un piatto d'argento, con la concorrenza egualmente bloccata, riescono a coglierla. Del resto è vero che Quos vult Iupiter perdere, dementat prius.

grandemilano
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda grandemilano » sab 02 gen 2021, 08:59:40


Malpensa serve un bacino d'utenza innegabilmente più adatto al ruolo, ma che ormai è invaso in maniera irreversibile dalle LCC che ne distruggono i ricavi potenziali e come se non bastasse alla festa si è unita anche l'AV a peggiorare le cose. Se Alitalia dovesse tornare e decidere di implementare quel modello da li, sicuramente dovrebbe operare tutte le rotte di alimentazione con perdite tali da far rimpiangere i 500 milioni all'anno. Il lungo raggio, vista la posizione (economica, non geografica) nel quadro internazionale non potrebbe in alcun modo compensare queste perdite.
. Su Malpensa la situazione da questo punto di vista è completamente fuori controllo, a Roma (forse anche per salvaguardare AdR e Alitalia) fortunatamente un pò meno. Tutti i "ma non c'era da Linate", "ma parti da Malpensa, fino la?" per quanto possano far sorridere sono un indicatore piuttosto veritiero del fatto che purtroppo o per fortuna, c'è ancora tanta gente disposta a pagare di più per volare da li. Ragioni stupide o meno poco importa, è un dato di fatto. E il fatto che non è strutturalmente adatto a gestire un modello h&s vero (per non dire che fa letteralmente c****e) sta facendo sprecare ad Alitalia e ai contribuenti italiani una marea di soldi, per non parlare dei mancati ricavi e del mancato sviluppo che potrebbe portare al contesto di riferimento. Evidentemente, va bene cosi.
Il CEO di AirDolomti, e DeJuniac di AF non la pensano come te. E probabilmente neanche Boyle di IAG

spanna
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda spanna » sab 02 gen 2021, 10:52:41


Malpensa serve un bacino d'utenza innegabilmente più adatto al ruolo, ma che ormai è invaso in maniera irreversibile dalle LCC che ne distruggono i ricavi potenziali e come se non bastasse alla festa si è unita anche l'AV a peggiorare le cose. Se Alitalia dovesse tornare e decidere di implementare quel modello da li, sicuramente dovrebbe operare tutte le rotte di alimentazione con perdite tali da far rimpiangere i 500 milioni all'anno. Il lungo raggio, vista la posizione (economica, non geografica) nel quadro internazionale non potrebbe in alcun modo compensare queste perdite.
. Su Malpensa la situazione da questo punto di vista è completamente fuori controllo, a Roma (forse anche per salvaguardare AdR e Alitalia) fortunatamente un pò meno. Tutti i "ma non c'era da Linate", "ma parti da Malpensa, fino la?" per quanto possano far sorridere sono un indicatore piuttosto veritiero del fatto che purtroppo o per fortuna, c'è ancora tanta gente disposta a pagare di più per volare da li. Ragioni stupide o meno poco importa, è un dato di fatto. E il fatto che non è strutturalmente adatto a gestire un modello h&s vero (per non dire che fa letteralmente c****e) sta facendo sprecare ad Alitalia e ai contribuenti italiani una marea di soldi, per non parlare dei mancati ricavi e del mancato sviluppo che potrebbe portare al contesto di riferimento. Evidentemente, va bene cosi.
Il CEO di AirDolomti, e DeJuniac di AF non la pensano come te. E probabilmente neanche Boyle di IAG
Solo gli alitalioti ormai la pensano come lui
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda Mattia » sab 02 gen 2021, 11:42:06

L’aver riportato l’hub a Roma e il fatto che precedentemente gli equipaggi facessero avanti e indietro dalla stessa città non è un problema e dunque non compare nell’elenco.
Avere avuto e avere nel DNA politici e sindacalisti a dettare legge neppure è un problema e dunque non compare in elenco.
Avere fatto un accordo con una compagnia primaria come KLM, non aver mantenuto le promesse e averla fatta scappare non è stato un problema e dunque non merita di essere nell’elenco.

Eccetera, eccetera, eccetera
Tutto giusto quello che dici. Ma io guardo il bicchiere mezzo pieno.
Non si può dire in 2-3 articoli tutto quello che non si è detto in 12 anni o più.
Anzi, a me sembra che il Corriere sia il primo giornale in tal senso. Spero sia davvero un'inversione di tendenza generale
A me pare che dopo un articolo in cui effettivamente si dicevano cose raramente scritte sui media nazionali, si stia tornando a più miti consigli dove i veri problemi non vengono minimamente sfiorati...non che mi sorprenda, anzi

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mattaus313
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda mattaus313 » sab 02 gen 2021, 12:04:30


Malpensa serve un bacino d'utenza innegabilmente più adatto al ruolo, ma che ormai è invaso in maniera irreversibile dalle LCC che ne distruggono i ricavi potenziali e come se non bastasse alla festa si è unita anche l'AV a peggiorare le cose. Se Alitalia dovesse tornare e decidere di implementare quel modello da li, sicuramente dovrebbe operare tutte le rotte di alimentazione con perdite tali da far rimpiangere i 500 milioni all'anno. Il lungo raggio, vista la posizione (economica, non geografica) nel quadro internazionale non potrebbe in alcun modo compensare queste perdite.
. Su Malpensa la situazione da questo punto di vista è completamente fuori controllo, a Roma (forse anche per salvaguardare AdR e Alitalia) fortunatamente un pò meno. Tutti i "ma non c'era da Linate", "ma parti da Malpensa, fino la?" per quanto possano far sorridere sono un indicatore piuttosto veritiero del fatto che purtroppo o per fortuna, c'è ancora tanta gente disposta a pagare di più per volare da li. Ragioni stupide o meno poco importa, è un dato di fatto. E il fatto che non è strutturalmente adatto a gestire un modello h&s vero (per non dire che fa letteralmente c****e) sta facendo sprecare ad Alitalia e ai contribuenti italiani una marea di soldi, per non parlare dei mancati ricavi e del mancato sviluppo che potrebbe portare al contesto di riferimento. Evidentemente, va bene cosi.
Il CEO di AirDolomti, e DeJuniac di AF non la pensano come te. E probabilmente neanche Boyle di IAG
Notoriamente rappresentanti delle Major UE pensano al bene di Alitalia e del sistema aeroportuale milanese. Le compagnie di cui parli con Linate chiuso rischierebbero addirittura di migliorare la propria posizione su Milano. Chiedi direttamente a loro come mai, quando li senti.

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"Because you needed a lot of capital in an airline, you needed to be where the financial markets were, and obviously that's New York"


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