Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

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RAV38
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda RAV38 » sab 03 mag 2014, 18:35:19

A proposito del supposto accordo che sarebbe stato raggiunto ieri con le banche sulla proposta di una newco/bad co come soluzione negoziale con EY, l'articolo di G. Dragoni sul Sole 24 Ore, a differenza dall'entusiasmo dell'annuncio del Messaggero, lo minimizza ed anzi lo ascluderebbe citando voci autorevoli nell'ambito delle banche. In realtà il dilemma delle banche a questo punto è drammatico: come accettare comunque perdite finanziarie estremamente ingenti. Sul capitale credo abbiano già messo una pietra sopra. Ma sui crediti rischiano grosso anche nei confronti dei loro azionisti. E poi chi pagherebbe i debiti commerciali (assai ingenti) che rimarrebbero sulla Bad Company che, a differenza della vecchia alitalia, non avrebbe praticamente un patrimonio né asset positivi? E i vecchi contenziosi? O siamo al solito chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Inoltre, a parte le perdite secche, le banche e gli altri azionisti minori dovrebbero rifinanziare la newco per un ammontare del 51% del capitale? Mi sembra francamente molto difficile. Certo è che una proposta del genere, se veramente fosse fatta in questi termini e se fosse corredata da precise garanzie, andrebbe pienamente a favore di EY ed anzi andrebbe addirittura al di là delle sue pretese. Resta poi il difficilissimo problema degli esuberi da negoziare con i sindacati. Ma lì il cappio alla gola è inesorabilmente stringente. O mangiare questa minestra o .....saltare dalla finestra.

KittyHawk
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda KittyHawk » dom 04 mag 2014, 12:04:00

Scrive Il Messaggero:
Alitalia, per la newco il governo dice sì e spinge per chiudere subito. Etihad torna a sedersi al tavolo
La newco destinata ad essere posseduta al 51% dai soci italiani di Alitalia e al 49% da Etihad piace al governo italiano ed è in piena sintonia con i desiderata di Abu Dhabi. Al momento non c’è nessuna presa di posizione ufficiale ma è evidente che il piano messo a punto dai soci di Cai venerdì sera e anticipato dal Messaggero, ha rimesso la trattativa entro binari più sicuri. Da un lato infatti disinnesca i contrasti tra le banche sulla ristrutturazione immediata del debito, dall’altro consente alla missione Alitalia guidata da Roberto Colaninno di volare lunedì verso il Golfo con una proposta concreta che ha l’avallo delle banche azioniste, Intesa e Unicredit, e l’appoggio determinante dell’esecutivo.

LASCIATI A TERRA
Ieri sono proseguiti i contatti per definire i dettagli della nuova articolazione societaria, ma l’architettura centrale, ideata dallo studio milanese guidato da Sergio Erede e su cui è stato trovato il punto d’equilibrio, non verrà modificata. A meno di clamorose sorprese dell’ultima ora.
La nuova Alitalia, che per comodità chiameremo Alihad, sarà una società sana, ben capitalizzate (800-900 milioni) e senza debiti o legami con il passato. Oltre alla cosiddetta operatività industriale (slot e voli) nella newco confluiranno circa 10 mila dipendenti (3 mila in meno rispetto all’attuale organizzazione) con un costo del personale molto competitivo. Verranno invece lasciati a terra, cioè nella bad company, i rischi finanziari legati ai contenziosi legali e fiscali del passato, la zavorra del debito bancario e i dipendenti considerati in eccesso rispetto alle richieste di Etihad. Proprio sul tema del debito, particolarmente delicato, si sono concentrate le discussioni tra le banche. Del resto Intesa Sanpaolo, quella che ha spinto di più per questa soluzione, ritiene la creazione della bad company condizione imprescindibile per andare avanti. Nei fatti però il problema del debito bancario resta ovviamente aperto. Semmai la questione viene solo rinviata nel tempo. Perché, va chiarito, la gestione della bad company, dall’indebitamento agli esuberi, sarà tutta in capo ai soci Cai. In altre parole, lo Stato non dovrà metterci un solo euro. Potrà eventualmente dare una mano sul fronte delle garanzie di sostegno al reddito per quanti verranno espulsi dal nuovo perimetro di Alihad. Proprio per questo ieri i sindacati hanno espresso massima preoccupazione e invitato i soci italiani e l’esecutivo a fare chiarezza.

GOVERNO IN CAMPO
Come accennato, l’esecutivo si muove in silenzio ma tifa per Alihad. Consapevole dell’estrema delicatezza del momento e del precario equilibrio su cui si fonda il piano messo a punto dallo studio Erede. Da Palazzo Chigi filtra comunque ottimismo. «Siamo ad un passo dalla finale», dice una fonte autorevole mentre il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, va oltre: «Martedì ci sarà l’auspicato incontro ad Abu Dhabi tra Alitalia ed Etihad e credo che la settimana prossima sarà decisiva. Io personalmente come ministro, ma prima Enrico Letta e ora Matteo Renzi, ci siamo battuti perché la nostra compagnia prendesse una strada diversa da quella seguita negli anni precedenti». Ad Abu Dhabi invece aspettano di vedere nero su bianco la proposta che accoglie di fatto tutte le richieste avanzate nell’ultima lettera.

http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/alitalia_etihad_newco_cai_governo_trattativa_accordo/666089.shtml

Ho evidenziato in neretto alcuni punti interessanti.
Intanto il fatto curioso che anche a Roma qualche giornalista inizi (inconsapevolmente?) a percepirla come una compagnia araba (Alihad).
Poi il passaggio dove dice che i debiti bancari andranno in capo alla bad company. Ora, visto che le banche non sono sicuramente disposte a perdere tout court i loro soldi, sono curioso di conoscere il meccanismo per cui questo non avvenga, direttamente o indirettamente che sia. Cederanno definitamente il programma MIlleMiglia?Cercheranno di rifarsi con gli aerei già o in procinto di andare al prato? Avremo notizia, tra qualche mese, di una manovra governativa che, guarda caso, beneficerà in modo particolare le banche?
Infine c'è il simpatico passaggio sugli aiuti di Stato, che ovviamente non ci saranno in modo formale, salvo il sostegno (leggi soldi, CIGS a babbo morto, assunzioni in qualche pubblica amministrazione, prepensionamenti agevolati o chissà cos'altro) ai 3000 dipendenti AZ che rimarranno disoccupati. Se non è zuppa, è pan bagnato. :green: :azz:

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda KL63 » dom 04 mag 2014, 15:39:26

Però questo è il paese del ben godi!
Creo una società, faccio un buco enorme, poi dico.... sai che c'è? Creo una nuova società in cui faccio confluire gli asset buoni della mia società e lascio debiti, contenziosi, dipendenti di troppo nella vecchia, e nessun creditore, dipendente lasciato indietro mi denunciera', per che so... truffa?
Vuol dire che almeno pagheranno tutti debiti verso l'esterno! :applausi:

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda RAV38 » dom 04 mag 2014, 15:52:59

Poste, Cassa Depositi e Prestiti, ecc. si preparino a tirar fuori il portafogli.

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda grandemilano » lun 05 mag 2014, 19:06:39

Roma, 5 mag. (Adnkronos/Ign) - E' cominciata la missione nel Golfo dei vertici di Alitalia. L'amministratore delegato, Gabriele Del Torchio, e il presidente, Roberto Colaninno, a quanto s'apprende, sono partiti dall'aeroporto di Malpensa alla volta di Abu Dhabi con il volo Az7070 delle ore 11.55. L'atterraggio è previsto per le 20.50 ora locale. Gli incontri con il ceo di Etihad, James Hogan, sono confermati per martedì.

:lol: :lol: :lol: :lol:

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda passaacqua » lun 05 mag 2014, 19:46:10

una domanda il 787 opera da Linate a pieno carico ?

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda hal » lun 05 mag 2014, 21:11:22

passaacqua ha scritto:una domanda il 787 opera da Linate a pieno carico ?

NO
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda I-Alex » mar 06 mag 2014, 08:09:38

passaacqua ha scritto:una domanda il 787 opera da Linate a pieno carico ?


Se fai medio raggio e non riempi di cherosene e cargo, potrebbe decollare full pax
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda easyMXP » mar 06 mag 2014, 08:24:33

Devi trovargli spazio a terra, però. L'apertura alare è circa il doppio di un 320 e le piazzole libere a LIN non abbondano. E' anche una dozzina di metri più larga di un 767, le piazzole di LIN sono sufficientemente distanti dalle taxiway per permettere il passaggio di 60 metri d'ala?
In più che fai, imbarchi con bus dal gioiellino dell'area extra-Schengen di LIN, che già adesso è piena quando nel giro di un'ora partono BA e AZ?

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda passaacqua » mar 06 mag 2014, 10:56:44

Il problema piazzole è effettivamente importante, però leggevo che il 787 ha prestazioni molto migliorate rispetto ai vecchi 767, quindi ho immaginato che potessero partire full pax e cherosene.
mi sembra che Ethiad ne abbia in ordine circa 70 ..............

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda hal » mar 06 mag 2014, 13:46:29

Come spiegato da I-DANB che di mestiere fa il pilota
viewtopic.php?f=29&t=9711&p=133851#p133851
i parametri per un decollo in sicurezza sono tanti e tali che è possibile dare una risposta solo prendendo in considerazione parecchie variabili.
In sostanza credo che fino alla classe 321 /737 non ci siano problemi.
Oltre, tutto è opinabile. Certo che in via teorica è anche possibile far decollare un 747 in 1200 metri. Visto personalmente ai tempio un 747 AZ staccare al F sulla 35L. (Volo con solo equipaggio a FCO).
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda I-DANB » mar 06 mag 2014, 15:57:42

Ho fatto. Dopo trent'anni, due anni fa, mi sono ritirato in meritato riposo.
Edit per l'amministrazione: non trovo l'emoticon spaparanzato sull'amaca.
amaca.gif
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Deve sapere, mio caro signore, che sono uomo di mondo....Ho fatto il militare a Cuneo !!

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda hal » mar 06 mag 2014, 16:12:54

I-DANB ha scritto:Ho fatto. Dopo trent'anni, due anni fa, mi sono ritirato in meritato riposo.
Edit per l'amministrazione: non trovo l'emoticon spaparanzato sull'amaca.

accontentato! :green:
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda I-DANB » mar 06 mag 2014, 16:14:07

Denghiùu !!
Deve sapere, mio caro signore, che sono uomo di mondo....Ho fatto il militare a Cuneo !!

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda passaacqua » mar 06 mag 2014, 18:00:36

si certo il caldo, la piantata di un motore mille variabil, mi chiedevo se se fosse possibile stimare di utilizzare al 100 % dei 787 da Linate sui voli intercontinentali verso gli states, abu dabi ecc ecc. ... perché tutto l'interesse dimostrato recentemente qualche sospetto lo fa venire .

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda grandemilano » mar 06 mag 2014, 19:25:28

Intanto questo soggetto (il ministro Lupi) ogni giorno dice una cosa diversa. Oggi ha detto che lo scalo milanese sarà Malpensa. Mah. Un giorno è sul melo, un altro sul pero e un altro ancora sul banano.
Va bene la propaganda (ormai in tema di aeroporti ci si è abituati e nessuno ci crede più), ma qui mi sa che stia andando oltre. Non è che ci stanno pigliando per il c**o? (scusatemi la volgarità..) :incazzato:

http://www.ilghirlandaio.com/top-news/1 ... -portuali/

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda mxp98 » mar 06 mag 2014, 21:22:50

grandemilano ha scritto:Intanto questo soggetto (il ministro Lupi) ogni giorno dice una cosa diversa. Oggi ha detto che lo scalo milanese sarà Malpensa. Mah. Un giorno è sul melo, un altro sul pero e un altro ancora sul banano.
Va bene la propaganda (ormai in tema di aeroporti ci si è abituati e nessuno ci crede più), ma qui mi sa che stia andando oltre. Non è che ci stanno pigliando per il c**o? (scusatemi la volgarità..) :incazzato:

http://www.ilghirlandaio.com/top-news/1 ... -portuali/


Direi proprio di si ed anche in maniera spudorata.
Marco
Linate è comodo però Malpensa è utile
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Re: R: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda kco » mer 07 mag 2014, 07:41:30

E il modo di fare tipico della politica romana. Se sei da eliminare ti diranno fino all ultimo che sei strategico e vai benissimo, in contemporanea ti tagliano il volo ek, ti riaprono linate a 30 movimenti etc, etc.
Stesso film visto per gli enti di ricerca, vai benissimo sei strategico ma ogni anno i fondi calano.

Inviato dal mio GT-S6102 con Tapatalk 2

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda I-DANB » mer 07 mag 2014, 11:58:02

passaacqua ha scritto:si certo il caldo, la piantata di un motore mille variabil, mi chiedevo se se fosse possibile stimare di utilizzare al 100 % dei 787 da Linate sui voli intercontinentali verso gli states, abu dabi ecc ecc. ... perché tutto l'interesse dimostrato recentemente qualche sospetto lo fa venire .


Facciamo due conti "della serva"

Versione 787-8 capienza max. 242 pax
Peso massimo al decollo certificato: 227.930 kg
Peso a vuoto: 118.025 kg.

verificato il manuale operativo, con 15° di flaps, una temperatura esterna di 30° C, pista asciutta con pendenza dello 0,5%, vento calmo, riesce ad alzarsi (leggi ad operare nei limiti di sicurezza) dalla pista di Linate al massimo con un peso al decollo di 199.500 kg.

Ora, per arrivare ad Abu Dhabi, tra consumo effettivo e riserva, "ha bisogno" di 32.000 kg. di kerosene.
240 pax ad un peso medio di 75 kg a passeggero fanno 18.000 kg.
Di questi, ammettiamo che 200 hanno mediamente 20 kg. di bagaglio a testa.
200 x 20 = 4.000 kg.

pertanto

118.025 + 32.000 + 18.000 + 4.000 = 172.025 kg.

ma non abbiamo caricato nemmeno un kg di merce.

Scusatemi ma in precedenza avevo riportato un dato non corretto (quello relativo al peso a vuoto). Per la verità, anche ora non so se è giusto, in quanto stranamente il manuale ufficiale da me visionato non riporta tale dato. Purtroppo ho dovuto ricavarlo attingendo da Wikipedia (pertanto con tutto il beneficio d'inventario del caso). Per un calcolo esatto, bisognerebbe avere il peso a vuoto "operativo". A questo punto alcune considerazioni:
teoricamente, sembrerebbe che possa farcela, perlomeno in quelle condizioni. Tenete presente comunque che si tratta di un'indicazione di massima, che come già spiegato in precedenti post, non tiene in conto di eventuali penalizzazioni ostacoli.
Ultima modifica di I-DANB il mer 07 mag 2014, 14:05:02, modificato 2 volte in totale.
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda easyMXP » mer 07 mag 2014, 12:02:25

Da Il Messaggero:
http://economia.ilmessaggero.it/economi ... 1045.shtml

Saranno quindi decisivi i prossimi giorni. Nei quali Alitalia e il governo italiano dovranno tradurre in formule giuridiche certe e comprensibili le tante garanzie richieste
Cambiare le normative per favorire il salvataggio di un'azienda privata decotta non sarebbe un aiuto di stato?
Possibile che conferire la sola parte sana di un'azienda a una newco e venderla, mettendo al riparo l'acquirente da contenziosi legali, di fatto fregando i creditori, sia totalmente legale, se normalmente quando un'azienda cede un ramo di azienda deve cedere congiuntamente dipendenti, attivi e passivi di quel ramo d'azienda?

Alitalia-Etihad, si tratta. Ma l’ultima parola spetterà all’emiro
L’ultima parola spetterà a lui. Sarà Khalifa bin Zayed Al Nahayan, emiro di Abu Dhabi, a decidere se andare avanti o no con Alitalia. Perché ieri, nel vertice con il presidente Roberto Colaninno e l’ad Gabriele Del Torchio, il ceo di Etihad, James Hogan, non ha fatto altro che prendere atto delle proposte italiane.

Tanti gli interrogativi e le questioni sollevate sul progetto Newco, illustrato con dovizia di particolari dai negoziatori italiani, ma al termine del summit dal quartier generale di Khalifa City, avveniristica sede della compagnia emiratina, non è arrivata nessuna presa di posizione ufficiale. Ed ora Hogan, che ha mostrato un certo imbarazzo, dovrà a sua volta spiegare in consiglio di amministrazione il nuovo quadro emerso. Un cda, quello di Etihad, non proprio entusiasta di come si sono sviluppate le trattative e che mostra ancora grande freddezza. Bisognerà capire se le divisioni interne verranno ricomposte e se il lavoro negoziale di Colaninno darà i frutti sperati. Cruciale sarà quindi la decisione dell’emiro.

STRADA STRETTA
Di certo il viaggio ad Abu Dhabi, dopo il doppio ultimatum di Etihad, ha riaperto il dialogo e lo ha fatto su nuove argomentazioni. Era l’obiettivo minimo e i due negoziatori italiani lo hanno centrato in pieno. Ma adesso gli arabi vogliono vedere tradotti in atti concreti le assicurazioni fornite. Dallo schema della Newco (51% italiana e 49% in mano ad Etihad) in cui confluiranno la parte sana di Alitalia (voli e operatività), i dipendenti necessari a far volare la compagnia nel numero indicato dagli arabi e una dote finanziaria che oscilla tra 800 e 900 milioni, al decreto per liberalizzare Linate fino al meccanismo per schermare i contenziosi del passato e alla old company in cui dovrebbero finire i debiti e circa 3 mila esuberi. Alla newco hanno lavorato insieme a Sergio Erede, anche i due giovani soci Gianpiero Succi e Stefano Cacchi Pessani.

Saranno quindi decisivi i prossimi giorni. Nei quali Alitalia e il governo italiano dovranno tradurre in formule giuridiche certe e comprensibili le tante garanzie richieste. Hogan ha anticipato che presto invierà una nuova lettera in cui ci saranno la risposta conclusiva ed eventuali nuove richieste, missiva che arriverà subito dopo il cda della compagnia emiratina. Nonostante i tanti ostacoli da superare, Colaninno e Del Torchio tornano a Roma soddisfatti e convinti di poter chiudere il cerchio. Del resto la disponibilità dimostrata è stata massima, anche se il fronte bancario, Intesa Sanpaolo in testa, avrebbe potuto e dovuto essere più compatto. In Italia arriverà, secondo fonti vicine alla compagnia, anche il ministro degli Esteri emiratino che oggi potrebbe incontrare il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e altri esponenti del governo. Un segnale importante che testimonia la buona volontà di Etihad che, dopo mesi di estenuanti trattative, non vuole rinunciare quando il traguardo sembra ormai in vista.

Resta ottimista il ministro Lupi che vedrà sempre oggi anche Del Torchio: «Ci spiegherà lo stato delle trattative, stanno lavorando sodo. Se ci riferirà non credo che ad Abu Dhabi si siano sbattuti la porta in faccia».

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda easyMXP » mer 07 mag 2014, 12:08:03

@ I-DANB
Grazie per i calcoli

D'altra parte AZ gli A300 da LIN li usava per FCO e nessuno ha mai operato da LIN con WB per lunghe distanze, mi sembra già una chiara dimostrazione dell'impossibilità pratica, a prescindere da voli dimostrativi (Concorde) o trasferimenti a vuoto dopo dirottamenti (B747).
Se EY volerà da LIN, lo farà con gli A320 di AZ in c/s.

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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda rs4 » mer 07 mag 2014, 12:46:11

ho trovato questo articolo sul quotidiano America Oggi, non so se è già postato

Per Malpensa vita o morte
Di Fabio Tamburini
02-05-2014


Finora ha preferito seguire la strategia del silenzio, nell'attesa che le trattative in corso per il salvataggio dell'Alitalia da parte della Etihad di Abu Dhabi facciano il loro corso. Ma Pietro Modiano, presidente della Sea, ne sta aspettando la conclusione con qualche timore, perché le condizioni dell'accordo potrebbero risultare decisive per il futuro dell'aeroporto di Malpensa, che fa capo alla società insieme a quello di Linate.

Il diavolo, come spesso accade, starà nei dettagli. La necessità è di capire se, al di là delle affermazioni di principio, Malpensa resterà come hub intercontinentale per il traffico passeggeri oppure se il baricentro dei voli verrà spostato sempre più su Linate. Perché Malpensa merita attenzione? Certamente l'aeroporto ha molti limiti, non ultimo l'architettura già datata nonostante si tratti di un investimento recente, ma è l'aeroporto del Nord Italia e della Lombardia, la Regione più ricca di attività produttive d'Europa.

Un'area che, se la crisi dovesse precipitare, resterebbe l'unica senza uno scalo di riferimento, per la felicità della concorrenza. Pronti a brindare sono i vertici delle società aeroportuali di Parigi, Francoforte, Monaco, Londra. E non a caso i nemici di Malpensa stanno lavorando da tempo all'obiettivo: dall'Air France a Lufthansa, fino alla British Airways. Tutte interessate a spostare il baricentro dei collegamenti su Linate, trasferendo i voli da Malpensa ai principali aeroporti dei rispettivi Paesi.

Paradossalmente però la botta più dura da assorbire, in passato, è arrivata da Alitalia, che ha chiuso gran parte delle attività aeroportuali a Malpensa nel 2008, peraltro senza trarne i benefici sperati. Alitalia rappresentava circa due terzi dei voli, precipitati al 4-5 per cento del totale. In seguito un provvedimento legislativo, il decreto Bersani, peraltro applicato solo in parte, ha stabilito i criteri per la distribuzione del traffico tutelando Malpensa e mettendo sotto controllo la crescita di Linate.

Ora non è chiaro cosa accadrà nel caso arrivi Etihad, anche se l'impressione è che i concorrenti europei di Malpensa cercheranno di cogliere l'attimo per l'ultimo attacco, forse decisivo perché, dopo i successi dei voli low cost nel breve e medio raggio, la sopravvivenza degli aeroporti (e delle compagnie aeree tradizionali) è assicurata soltanto dalla presenza nei collegamenti intercontinentali.

L'occasione potrebbe essere la necessità, che nessuno mette in discussione, di ridurre gli slot aeroportuali, cioè le finestre di tempo per l'arrivo o il decollo, nella tratta Milano-Roma di Linate, troppo numerosi dopo l'affermarsi dell'alta velocità ferroviaria.

Gli scenari possibili, molto temuti in Sea, sono almeno tre. Il sostanziale mantenimento degli assetti attuali allargando la competenza di Linate alle tratte verso altre città europee oltre alle capitali. Malpensa ne risentirebbe, ma limitando i danni. Il secondo scenario prevede l'ampliamento ai voli con città anche extra europee, come Mosca, Istanbul, Il Cairo. Le conseguenze sarebbero pesanti mantenendo il tetto dei 18 voli all'ora, ma il disastro risulterebbe completo aumentandolo o facendolo perfino saltare.

Partirebbe così la corsa agli slot su Linate, destinata a svuotare definitivamente Malpensa, già indebolita dal proliferare di aeroporti locali, che negli ultimi anni hanno assorbito una parte significativa del traffico internazionale, un fenomeno che non ha simili in Europa. Il risultato è che tramonterebbe per sempre l'obiettivo di farne un polo di traffico aereo intercontinentale con risultati di bilancio almeno in equilibrio.

"La sconfitta sarebbe definitiva e irrimediabile", commenta Giorgio Rossi Cairo, fondatore di Value partners e consulente con esperienza trentennale nel settore. "E proprio alla vigilia dell'Expo 2015.

Un danno programmato e impossibile da giustificare. Non solo perché Malpensa è costato, e non poco, ai contribuenti italiani ma perché significa toglierci un ennesimo volano di crescita a favore di un'azienda, l'Alitalia, ormai fallita da anni".

In effetti il conto di Malpensa è salato: almeno 1 miliardo e mezzo di euro, che diventeranno quasi 3 miliardi considerando gli impegni di spesa del contratto ministeriale di programma. In più il crollo dell'aeroporto comprometterebbe il valore totale (diretto, indiretto e compreso l'indotto) della produzione generata, che è pari a 1,2 miliardi e garantisce una occupazione complessiva superiore a 87 mila unità.
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda michyh87 » mer 07 mag 2014, 12:52:25

tanto per infilare il dito della piaga..

http://www.ilgiornale.it/news/economia/ ... 16873.html

Del Torchio ha portato a Hogan anche il testo del decreto su Linate, ormai pronto. Nello scalo rimarranno due limiti: 18 movimenti orari e solo aerei a corridoio singolo. Le destinazioni saranno del tutto liberalizzate, in Europa e oltre. Significherà dare la possibilità di molti nuovi collegamenti di medio raggio, cosa che penalizzerà Malpensa e che avvantaggerà Alitalia, che a Linate ha una quota di mercato del 70% circa.


ma queste saranno sicuramente le conseguenze di questo decreto
Ciò esporrà a ricorsi all'Ue da parte delle altre compagnie europee.

VAM
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda VAM » ven 09 mag 2014, 11:43:44

Comunque per tutta questa vicenda c'è da sbellicarsi dalle risate...
Peccato che poi quelli che ci rimettono sono sempre i soliti noti!
Pace e bene!

S62
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Re: Dal Golfo, Etihad in vista del traguardo col 49%.?

Messaggio da leggereda S62 » ven 09 mag 2014, 16:04:56

I-DANB perdonami ma quel peso è senza chatering, acqua per servizi, gadget vari, coperte, estintori, è il peso a nudo dell'aereo.

quindi io tirerei via altr 5000 kg per stare tranquillo


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