Nasce e decolla ITA

le news dei vettori con Coa italiano
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In questa sezione si dovranno trattare gli argomenti che riguardano i vettori con COA italiano
KittyHawk
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Re: Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda KittyHawk » lun 22 nov 2021, 11:05:43

Intervista a Lazzerini sul Messaggero (https://www.ilmessaggero.it/economia/news/ita_stati_uniti_asia_posti_di_lavoro_voli_lazzerini_intervista-6336419.html). Alcuni passaggi, che mi sono permesso di sottolineare, sono particolarmente "spudorati" per chi conosca settore e storia. Da notare inoltre che il giornalista, in alcune domande, si faccia sfuggire la sua natura di complicità con Ita, declinando i verbi in prima persona plurale invece della più corretta seconda persona plurale.
Lazzerini, partiamo dai numeri: ad un mese dal decollo ufficiale come sta andando?
«Il business del settore aereo è uno dei più complessi al mondo. Le variabili, interne ed esogene, che ne influenzano l’andamento sono innumerevoli e l’esperienza insegna le loro diverse interazioni e impatti sulla redditività. Siamo in un business di servizi, dove relazioni positive con gli stakeholder e l’apporto di ogni singolo collaboratore fanno la differenza nel raggiungere il profitto e la soddisfazione del cliente. La partenza è più che positiva e ben oltre le previsioni».
Ovvero?
«Ita Airways ha iniziato la commercializzazione da zero soltanto 51 giorni prima della partenza operativa. Ad oggi, rispetto all’anno scorso, abbiamo il 145% in più di prenotazioni e il 150% in più di biglietti venduti. Certo va considerato che il confronto è con un periodo in cui c’era una diversa curva pandemica, ma il risultato è decisamente positivo. Avevamo promesso una compagnia veloce e abbiamo bruciato qualsiasi record di tempi. Grazie alla competenza che abbiamo accumulato in anni di esperienza nel settore e alle professionalità del mio team abbiamo ottenuto il Coa, il certificato per volare, in soli 32 giorni e complesse certificazioni in pochissime settimane. In 90 giorni dal via libera della Commissione Europea e dall’aumento di capitale, la compagnia è decollata. Quando parliamo con le altre grandi compagnie mondiali e con i colossi di questo settore, tutti ci riconoscono che è stato fatto qualcosa di unico nella storia di questa industria. Per questo devo anche ringraziare sia Enac che Enav per il supporto e per la fiducia che ci hanno dimostrato».
Ma avete perso, almeno per ora, i voli per la Sardegna.
«Sì e abbiamo dovuto sostituire quei voli con altre rotte non ottimali per difendere gli slot, soprattutto di Linate. Inoltre, a causa del prolungarsi di alcune restrizioni internazionali, non sono ancora partiti vari collegamenti di lungo raggio previsti nel piano che saranno attivati tra pochi mesi. Diciamo che il vero network, Covid permettendo, si vedrà con la partenza della stagione Summer 2022».
Come vanno le prenotazioni?
«A novembre abbiamo registrato un incremento del 496% rispetto all’anno scorso e a dicembre l’aumento sarà del 200% e il gap verso il 2019 si riduce costantemente. C’è fiducia verso la nuova compagnia: sono oltre 150 mila i passeggeri che si sono già iscritti al nostro nuovo programma di fidelizzazione Volare in queste poche settimane e il 35% delle richieste di status match per i livelli avanzati del Programma proviene da clienti iscritti di altre compagnie. Non solo. Circa 35mila di questi appartengono alla categoria dei top spender».
Che cosa stanno apprezzando di più i clienti ?
«Siamo al primo posto mondiale per la regolarità dei voli e al sesto per puntualità. Abbiamo trasportato più di 600.000 passeggeri dal 15 ottobre e il numero giornaliero cresce costantemente. Abbiamo un piano preciso di rilascio di nuove funzionalità, di nuovi collegamenti, di nuovi prodotti e di nuovi servizi».
L’incremento della flotta richiederà anche un aumento del personale, magari la revisione del regolamento aziendale che taglia fino al 40% gli stipendi di piloti e assistenti di volo?
«Queste sono competenze del presidente. È indubbio che la crescita della flotta del 50% nel 2022 potrà avvenire se accompagnata dall’inserimento quantitativo e qualitativo di risorse».
Cosa prevede per i prossimi mesi? Lei aveva scritto nero su bianco che Ita sarebbe stata una compagnia green, innovativa, con focus sul medio e lungo raggio. A che punto siamo?
«L’anno prossimo arriveranno 26 nuovi aerei. Stiamo costruendo una flotta green, sostenibile, all’avanguardia e omogenea. Con aerei della stessa famiglia, gli Airbus di nuova generazione, che ci consentiranno risparmi importanti sul fronte della manutenzione e del carburante e una maggiore efficienza. E già da giugno 2022 vedrete in volo i nuovi Airbus A350, le nuove ammiraglie di Ita Airways».
E le nuove tratte quando partiranno? Per ora verso gli Usa coprite solo una tratta.
«Come ho detto, dall’inizio della stagione Summer 2022 amplieremo la nostra offerta verso gli Stati Uniti aumentando la capacità sulla rotta Roma-NewYork, inserendo nuovi collegamenti da Roma verso Boston, Miami e Los Angeles, e aggiungendo la rotta Malpensa-New York. Inoltre, apriremo le rotte da Roma Fiumicino verso il Sud America (San Paolo e Buenos Aires) ed il Giappone sullo scalo strategico di Tokyo Haneda».
Sul fronte alleanze nel piano industriale c’era scritto che bisognava chiudere entro l’anno o comunque avviare un negoziato rapidamente per farsi trovare pronti per la stagione estiva? Siamo in ritardo?
«La scelta del partner industriale rientra in competenze che sono al di fuori delle mie deleghe. È senza alcun dubbio un passaggio fondamentale».
In attesa del partner strategico, cosa state facendo?
«Nel frattempo, per assicurarci la giusta copertura commerciale, con il mio team, grazie ad una positiva storia di relazioni e di credibilità, abbiamo chiuso un accordo con Skyteam. Un accordo decisamente importante per come è nato: a nessuna compagnia era mai stato concesso di accedere al programma soltanto per un anno e di poter uscire con un preavviso di soli 6 mesi senza penale nel caso in cui la futura partnership strategica che verrà siglata comporti l’adesione di Ita Airways ad un’altra Alleanza. I nostri passeggeri potranno usufruire dei vantaggi (collegamenti e servizi) di questo network».
La strategia prevede anche altre alleanze?
«In queste settimane, il lavoro del team ha già assicurato 157 partnership commerciali con circa 3 mila destinazioni raggiungibili grazie a queste intese. Abbiamo anche già firmato 19 accordi di code share che stiamo attivando in queste settimane e che ampliano il network di destinazioni offerto ai clienti con codice Ita Airways. Entro il primo trimestre, gli accordi di code share saliranno a 30 con grandi novità».
Non è un po’ troppo ottimista?
«C’è ancora tanto da fare e le opportunità di crescita di ricavi e di riduzione di costi sono ancora molte. Questi primi risultati devono essere solo lo stimolo per avere ancora più determinazione nella ricerca quasi ossessiva di cambiamento e di innovazione in ogni area dell’azienda. Pochi mesi fa non eravamo neppure partiti. Se guardiamo a quello che abbiamo fatto ho molta fiducia per il futuro».

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malpensante
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Re: Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda malpensante » lun 22 nov 2021, 11:42:45

Insomma va tutto molto bene, magari anche i conti.
O magari i conti no, ma che importa?

Lazzerini sbandiera successi in argomenti irrilevanti, per non parlare del problema, ITA certamente perde una montagna di soldi e non ha una strategia che le potrà mai permettere di non perdere una montagna di soldi. Vantare l'incremento di passeggeri rispetto all'anno scorso (a parte che l'anno scorso c'era Alitalia e non ITA, alla faccia della discontinuità) è pure offensivo per l'intelligenza del lettore. Vantare il numero di iscritti a Volare, a cui non è nemmeno stato capace di dare un numero di tessera, è da linea aerea dell'oratorio, tanto per fare un esempio.

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I-Alex
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Re: Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda I-Alex » lun 22 nov 2021, 12:17:51

però sono primi mondiali [emoji23]

Tutto abbastanza imbarazzante, anche fa sfacciatezza con la quale conferma che i voli per la Sardegna erano operati con slot ordinari (e non fuori sacco) che oggi per non perdere utilizzano a kazzum
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Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda BAlorMXP » lun 22 nov 2021, 12:45:15

malpensante ha scritto:Insomma va tutto molto bene, magari anche i conti.
O magari i conti no, ma che importa?

Lazzerini sbandiera successi in argomenti irrilevanti, per non parlare del problema, ITA certamente perde una montagna di soldi e non ha una strategia che le potrà mai permettere di non perdere una montagna di soldi. Vantare l'incremento di passeggeri rispetto all'anno scorso (a parte che l'anno scorso c'era Alitalia e non ITA, alla faccia della discontinuità) è pure offensivo per l'intelligenza del lettore. Vantare il numero di iscritti a Volare, a cui non è nemmeno stato capace di dare un numero di tessera, è da linea aerea dell'oratorio, tanto per fare un esempio.
Il problema o i problemi rimangono sempre e solo gli stessi: i conti. Tuttavia sappiamo che una volta arrivati nella città eterna, quando si parla di Alitalia o chicchessia, di conti non si tratta, bensì si impara a millantare su pareggi di bilancio futuri e di “verde” chissà, forse, un giorno… boh.
Altavilla, Lazzerini sono i classici “menagger”nostrani ormai decaduto che si sono piombati senza colpo ferire verso un lauto stipendio, riconoscimenti formali alla Marchese del Grillo che una volta seduti a tavolino hanno niente meno perseguito quello che i predecessori hanno portato avanti nelle ultime decadi: posti di lavoro mantenuti a Roma, gambizzare aeronauticamente parlando Milano e svendere al più presto al primo offerente. Son 25 anni che vanno avanti così.


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spanna
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Re: Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda spanna » lun 22 nov 2021, 14:35:46

personalmente rimango perplesso sul modo con cui il lazzaro ha schivato le domande piu' scottanti, quella sui dipendenti e quella sull'alleanza, ributtando la palla nel campo di altavilla con un eloquente "non ho la delega". Mai successo almeno nella storia recente di AZ una cosa del genere, mi fa pensare che non ci sia molta sintonia tra presidente e amministratore delegato, per usare un eufemismo. Immagino che se avessero chiesto come vanno i conti avrebbe risposto allo stesso modo. Tra l'altro schivando le domande da' l'impressione di essere rimasto solamente con la delega del commerciale, probabilmente pero' lo stipendio che prende e' quello dell'AD per cui si puo' consolare.
Prendo atto invece che a giugno arriveranno i nuovi A350, sono curioso di vederli con la nuova livrea.
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Re: Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda az 1699 » lun 22 nov 2021, 15:04:10

«Siamo al primo posto mondiale per la regolarità dei voli e al sesto per puntualità.
Quale è la definizione di volo regolare ? Perchè faccio fatica a immaginare voli irregolari :think: :think:

Mattia
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Re: Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda Mattia » lun 22 nov 2021, 15:35:41

az 1699 ha scritto: lun 22 nov 2021, 15:04:10
«Siamo al primo posto mondiale per la regolarità dei voli e al sesto per puntualità.
Quale è la definizione di volo regolare ? Perchè faccio fatica a immaginare voli irregolari :think: :think:
suppongo effettuati su schedulati

spanna
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda spanna » lun 22 nov 2021, 18:06:31

lasciando per un attimo il mondo dei sogni del lazzaro, segnalo che da linate ITA ha ridotto i voli a partire da questa settimana a max 59 partenze, contro le 85 che potrebbe fare. E meno male che le prenotazioni vanno molto meglio del previsto...
in particolare sono calate le partenze sulla rotta dalle uova d'oro che ben conosciamo, dalle 18 precedenti a max 14
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda grandemilano » lun 22 nov 2021, 18:48:09

spanna ha scritto: lun 22 nov 2021, 18:06:31 lasciando per un attimo il mondo dei sogni del lazzaro, segnalo che da linate ITA ha ridotto i voli a partire da questa settimana a max 59 partenze, contro le 85 che potrebbe fare. E meno male che le prenotazioni vanno molto meglio del previsto...
in particolare sono calate le partenze sulla rotta dalle uova d'oro che ben conosciamo, dalle 18 precedenti a max 14
Non dimentichiamoci che a Milano e in tutta la Lombardia (ma non solo) Alitalia si è fatta un gran danno di immagine. Iniziato col de hubbing di Malpensa, e proseguito con l'avventura di ITA.
Se gli slot di Linate fossero gestiti da altri, risulterebbero ben più profittevoli.

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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda malpensante » lun 22 nov 2021, 19:13:48

spanna ha scritto: lun 22 nov 2021, 18:06:31in particolare sono calate le partenze sulla rotta dalle uova d'oro che ben conosciamo, dalle 18 precedenti a max 14
Ho prenotato due uova d'oro il primo novembre ed erano già 14xd in vendita.

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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda spanna » lun 22 nov 2021, 21:03:24

Parlo dei giorni feriali. Sabati domeniche e festivi hanno sempre frequenze inferiori.
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda I-Alex » lun 22 nov 2021, 21:34:43

del resto anche questo Inverno gli slot sono salvo grazie alle deroghe del covid
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Re: Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda clabre » lun 22 nov 2021, 23:04:12

a nessuna compagnia era mai stato concesso di accedere al programma soltanto per un anno e di poter uscire con un preavviso di soli 6 mesi senza penale nel caso in cui la futura partnership strategica che verrà siglata comporti l’adesione di Ita Airways ad un’altra Alleanza.
Interessante...

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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda malpensante » lun 22 nov 2021, 23:05:34

spanna ha scritto: lun 22 nov 2021, 21:03:24 Parlo dei giorni feriali. Sabati domeniche e festivi hanno sempre frequenze inferiori.
Il primo novembre era la data di acquisto. I voli dei giorni feriali erano già ridotti a 14 coppie.

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Re: Nasce e decolla ITA, cioè andata... direbbe il poeta.

Messaggio da leggereda malpensante » lun 22 nov 2021, 23:08:13

clabre ha scritto: lun 22 nov 2021, 23:04:12
a nessuna compagnia era mai stato concesso di accedere al programma soltanto per un anno e di poter uscire con un preavviso di soli 6 mesi senza penale nel caso in cui la futura partnership strategica che verrà siglata comporti l’adesione di Ita Airways ad un’altra Alleanza.
Interessante...
E fra un anno, se ITA non esce da SkyTeam, che cosa succede?
Rinnovo per un altro anno o definitivo?

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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda spanna » mar 23 nov 2021, 18:17:58

malpensante ha scritto: lun 22 nov 2021, 23:05:34
spanna ha scritto: lun 22 nov 2021, 21:03:24 Parlo dei giorni feriali. Sabati domeniche e festivi hanno sempre frequenze inferiori.
Il primo novembre era la data di acquisto. I voli dei giorni feriali erano già ridotti a 14 coppie.
per volare in che data?
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda malpensante » mar 23 nov 2021, 18:36:23

Primi giorni di dicembre. Io vado un sabato, ma per curiosità avevo guardato i giorni prima e dopo.

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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda spanna » mer 24 nov 2021, 12:39:59

“Cazz… ti sei flippato il cervello”: Altavilla è un manager debole
di Peter Gomez
Avevamo cominciato a sospettarlo dopo aver ascoltato la registrazione del discorso, pieno zeppo di insulti e parolacce rivolte ai propri dirigenti, con cui il presidente di Ita Airways, Alfredo Altavilla, annunciava loro di aver deciso di licenziare la metà dei 1.077 dipendenti provenienti da Alitalia al termine dei 4 mesi di prova. Poi, quando ieri ci è arrivata una lettera con cui la compagnia ci chiedeva di non pubblicare la notizia perché il piano di rilancio “necessita del massimo supporto possibile di tutti, compresi gli organi di stampa”, il sospetto è diventato certezza: Alfredo Altavilla è totalmente inadeguato per il suo ruolo.
Non solo perché pensare di cacciare, indipendentemente dai risultati e dalle capacità dimostrate, chi pur di lavorare ha accettato di non farsi applicare il contratto nazionale di lavoro è cosa da padrone delle ferriere. A dimostrare l’inadeguatezza di Altavilla è anche il turpiloquio da lui usato nel corso del comitato direttivo del 1° ottobre e la reazione epistolare di Ita alle nostre richieste di chiarimenti. Una missiva in cui le volgarità del presidente vengono definite “espressioni utilizzate per richiamare l’attenzione dei presenti, adatte a quello specifico contesto e non certo alla diffusione presso il pubblico”.
Per questo, nel malaugurato caso (per noi contribuenti) in cui il governo scelga di mantenere Altavilla al suo posto, ci sentiamo di dargli un paio di consigli. Il primo è un corso di buona educazione. Utilizzare termini del tipo “c***o ti sei flippato il cervello”, non “prendetemi per il c*** perché vi spiumo tutti quanti” o “le priorità, p*****a t***, le devo scegliere io, porca p*****a, non le devi scegliere tu, c***o” non è segno di leadership, ma solo di un’estrema insicurezza che sfocia nell’autoritarismo. Cioè nell’esatto contrario di quello di cui ha bisogno la nostra nuova compagnia di bandiera. Sia perché chi è leader sa fare squadra e basa la sua forza sull’autorevolezza e non sul terrore. Sia perché chi sa davvero gestire le situazioni di crisi non umilia pubblicamente i propri collaboratori. Se non altro perché, se è dotato di un minimo di intelligenza (cosa di cui, per quanto riguarda Altavilla, cominciamo francamente a dubitare), sa che il rischio di rivalsa da parte dei sottoposti è altissimo.
Il secondo consiglio è qualche buona lettura. A partire da Democrazia in America di Alexis de Tocqueville, un testo in cui viene tra l’altro magistralmente illustrato perché una stampa libera, che pubblica tutte le notizie, sia indispensabile e utile per i cittadini. Compresi, aggiungiamo noi, quelli che con le loro tasse finanziano Ita, ci viaggiano, ci lavorano e persino (non si sa quanto meritatamente) la dirigono.
In una democrazia che si definisce ancora liberale come la nostra, il modo migliore per “dare il massimo di supporto possibile” a un’azienda di proprietà degli italiani non è nascondere sotto al tappeto gli errori che vengono eventualmente commessi e non raccontare le ingiustizie.
Ma è fare esattamente il contrario: nella speranza che qualcuno ponga rimedio agli sbagli non solo del passato, ma pure del presente.
Altavilla è stato a lungo il braccio destro in Fca di Sergio Marchionne. Per diventare un manager come lui non è però necessario che ne scimmiotti l’arroganza. Sarebbe invece un bene (questo sì, per tutti) che ne ricordasse le capacità di lavoro, quelle strategiche e di visione. Perché se Altavilla resterà al suo posto non saranno gli insulti e i licenziamenti indiscriminati a rilanciare (o meglio a salvare) Ita, ma una sobria e compassata fatica di ogni giorno.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edi ... a/6403219/
“Fra quattro mesi la metà li voglio fuori”: sono parole del presidente di Ita Airways Alfredo Altavilla pronunciate nel corso del comitato direttivo che si è riunito lo scorso 1 ottobre, registrate in un file audio di cui Ilfattoqutidiano.it ha potuto ascoltare alcuni estratti. Siamo a 15 giorni dal debutto della nuova compagnia sorta dalle ceneri di Alitalia e il riferimento di Altavilla è ai 1.077 dipendenti assunti dalla ex compagnia. Il presidente vorrebbe ridurre il più possibile il travaso di personale dalla vecchia alla nuova compagnia anche per abbassare il più possibile il livello di sindacalizzazione. Uno dei partecipanti all’incontro ricorda che “il livello di sindacalizzazione della cabina (il personale navigante, ndr) è elevatissimo (…) stiamo tenendo strette le maglie proprio per evitare infiltrazioni”. Secondo quanto risulta a Ilfattoquotidiano.it, al momento circa 8 assistenti di volo su 10 di Ita provengono da Alitalia. Più nel dettaglio Altavilla afferma: “Allora, stabiliamo una regola. Se tutti questi 1.077 hanno quattro mesi di prova, fra quattro mesi la metà li voglio fuori. Semplice. Usate pure il meccanismo delle revolving doors che vi ho detto. Perché non vi preoccupate, eh, a scanso di equivoci, dal 16 ottobre cominciamo il meccanismo delle revolving doors qua dentro”.

Alla richiesta di un commento e/o contestualizzazione delle parole del presidente da parte de Ilfattoquotidiano.it, Ita Airways non ha smentito le intenzioni di Altavilla, ma scrive: “Ci preme sottolineare come, alla luce del noto stile editoriale della testata per cui lei lavora, la suddetta pubblicazione recherebbe un danno in un momento delicato di rilancio di un’azienda strategica per il paese; infatti, il piano di rilancio di ITA Airways, come noto, si presenta estremamente articolato e necessita del massimo supporto possibile da tutti compresi gli organi di stampa“. La comunicazione di Ita prosegue: “Proprio in ragione della natura strettamente riservata del Comitato Direttivo, è palese che le conversazioni all’interno del medesimo, incluse le eventuali indicazioni che il Presidente può dare ai suoi più stretti collaboratori in quella sede si possono caratterizzare per modalità espressive inidonee ad essere diffuse a terzi, essendo comprensibili unicamente in un quadro di operatività peraltro in questo caso collegata alla definizione di obiettivi aziendali – massima dedizione richiesta per affrontare sfide future dopo decenni di percorsi accidentati, necessità di massima cura nell’utilizzo di risorse dei cittadini – in cui inquadrare la valutazione del periodo di prova del personale neoassunto. Obiettivi che vanno ben oltre il senso letterale delle espressioni utilizzate per richiamare l’attenzione dei presenti, adatte a quello specifico contesto e non certo alla diffusione presso il pubblico“.

Giova ricordare che Ita, sfruttando un’ apposita deroga al codice civile introdotta dal governo Draghi, ha potuto assumere i dipendenti ex novo, senza continuità rispetto ad Alitalia. Quindi si sono azzerate anzianità maturate e diritti, come la tutela ex articolo 18 per chi ne disponeva. Partendo da zero, tutti i lavoratori affrontano un periodo di prova che, come si ascolta nell’audio, lo stesso Altavilla ha voluto di 4 e non di 3 mesi. La compagnia, controllata al 100% dallo Stato, ha inoltre scelto di non applicare il Contratto collettivo nazionale di lavoro, prima volta per una società pubblica, basando i contratti su un semplice regolamento aziendale. Chi venisse licenziato al termine del periodo di prova non potrebbe neppure beneficiare di ammortizzatori sociali.

Il resto del dialogo tra Altavilla e i suoi collaboratori si concentra sui ritardi nel processo di selezione dei nuovi addetti. I toni sono aspri. Ad un certo punto Altavilla si rivolge a uno dei partecipanti alla riunione affermando: “Ma che c***o ti sei flippato il cervello?”. E ancora: “Tu lo sai bene che con i numeri non mi potete prender per il c*** perché vi spiumo tutti quanti” e in conclusione: “Ma queste priorità p*****a t*** le devo scegliere io porca p*****a non le devi scegliere tu c***o. Chi c***o ti ha dato questa autorità?”.

Secondo quanto riportato dal quotidiano il manifesto – non smentito – in occasione dell’incontro con i sindacati dello scorso 23 agosto, Altavilla avrebbe disposto che fosse installato un “jammer”, strumento che blocca le comunicazioni degli smartphone. Fonti presenti all’incontro contattate da ilfattoquotidiano.it hanno confermato che durante la riunione le comunicazioni erano disturbate.

Altavilla è stato indicato per la presidenza di Ita da Francesco Giavazzi, economista dell’università Bocconi di Milano e ora consulente di Mario Draghi. Il manager non ha avuto precedenti incarichi nel settore del trasporto aereo. La sua carriera si è infatti sviluppata in Fiat/Fca, sino a diventare uno dei più stretti collaboratori dell’ex amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne. Nel 2018, Altavilla ha lasciato l’azienda automobilistica dopo aver mancato la nomina ad amministratore delegato per cui gli è stato preferito Michael Manley. Ita non è certo l’unica azienda in cui i vertici hanno il vezzo dell’arroganza nei confronti di chi ricopre posizioni più basse. Ma essendo una società completamente statale – dove, in attesa dei profitti che tutti speriamo arriveranno presto,gli stipendi, compreso quello di Altavilla, sono pagati da tutti noi – ci si potrebbe forse aspettare una qualche attenzione al principio della dignità del lavoro come da Costituzione.

Principio peraltro pienamente recepito nel codice etico di Ita che recita: “Ita promuove il benessere organizzativo delle sue risorse, assicurando un ambiente sereno in cui i rapporti interpersonali siano improntati alla correttezza, all’uguaglianza e al reciproco rispetto della libertà e della dignità della persona. In particolare, Ita condanna fermamente ogni forma di pratiche che violino la dignità delle risorse di Ita, quali violenze, mobbing e molestie, anche di natura psicologica, idonee a compromettere una serena esecuzione delle mansioni assegnate”.

Le richieste di Bruxelles che il governo tiene segrete – Capire il progetto industriale su cui è stata strutturata la nuova compagnia è in generale una impresa complessa. La scorsa settimana, durante l’esame del decreto legge Infrastrutture e dell’articolo 7 relativo al passaggio da Alitalia a Ita, la presidente della commissione Trasporti della Camera aveva chiesto al ministro dei Trasporti la trasmissione della decisione della Commissione europea richiamata nello stesso provvedimento, relativa agli aiuti di Stato. Richiesta rimasta inevasa.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha quindi inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi in cui si legge: “Le rappresento affinché si possa per il futuro, sulla base dell’univoco quadro normativo sopra richiamato e nel rispetto delle esigenze di riservatezza poste dalla disciplina dell’Unione europea, dare seguito alle richieste di trasmissione documenti ed informazioni su procedimenti in materia di aiuto di Stato avanzate dagli organi parlamentari“. Fico ricorda nella lettera come “non essendo stato tale atto trasmesso, nel corso della seduta della Assemblea della Camera dello scorso 28 ottobre, nella quale si è proceduto alla approvazione del disegno di legge di conversione, deputati di diversi Gruppi parlamentari hanno rilevato come questo ramo del Parlamento abbia dovuto deliberare su una questione complessa e delicata, come quella disciplinata dall’articolo 7, comma 2, del provvedimento, senza avere piena conoscenza delle cruciali prescrizioni della Commissione europea in materia“.

Da queste premesse parte l’affondo di Fico. “Ritengo opportuno rammentare che, ai sensi dell’articolo 14, comma 3, della legge n.234 del 2012, quando una decisione in materia di aiuti di Stato o una procedura d’infrazione avviata nei confronti dell’Italia è posta alla base di un disegno di legge d’iniziativa governativa, di un decreto legge o di uno schema di decreto legislativo sottoposto a parere parlamentare, nonché in ogni altro caso, su richiesta di una delle due Camere, il presidente del Consiglio dei ministri o il ministro per gli Affari europei comunica alle Camere le informazioni o i documenti relativi a tali atti’. In base al comma 5 del medesimo articolo, il Governo può raccomandare l’uso riservato delle informazioni e dei documenti così trasmessi”.
Ultima modifica di spanna il mer 24 nov 2021, 12:44:37, modificato 2 volte in totale.
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda spanna » mer 24 nov 2021, 12:40:54

malpensante ha scritto: mar 23 nov 2021, 18:36:23 Primi giorni di dicembre. Io vado un sabato, ma per curiosità avevo guardato i giorni prima e dopo.
ah ok, allora confermi quello che dico io, da qs settimana ITA ha tagliato i voli su LIN
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda D960 » mer 24 nov 2021, 12:53:12

''Vi spiumo tutti quanti'' è ufficialmente diventata la mia frase preferita. Certo che il clima con cui ITA ha iniziato è s e r e n i s s i m o .
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda spanna » sab 27 nov 2021, 16:40:13

un pochino OT ma neanche tanto, visto che parla di un personaggio (anzi due) che con alitalia hanno avuto qualcosina a che fare (uno ce l'ha ancora). Uno si chiede com'e' possibile che l'italia non riesca a sfornare manager non dico brillanti, ma almeno decenti, oppure se li sforna com'e' che lo stato riesca sempre ad identificare mezze figure che messe alla prova dei fatti hanno ottenuto risultati a dir poco scadenti....
L’unico dubbio che c’era nei palazzi della politica quando tre anni fa Luigi Gubitosi decise di lasciare l’Alitalia per guidare Tim riguardava il destino della compagnia aerea. Ma il manager, uno dei commissari straordinari, aveva rassicurato tutti nella sua lettera d’addio dicendo che la compagnia «ha ripreso quota e continua a crescere». Di più. «Le performance operative ci vedono tra i leader a livello mondiale ed è in corso un processo di continuo miglioramento su tutti gli aspetti del business». Dev’essere stato un giudizio quantomeno affrettato, visto che oggi Alitalia, come noto, non esiste più. Ma anche Tim, per parafrasare Woody Allen, non si sente tanto bene.

Se l’avventura di Gubitosi in Tim finisce, almeno nelle vesti di capoazienda, con un fondo – Kkr, quello che vuole comprarsi tutta la compagnia – anche il suo arrivo era stato propiziato da un fondo. Si trattava di Elliott dell’americano Paul Singer che nel 2018 vince in assemblea, scalza dal potere i francesi di Vivendi (primi azionisti col 23,8%) e tra gli altri porta l’ex direttore generale della Rai e già numero uno di Wind in consiglio. Il fondo vince anche grazie a una ricetta ben precisa che torna d’attualità in questi giorni con l’offerta di Kkr: lo scorporo della rete per estrarre valore e per far tornare la società di servizi al dividendo.

Alla guida di Tim, ai tempi, c’è Amos Genish, un manager israeliano che dura poco. Con un blitz viene defenestrato e Gubitosi – al termine di un breve duello con Alfredo Altavilla, ora presidente di Ita Airways – conquista la poltrona più alta di Tim. Comincia così la sua gestione costellata da due caratteristiche: conti in declino, pure in un contesto molto difficile, e tanti fuochi d’artificio a corredo. Per lunghi mesi, sostenuto dal governo Conte e dalla Cdp targata Fabrizio Palermo, più che l’andamento del gruppo tiene banco la telenovela della rete unica, da farsi combinando Open Fiber (la società voluta dal governo Renzi per la banda ultra larga, oggi con Cdp al 60%) e la rete di Tim. A fine agosto 2020 sembra la volta buona, con la lettera di intenti tra Telecom e Cdp. Ma cade il governo Conte e con Mario Draghi cambia tutto. Si punta su FiberCop, società dove viene messa la rete secondaria per lo più in rame e dove investe Kkr, sempre lui. Si mettono le torri a fattor comune con Vodafone in Inwit ma, anche qui, si vendono quote di minoranza ad Ardian e Canson. I razzi da sparare si diradano, si parla di cloud e delle sue potenzialità. Ma i margini calano, i conti peggiorano, il titolo scende. E allora Gubitosi si inventa l’accordo con Dazn e uno slogan: “Fiber to the football”: un miliardo in tre anni per distribuire il calcio con Timvision. Stringe intese con tutti: Netflix, Amazon, Disney, Mediaset-Infinity. Ma gli effetti non sono quelli sperati: per ragioni di antitrust il pacchetto non può essere venduto con la fibra. I clienti sono poco più di metà di quanto preventivato. L’azienda è costretta così a lanciare due allarmi sulle previsioni nei conti in pochi mesi, l’agenzia di rating Standard&Poor’s, dopo Moody’s, abbassa il giudizio sul merito di credito. È sui numeri che il manager - che nel frattempo sponsorizza l’arrivo di Kkr - inciampa.

Le indiscrezioni delle ultime ore, seguite alla rimessione delle deleghe al consiglio, raccontano di una resa dei conti tumultuosa, giovedì, con il collegio sindacale, l’organo di controllo da tempo allarmato sull’andamento della società. I sindaci, insieme con i consiglieri del comitato controllo e rischi, chiamano a rendere conto dei numeri il responsabile dei ricavi, Stefano Siragusa (l’unico superstite dell’era Genish tra i manager di prima linea), ma al suo posto si vedono comparire Gubitosi che vuole illustrare in prima persona i numeri. L’audizione finisce. E allora richiamano Siragusa che, per parte sua, raccontano, non confermerebbe però la versione fornita dall’ad. È il preambolo del cda straordinario di ieri, chiesto a gran voce dai sindaci, da Vivendi ma anche dai consiglieri indipendenti. Lì Gubitosi perde le deleghe da capoazienda ma resta in consiglio da dove seguirà le prossime puntate. Le leve operative vanno a un manager di lungo corso in Tim, Pietro Labriola, a capo di Tim Brasil e nuovo direttore generale del gruppo che piace ai francesi ma godrebbe anche di un apprezzamento generale. Che ne sarà invece dell’offerta di Kkr? La proposta di comprare Tim giunta dagli americani verrà esaminata sebbene alcuni osservatori vedano l’operazione, mal vista da Parigi, complicarsi. Difficile dire se anche il caos in Tim sia risolto. Confida un autorevole osservatore: «Siamo solo all’inizio…».
https://www.lastampa.it/economia/2021/1 ... 1.40965864
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda KL63 » sab 27 nov 2021, 17:04:28

In Italia, ad altissimo livello per lo più, ci si arriva non esattamente per merito, ed i risultati sono sotto gli occhi.
Se fossi PDC li "spiumerei" tutti, ed infatti non sono nemmeno consigliere di circoscrizione :D , almeno una volta mi consolavo diversamente! Ah il buon Cecco Angiolieri!

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Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda malpensante » sab 27 nov 2021, 18:48:13

I M H O è Altavilla a essersi preso una fregatura con ITA e il piano di discontinuità (hub a Fiumicino e traffico bissiniss da Linate).

Adesso inizia forse a capire ed è naturalmente un po’ nervoso.

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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda D960 » sab 27 nov 2021, 22:02:30

malpensante ha scritto: sab 27 nov 2021, 18:48:13 I M H O è Altavilla a essersi preso una fregatura con ITA e il piano di discontinuità (hub a Fiumicino e traffico bissiniss da Linate).

Adesso inizia forse a capire ed è naturalmente un po’ nervoso.
Ma come si fa a pensare che un piano del genere possa dare i suoi frutti se è fallimentare da anni e sperare nella manna dal cielo?
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Re: Nasce e decolla ITA

Messaggio da leggereda easyMXP » sab 27 nov 2021, 22:33:18

malpensante ha scritto: sab 27 nov 2021, 18:48:13 I M H O è Altavilla a essersi preso una fregatura con ITA e il piano di discontinuità (hub a Fiumicino e traffico bissiniss da Linate).

Adesso inizia forse a capire ed è naturalmente un po’ nervoso.
Ma figurati, si prende un bel po' di soldi e dopo il fallimento gli amici lo piazzeranno in un altro posto ben pagato e così via.
Averne di fregature così...


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