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Meridiana-Qatar, dopo l'accordo quali prospettive per Malpensa?

Continuiamo a seguire QUI con attenzione lo sviluppo del matrimonio Meridiana con la compagnia del golfo Qatar,

Proponiamo come sintesi della attuale situazione l’articolo dell’amico Gabriele Ceresa de La Prealpina

Nuova Meridiana, obiettivo Malpensa

La crescita della compagnia, passata sotto il controllo di Qatar Airways, decolla in brughiera

L’accordo è fatto. Al termine di una estenuante vertenza sindacale, Qatar Airways ha acquisito il 49 per cento di Aqa Holding, il nuovo azionista di controllo di Meridiana Fly. Il vettore arabo ha comprato il massimo delle quote che poteva possedere della seconda compagnia aerea italiana per investire e invadere il mercato europeo. Meridiana, a tutti gli effetti un vettore comunitario, è infatti il grimaldello per conquistare una fetta di mercato prima preclusa ai petrodollari di Doha.

Ma nonostante sia trascorsa una settimana dall’atteso closing, ancora non è noto con precisione il piano industriale della nuova Meridiana.

Dovrebbe prevedere il rinnovo dell’intera flotta con ben 25 aerei, tra Boeing 767 e Boeing 737, che potrebbero diventare 50 nell’arco dei prossimi cinque anni. Ma i dettagli non si conoscono.

«Siamo lieti di aver completato questa importante partnership, che supporterà la crescita di competitività di Meridiana nel mercato europeo: siamo impazienti di lavorare insieme per rafforzare la posizione della compagnia, per offrire ulteriori connessioni con l’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti e altre ancora»: questo, per ora, si è limitato a dire attraverso le primissime dichiarazioni il Ceo di Qatar Airways, Akbar Al Baker, mentre i sindacati hanno auspicato che «la nuova società Aqa mantenga la sua centralità a Olbia e in Sardegna in termini di attività di volo, di settore manutenzioni e amministrazione».

Difficile credere però che una compagnia intenzionata a espandersi oltre i confini comunitari con una flotta da top player possa continuare a mantenere la sua base strategica in Sardegna. Più facile supporre invece che Malpensa possa giocare un ruolo da protagonista assoluto per la Meridiana 2.0, sia perché è un aeroporto intercontinentale attrezzato per movimentare anche aerei di lungo raggio, sia perché già oggi è il quartier generale della gallaratese Air Italy, un tempo considerata la Cenerentola del Gruppo Meridiana ma negli ultimi anni il vettore su cui i vertici aziendali hanno dirottato la parte più consistente dell’attività. Il closing è stato accolto positivamente dai sindacati, persino da Usb che non aveva sottoscritto l’accordo. «Chiediamo fin da subito che Qatar Airways chiuda la stagione degli orrori di Meridiana», commenta in una nota la sigla di base. «Seppur con 15 mesi di ritardo rispetto all’accordo strappato nel giugno 2016, il closing apre una prospettiva industriale diversa dalle miserie alle quali l’attuale dirigenza ci ha abituati. Allo stesso tempo, non possiamo e non vogliamo dimenticare che il percorso che ha portato a questo accordo è stato lastricato da centinaia di licenziamenti e da tagli salariali draconiani. I lavoratori hanno pagato un conto troppo salato per questa intesa». L’accordo infatti è costato 396 esuberi (di cui 150 circa basati a Malpensa, quasi tutti assistenti di volo), centinaia di esodi volontari e un taglio degli stipendi di circa il 20 per cento. Ora è arrivato il momento di ripartire.

Gabriele Ceresa

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