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Progetto Meridiana, occasione da non perdere

In risposta e commento all’editoriale di malpensante intervento di spanna

Il progetto di U2 (easyJet) lo vedo interessante nel medio o lungo termine, non nel breve termine per una serie di motivi. Se EK non è entrata fin da subito, nonostante abbia anche un accordo per spendere i punti fedeltà, mi fa pensare che sia ancora piuttosto poco interessante. La mancanza di un collegamento airside fra il terminal U2 ed il terminal Resto del mondo mi sembra un fardello piuttosto pesante. Certo nel medio o lungo termine c’è la possibilità di lavorare sulle lacune e quindi potenzialmente di far diventare U2 un full feeder su MXP.

Il progetto di IG invece è fantastico fin da subito, con l’apertura sia di voli feeder sia di voli IC, per quanto in numero abbastanza limitato, ma ci sono voci che parlano di altri voli non appena saranno disponibili nuovi aerei, tra cui anche i nuovissimi B787. Manca l’AD ma evidentemente la proprietà ha le idee già molto chiare sulla strategia della compagnia, non credo che avranno problemi a trovare qualcuno di valido al più presto. Certo le incognite che pesano sull’iniziativa sono molte. La prima è che non è vero che QR è la proprietaria di IG come si sente dire spesso, il proprietario è di fatto l’Aga Khan. Non facciamo lo stesso errore che abbiamo fatto con AZ/EY, ad un certo punto si è visto chi comandava in AZ e non è stato EY. Qui la situazione è perfettamente analoga. Il progetto parte e spero che abbia un orizzonte temporale minimo di 3 anni, con una dotazione di mezzi sufficiente per coprire il periodo. Ad oggi il piano non è stato ancora presentato ufficialmente nei suoi elementi distintivi, ma la cosa non è un problema. Alle parole personalmente preferisco i fatti, ed i fatti parlano chiaro. Si tratterà di vedere alla fine del periodo di 3 anni come saranno i conti, ed in dipendenza da questo l’Aga Khan (insieme a QR) prenderà le sue decisioni, e ovviamente si spera che siano decisioni positive per MXP. L’altra incognita che pesa è di tipo politico ed ovviamente comprende anche Alitalia. A mio parere conditio sine qua non per il successo dell’iniziativa è il coinvolgimento pesante della politica locale e dell’imprenditoria locale. Per politica locale intendo gli amministratori del comune di Milano e della regione Lombardia in primis, nonché’ i parlamentari lombardi del parlamento nazionale. Come imprenditoria locale intendo Assolombarda in primo luogo, e magari ci metterei qualche banca (Unicredit) o assicurazione che a Milano trova la sua sede nazionale. Occorre che il progetto IG venga sposato prima di tutto localmente, ed individuato da questi attori come risorsa fondamentale per l’economia locale. Senza questo appoggio nemmeno si potrebbe o si dovrebbe cominciare. In secondo luogo occorre un minimo di appoggio nazionale in tema di diritti bilaterali. E qui entra pesantemente il ruolo di Alitalia come principale destinatario di tali diritti, e quindi concorrente invasivo di IG. E’ qui che il peso della politica locale si deve estrinsecare. Alitalia ha abbandonato una serie di rotte da Milano di tipo IC di breve, medio e lungo raggio. Si va da una TUN a una EXE, con tutto quello che sta in mezzo. I diritti bilaterali di questi voli possono e devono essere riportati ad una nuova compagnia italiana, che intende operarli da Milano, IG. Io penso che IG abbia già visto attribuiti alcuni diritti in passato nel momento in cui ha manifestato la volontà di operare certi voli, ad esempio LOS. Nel 2017 si è già fatta riassegnare diritti ceduti da AZ, come CAI o DME, ed ha già cominciato ad operarli. Tutto questo deve continuare anche nel 2018 e 2019. Non mi sembra di chiedere la luna, ma tutto questo sarà possibile solo se la politica locale, come sopra definita, si farà carico della questione. Il ruolo dell’imprenditoria lombarda deve essere invece più concreto: semplicemente Assolombarda deve sposare il progetto e far comprare i biglietti IG ai suoi associati invece che quelli della concorrenza. Punto. Il successo di IG – e non solo, di tutte le compagnie major – passa dall’occupazione dei posti davanti, e dalla ridotta stagionalità, elementi che solo il business riesce a garantire, mentre il turismo fa grossi numeri ma da solo non basta. Il cargo che a MXP è di casa giocherà anche lui il suo ruolo, e si farà sentire positivamente senza dubbio. Insomma, complessivamente gli elementi per determinare il successo dell’iniziativa ci sono, ma la certezza non può esistere finche’ non si saranno visti i primi numeri.

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