Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

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spanna
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda spanna » sab 10 apr 2021, 07:22:32

Scomparirà la “A” tricolore di Alitalia dalla coda degli aerei di Ita. Ma la nuova compagnia guidata da Fabio Lazzerini manterrà una buona fetta di slot a Milano-Linate, potrà contare su 3 miliardi di risorse finanziarie e su 60 aerei, almeno in questa prima fase. Il taglio degli slot, la linfa vitale dei permessi per volare, sarà infatti solo del 7-9 per cento. Sono i primi punti fermi nella trattativa con Bruxelles che si stanno delineano in queste ore e che consentiranno al vettore nazionale di decollare ufficialmente, come chiesto dal premier Mario Draghi, il primo luglio.

Lo schema dell’intesa in itinere, che il Messaggero ha potuto ricostruire grazie a fonti ufficiali, prevede la rinuncia non certo indolore allo storico brand che dalla fondazione caratterizza aerei, divise e identifica una delle più antiche compagnie europee. Sul punto la commissaria Margrethe Vestager non ha voluto sentire ragioni e, come già accaduto per Sabena e German Wings, ha chiesto e ottenuto una forte discontinuità con il passato. Una richiesta, va detto, che non ha preso in contropiede Ita che dispone di un piano B pronto da tempo, con un nuovo logo «I» e i colori tradizionali della bandiera italiana, da proporre al mercato. Il passo indietro sul brand, ma un piccolo spiraglio per mantenerlo ancora esiste finche l’accordo non sarà chiuso, ha messo la trattativa su un binario più scorrevole. Anche perché dopo il pressing del presidente del Consiglio su Bruxelles - numerose le telefonate anche con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - è stato sciolto il nodo principale. Ovvero una riduzione dei diritti di volo e atterraggio su Linate grosso modo in linea con i tagli imposti sia ad AirFrance che a Lufthansa: in soldoni meno, del 10%. Una strada tutto sommato percorribile rispetto alla prima richiesta che prevedeva un taglio del 50%. Un sacrificio ingiustificato, secondo il ministro Giancarlo Giorgetti, e che Draghi aveva bocciato senza mezzi termini, invocando la parità di trattamento rispetto alle altre grandi compagnie europee.
GLI ORGANICI

Sul fronte del personale, l’altro tema caldo in discussione, si sta trattando per partire con circa 4.500-5.000 dipendenti e, come detto, 60 aerei. Prima di passare a Ita, il personale ex Alitalia transiterà in una sorta di società terza, di servizi, che valuterà i curricula e le competenze. Chi invece resterà nella società in amministrazione straordinaria avrà tutta una serie di tutele: dalla proroga della Cig di 5 anni allo scivolo per andare in pensione. Di fatto, proprio come vuole Bruxelles, non ci sarà un passaggio diretto del personale, ma una selezione, sebbene mirata alle riconosciute professionalità degli 11 mila dipendenti di Az. Anche per i servizi di terra è prevista una quota per l’autoproduzione che verrà svolta dalla newco, il resto del personale dovrebbe invece avere un destino diverso, con l’assorbimento presso società esterne. Si parla con insistenza di Adr.

Per quanto riguarda la manutenzione (oltre 1.000 dipendenti) non ci sono preclusioni ad avere una quota di minoranza nell’assetto societario, ma qui la situazione è ancora fluida. Di certo non ci saranno esuberi. Forte impulso, infine, al settore cargo, che verrà implementato anche a fronte della crescente richiesta del mercato. Gli aerei, sempre secondo lo schema in via di approvazione, saranno all’inizio presi in leasing da Alitalia e poi, come previsto dal piano industriale messo a punto da Lazzerini e condiviso dal Tesoro, gradualmente acquistati. Infine, ma non rientra nei negoziati europei, sarebbe scattata da parte dei commissari straordinari la richiesta per avere 220 milioni da Etihad per i contenziosi legati alla passata gestione.
https://www.ilmessaggero.it/economia/ne ... 88000.html
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Mattia
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda Mattia » sab 10 apr 2021, 07:58:32

malpensante ha scritto: ven 09 apr 2021, 08:51:42
Mattia ha scritto: ven 09 apr 2021, 08:44:38Giorgetti lo dice dal primo giorno che è ora di finirla di buttare i soldi in Alitalia, Draghi lo sa benissimo e lo ha spiegato anche ieri.
Sarà anche ora di finirla di buttare i soldi in Alitalia, ma il programma è di dare altri miliardi a ITA.
Questo è vero, ma a me nella conferenza di giovedì Draghi è sembrato dare risposte non proprio in linea con i desiderata di AZ e i suoi fans...vedremo

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » sab 10 apr 2021, 08:07:10

spanna ha scritto: sab 10 apr 2021, 07:22:32Scomparirà la “A” tricolore di Alitalia dalla coda degli aerei di Ita. Ma la nuova compagnia guidata da Fabio Lazzerini manterrà una buona fetta di slot a Milano-Linate, potrà contare su 3 miliardi di risorse finanziarie e su 60 aerei, almeno in questa prima fase. Il taglio degli slot, la linfa vitale dei permessi per volare, sarà infatti solo del 7-9 per cento. Sono i primi punti fermi nella trattativa con Bruxelles che si stanno delineano in queste ore e che consentiranno al vettore nazionale di decollare ufficialmente, come chiesto dal premier Mario Draghi, il primo luglio.
Vi eravate illusi?
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda D960 » sab 10 apr 2021, 08:49:29

Se la vulgata dice che è in attivo solo la LIN-LCY, con quella caterva di slot continueranno a perdere ad libitum.
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » sab 10 apr 2021, 09:10:27

Se le cose andranno come anticipa il Messaggero Aliitalia-ITA dovrà cedere soltanto gli slot di Linate che non usava e neanche tutti. Perderà il lavoro lo slot manager addetto alla presa in giro.

La novità del Messaggero è che gli aerei previsti sono saliti a 60 e non sappiamo se la cifra è cambiata per un aumento dei WB, dei 319/320 o perché terranno qualche Embraer. Se non ci saranno più Embraer e a parte la LIN-LCY, il cui destino resta appeso alle conseguenze finali della Brexit, vorrà dire che Alitalia offrirà più sedili di prima del Covid, perché sostituirà gli Embraer con gli Airbus, il tutto sempre che non arrivi un partner a cui affittare gli slot.

In tema slot a Linate bisognerà anche vedere come finiranno quelli di Air Italy. In totale potrebbe passare di mano per ogni ora una coppia di slot, immagino di quelli una volta usati per la navetta con Fiumicino e quindi molto rumore per quasi nulla.

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda grandemilano » sab 10 apr 2021, 09:35:17

Ma quindi gli aerei continueranno ad avere la scritta alitalia e il marchio "A"?

spanna
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda spanna » sab 10 apr 2021, 09:42:50

difficile commentare quando le trattative non sono ancora chiuse, ma di certo mentre la UE sta cercando in tutti i modi di assicurare discontinuita', e se non lo fa correttamente ci penseranno i ricorsi legali dei concorrenti a ripristinarla con l'intervento della magistratura, il governo draghi purtroppo sta combattendo col pugnale fra i denti per assicurare la massima continuita'.
Quello che colpisce e' che il compromesso sembra puntare a spogliare alitalia di asset che portavano valore alla vecchia societa', quali il marchio e il logo, le attivita' di terra, la manutenzione, il programma millemiglia. Il governo preferisce invece mantenere gli asset responsabili delle perdite, cioe' i voli, gli slot, gli aerei. Ripeto, ammesso che sia questa la conclusione delle trattative, ITA nascerebbe con tutte le disfunzionalita' che causavano le perdite di alitalia, ma avendo perso alcuni dei punti di forza.
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » sab 10 apr 2021, 09:44:33

grandemilano ha scritto: sab 10 apr 2021, 09:35:17 Ma quindi gli aerei continueranno ad avere la scritta alitalia e il marchio "A"?
ITA - I

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » sab 10 apr 2021, 09:47:29

spanna ha scritto: sab 10 apr 2021, 09:42:50Ripeto, ammesso che sia questa la conclusione delle trattative, ITA nascerebbe con tutte le disfunzionalita' che causavano le perdite di alitalia, ma avendo perso alcuni dei punti di forza.
La disfunzionalità chiave è hub a Fiumicino e voli point-to-point a Linate.
I risultati bilancio non cambieranno colore, anche se 40 aerei in meno si sentiranno.

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda hkg » sab 10 apr 2021, 10:10:04

Vorrà dire meno concorrenza a linate. Quindi una prospettiva maggiore di riaperture a Malpensa, che è quello che ci vuole per Milano: nuovo "ossigeno" che arriva da fuori Europa!!
Questo è il mio auspicio, me lo auguro.
MXP,CTA,LIN,CGD,VIE,AHO,CAG,OLB,KBP,TLL,LED,SVO,JFK,MBA,BKK,HKT,DPS,BLQ,SIN,TUN,BGY,LXR, PMV,DXB,TPE,HKG,KBV,AMM,UTH,LPQ,CNX,BWN,LBU,KCH,MYY,MNL,CRK,DOH,VLC,CGN,BCN,BUD,PRG,AUH,CGK,JOG,KUL,TXL,LIS,STR,KIX,NRT,IST,HAM,CPH,KIV,PEK,SVQ,MCT,CPT,MJT,AGP,JKH,OPO,LXS,SKG,MAD, KWI,JIK,ATH

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda grandemilano » sab 10 apr 2021, 10:23:09

malpensante ha scritto: sab 10 apr 2021, 09:44:33
grandemilano ha scritto: sab 10 apr 2021, 09:35:17 Ma quindi gli aerei continueranno ad avere la scritta alitalia e il marchio "A"?
ITA - I
Ok. Allora Alitalia andremo a vederla al museo del volo, a Volandia ( a Malpensa)

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » sab 10 apr 2021, 10:23:15

Vorrà dire più slot utilizzati, più voli e più passeggeri a Linate, anche per l’uso di aerei più grandi.

Sicuramente più varietà per gli spotter a Linate, ma sai che soddisfazione.

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda I-GABE » sab 10 apr 2021, 10:49:09

Un 10% di slot ceduti non sposta il problema in maniera significativa, né per ITA né per MIL.
Direi proprio che i geni della Magliana sono riusciti ad assicurarsi un nuovo fallimento anche anche a questo giro.
Venghino signori venghino, altro giro, altro fallimento!


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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda grandemilano » sab 10 apr 2021, 10:56:23

malpensante ha scritto: sab 10 apr 2021, 10:23:15 Vorrà dire più slot utilizzati, più voli e più passeggeri a Linate, anche per l’uso di aerei più grandi.
Questo, egoisticamente parlando, è il minore dei problemi.
La distruzione del marchio storico Alitalia è molto più significativa, e grave

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda D960 » sab 10 apr 2021, 11:40:26

malpensante ha scritto: sab 10 apr 2021, 10:23:15 Vorrà dire più slot utilizzati, più voli e più passeggeri a Linate, anche per l’uso di aerei più grandi.
Sempre che riesca a riempirli. Non ci dimentichiamo che nel corso del tempo la taglia degli aerei di AZ a Linate si è ridotta progressivamente.
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda KittyHawk » sab 10 apr 2021, 11:41:03

In un'ottica di vendita di ITA a un'altra compagnia, l'unico valore sono gli slot di LIN. Marchio e livrea di Landor sono solo ricordi nostalgici per gli italiani. A tutti noi dispiacerà certamente non vederli più in giro, ma per gli stranieri non hanno lo stesso valore sentimentale, tanto meno per eventuali acquirenti con nomi blasonati.
Abbiamo visto scomparire Pan Am, TWA, Swissair, Sabena e tante altre compagnie, solo per rimanere in campo aeronautico e parlare di quelle che erano compagnie di bandiera o assimilabili, e Alitalia si aggiungerà alla lista. Spero solo che il governo sia abbastanza intelligente da blindare, in un modo o nell'altro, la titolarità del marchio Alitalia, denominazione e grafica, in modo che nessuno possa appropriarsene e, nel caso, poterlo riutilizzare in futuro.

ITA riuscirà a non fallire? Le premesse industriali non sono incoraggianti, ma magari riescono a venderla prima di portare i libri in tribunale. Sull'aumento dei velivoli si vedrà se è legato al cargo, magari con velivoli specializzati. Certo che se per il full cargo pensano di puntare su FCO rischiano di gestire un'altra anatra zoppa.

Mattia
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda Mattia » sab 10 apr 2021, 12:04:16

spanna ha scritto: sab 10 apr 2021, 07:22:32
Scomparirà la “A” tricolore di Alitalia dalla coda degli aerei di Ita. Ma la nuova compagnia guidata da Fabio Lazzerini manterrà una buona fetta di slot a Milano-Linate, potrà contare su 3 miliardi di risorse finanziarie e su 60 aerei, almeno in questa prima fase. Il taglio degli slot, la linfa vitale dei permessi per volare, sarà infatti solo del 7-9 per cento. Sono i primi punti fermi nella trattativa con Bruxelles che si stanno delineano in queste ore e che consentiranno al vettore nazionale di decollare ufficialmente, come chiesto dal premier Mario Draghi, il primo luglio.

Lo schema dell’intesa in itinere, che il Messaggero ha potuto ricostruire grazie a fonti ufficiali, prevede la rinuncia non certo indolore allo storico brand che dalla fondazione caratterizza aerei, divise e identifica una delle più antiche compagnie europee. Sul punto la commissaria Margrethe Vestager non ha voluto sentire ragioni e, come già accaduto per Sabena e German Wings, ha chiesto e ottenuto una forte discontinuità con il passato. Una richiesta, va detto, che non ha preso in contropiede Ita che dispone di un piano B pronto da tempo, con un nuovo logo «I» e i colori tradizionali della bandiera italiana, da proporre al mercato. Il passo indietro sul brand, ma un piccolo spiraglio per mantenerlo ancora esiste finche l’accordo non sarà chiuso, ha messo la trattativa su un binario più scorrevole. Anche perché dopo il pressing del presidente del Consiglio su Bruxelles - numerose le telefonate anche con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - è stato sciolto il nodo principale. Ovvero una riduzione dei diritti di volo e atterraggio su Linate grosso modo in linea con i tagli imposti sia ad AirFrance che a Lufthansa: in soldoni meno, del 10%. Una strada tutto sommato percorribile rispetto alla prima richiesta che prevedeva un taglio del 50%. Un sacrificio ingiustificato, secondo il ministro Giancarlo Giorgetti, e che Draghi aveva bocciato senza mezzi termini, invocando la parità di trattamento rispetto alle altre grandi compagnie europee.
GLI ORGANICI

Sul fronte del personale, l’altro tema caldo in discussione, si sta trattando per partire con circa 4.500-5.000 dipendenti e, come detto, 60 aerei. Prima di passare a Ita, il personale ex Alitalia transiterà in una sorta di società terza, di servizi, che valuterà i curricula e le competenze. Chi invece resterà nella società in amministrazione straordinaria avrà tutta una serie di tutele: dalla proroga della Cig di 5 anni allo scivolo per andare in pensione. Di fatto, proprio come vuole Bruxelles, non ci sarà un passaggio diretto del personale, ma una selezione, sebbene mirata alle riconosciute professionalità degli 11 mila dipendenti di Az. Anche per i servizi di terra è prevista una quota per l’autoproduzione che verrà svolta dalla newco, il resto del personale dovrebbe invece avere un destino diverso, con l’assorbimento presso società esterne. Si parla con insistenza di Adr.

Per quanto riguarda la manutenzione (oltre 1.000 dipendenti) non ci sono preclusioni ad avere una quota di minoranza nell’assetto societario, ma qui la situazione è ancora fluida. Di certo non ci saranno esuberi. Forte impulso, infine, al settore cargo, che verrà implementato anche a fronte della crescente richiesta del mercato. Gli aerei, sempre secondo lo schema in via di approvazione, saranno all’inizio presi in leasing da Alitalia e poi, come previsto dal piano industriale messo a punto da Lazzerini e condiviso dal Tesoro, gradualmente acquistati. Infine, ma non rientra nei negoziati europei, sarebbe scattata da parte dei commissari straordinari la richiesta per avere 220 milioni da Etihad per i contenziosi legati alla passata gestione.
https://www.ilmessaggero.it/economia/ne ... 88000.html
Il messaggero...realtà o desiderata di AZ?

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda grandemilano » sab 10 apr 2021, 13:25:00

spanna ha scritto: sab 10 apr 2021, 09:42:50 difficile commentare quando le trattative non sono ancora chiuse, ma di certo mentre la UE sta cercando in tutti i modi di assicurare discontinuita', e se non lo fa correttamente ci penseranno i ricorsi legali dei concorrenti a ripristinarla con l'intervento della magistratura, il governo draghi purtroppo sta combattendo col pugnale fra i denti per assicurare la massima continuita'.
Quello che colpisce e' che il compromesso sembra puntare a spogliare alitalia di asset che portavano valore alla vecchia societa', quali il marchio e il logo, le attivita' di terra, la manutenzione, il programma millemiglia. Il governo preferisce invece mantenere gli asset responsabili delle perdite, cioe' i voli, gli slot, gli aerei. Ripeto, ammesso che sia questa la conclusione delle trattative, ITA nascerebbe con tutte le disfunzionalita' che causavano le perdite di alitalia, ma avendo perso alcuni dei punti di forza.
Io temo che abbia ragione chi dice che l'unico scopo di tenere in vita la fu Alitalia era quello di preservare alcuni posti di lavoro. Non c'era una visione strategica di mercato (lo si è visto con gli stessi busines plan che continuavano a ripresentare a ogni fallimento) e né l'intenzione di difendere l'italiana del marchio (visto che ormai devo cambiare marchio e nome).
Hanno sacrificato tutti i punti di forza di Alitalia per ripresentare una "nuova compagnia" che ha lo stesso schema di quella appena fallita.
Non so se ridere o piangere

RAV38
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda RAV38 » sab 10 apr 2021, 13:35:28

Desiderata di entrambi

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda RAV38 » sab 10 apr 2021, 14:24:04

A mio avviso, l' intera questione del destino di Alitalia/ITA va vista da due punti di vista: quello della sopravvivenza o meno e con quali condizioni e prospettive di una compagnia che si vorrebbe sostenibile (con tutte le conseguenze a carico dei contribuenti, dell'indotto, dell'occupazione ecc.) che assume rilevanza essenzialmente per Roma e il Lazio e quello delle ricadute sugli interessi economici generali del Nord Italia e in particolare della connettività aerea della Lombardia e quindi di Malpensa. Sul primo aspetto tutti gli interventi su questo forum hanno ampiamente sviscerato i vari elementi di criticità, almeno stando ai dati e ai presupposti finora noti. Sul secondo aspetto, quello degli interessi del sistema aereo di Milano, mi sembra che certe condizioni su cui si sta svolgendo il tiro alla fune con la Commissione UE per cedere il meno possibile da parte di AZ/ITA (dimensione flotta, network IC, manutenzione, personale di terra, e perfino gli slot di LIN, siano per quanto riguarda MXP, sostanzialmente irrilevanti. Per quanto riguarda Linate, l'ideale (anche per AZ), , sarebbe un ridimensionamento complessivo, senza arrivare alla impossibile chiusura. Ridurre solo gli slot di AZ, specie se la riduzione fosse nella misura richiesta dalla Commissione UE, significherebbe fare affluire all' Idroscalo in forze sia Low cost sia altri feeders verso hubs centro/nord europei a scapito di MXP. A mio avviso, sarebbe molto più importante (ma non so se possibile) che la Commissione imponesse come condizione (al Governo italiano) di non autorizzare disposizioni, di qualsiasi natura (normativa, regolamentare o altro che tuteli in modo discriminatorio la nuova compagnia. Penso in particolare agli accordi bilaterali con paesi extra UE spesso sono stati negoziati volutamente da parte italiana per privilegiare FCO e quindi AZ a scapito di MXP. Mi pare questo un aspetto molto più importante per MXP di qualunque altro attualmente in discussione con Bruxelles. E siccome mai nessuno a Roma vorrà pensare a che vengano sanciti tali paletti, non sarebbe male che, finchè la trattativa è in corso, qualcuno (Regione? SEA? ) si facesse vivo a Bruxelles (magari anche muovendo qualche parlamentare europeo lombardo) per attirare l'attenzione di quei tecnici/burocrati sul problema di cui si tratta che, ai fini della famosa "concorrenza) a livello territoriale è molto più importante dei presunti vincoli e vincoletti su cui si stanno accanendo con Roma.

spanna
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda spanna » sab 10 apr 2021, 14:48:44

- Una partita a scacchi con in gioco la mobilità del Paese e il posto di lavoro di 10 mila e 500 persone più altre 30 mila dell'indotto. Il braccio di ferro con l'Unione Europea sul futuro di Alitalia - dopo un incontro informale che si è tenuto mercoledì - sarebbe in dirittura di arrivo e secondo fonti molto vicine al dossier manca davvero poco per mettere a punto un documento congiunto Roma-Bruxelles. Un accordo di massima che metta un punto alla trattativa infinita e che permetterà al vettore romano di ripartire in una nuova veste prima della decisione europea sugli aiuti da 1,3 miliardi elargiti dal 2017.



Nelle ultime ore la compagnia italiana avrebbe chiesto all'Unione altri 17 milioni di euro di ristori per il mese di gennaio 2021. Soldi freschi che se la Ue accetterà di concedere per i danni da Covid 19, potrebbero sbloccare gli stipendi di aprile (oggi a rischio). Alitalia ha comunque ricevuto i 24 milioni di ristori Covid relativi alla mancata attività nei mesi di novembre e dicembre. Con quest'ultima erogazione la cifra totale sale a circa 295 milioni ma in totale mancano ancora 54 milioni rispetto ai 350 milioni richiesti da Roma.



Oggi il nodo centrale da sciogliere è quello degli slot di Alitalia a Linate: le bande di decollo e atterraggio dello scalo meneghino sono al 70% nelle mani della compagnia di bandiera. La Ue vorrebbe ridurle al 35% del totale cedendole ad altri concorrenti ma, così come avviene in Germania o Francia, Ita, società del Mef costituita per acquisire gli asset in liquidazione di Alitalia, vuole mantenere un numero corposo di bande orarie da sfruttare anche in futuro, passata la pandemia. Si dovrebbe arrivare ad un compromesso vicino al 40% del totale. Da ieri però anche il premier Mario Draghi ha messo le mani sul dossier e annunciato di voler verificare che le mosse di Bruxelles non siano troppo stringenti per il nostro Paese. E visti i via libera comunitari ai nuovi prestiti statali ad Air France oltre a quelli già elargiti a Lufthansa e altre compagnie, si cerca di alleggerire il carico che grava sull'Italia.



La Ue da mesi insiste sulla carta della discontinuità: nome da cambiare, flotta ridotta a 47 aerei, personale di circa 2.800 persone assunto con nuovo contratto di lavoro sul mercato delle "braccia" e non solo tra gli ex dipendenti della compagnia di bandiera ma anche tra gli addetti, ad esempio, di Air Italy oggi in liquidazione. Il marchio con la "A" tricolore cambierà mentre i punti MilleMiglia, handling e manutenzione saranno messi all'asta e ceduti. Alitalia potrà partecipare con una quota di minoranza ad esclusione dei rewards gestiti interamente da terzi e affittati da Roma. La Nuova Alitalia avrà, in sostanza, solo la parte volo.

....
https://www.repubblica.it/economia/2021 ... 295640274/
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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda Mattia » sab 10 apr 2021, 21:41:41

spanna ha scritto: sab 10 apr 2021, 14:48:44
- Una partita a scacchi con in gioco la mobilità del Paese e il posto di lavoro di 10 mila e 500 persone più altre 30 mila dell'indotto. Il braccio di ferro con l'Unione Europea sul futuro di Alitalia - dopo un incontro informale che si è tenuto mercoledì - sarebbe in dirittura di arrivo e secondo fonti molto vicine al dossier manca davvero poco per mettere a punto un documento congiunto Roma-Bruxelles. Un accordo di massima che metta un punto alla trattativa infinita e che permetterà al vettore romano di ripartire in una nuova veste prima della decisione europea sugli aiuti da 1,3 miliardi elargiti dal 2017.



Nelle ultime ore la compagnia italiana avrebbe chiesto all'Unione altri 17 milioni di euro di ristori per il mese di gennaio 2021. Soldi freschi che se la Ue accetterà di concedere per i danni da Covid 19, potrebbero sbloccare gli stipendi di aprile (oggi a rischio). Alitalia ha comunque ricevuto i 24 milioni di ristori Covid relativi alla mancata attività nei mesi di novembre e dicembre. Con quest'ultima erogazione la cifra totale sale a circa 295 milioni ma in totale mancano ancora 54 milioni rispetto ai 350 milioni richiesti da Roma.



Oggi il nodo centrale da sciogliere è quello degli slot di Alitalia a Linate: le bande di decollo e atterraggio dello scalo meneghino sono al 70% nelle mani della compagnia di bandiera. La Ue vorrebbe ridurle al 35% del totale cedendole ad altri concorrenti ma, così come avviene in Germania o Francia, Ita, società del Mef costituita per acquisire gli asset in liquidazione di Alitalia, vuole mantenere un numero corposo di bande orarie da sfruttare anche in futuro, passata la pandemia. Si dovrebbe arrivare ad un compromesso vicino al 40% del totale. Da ieri però anche il premier Mario Draghi ha messo le mani sul dossier e annunciato di voler verificare che le mosse di Bruxelles non siano troppo stringenti per il nostro Paese. E visti i via libera comunitari ai nuovi prestiti statali ad Air France oltre a quelli già elargiti a Lufthansa e altre compagnie, si cerca di alleggerire il carico che grava sull'Italia.



La Ue da mesi insiste sulla carta della discontinuità: nome da cambiare, flotta ridotta a 47 aerei, personale di circa 2.800 persone assunto con nuovo contratto di lavoro sul mercato delle "braccia" e non solo tra gli ex dipendenti della compagnia di bandiera ma anche tra gli addetti, ad esempio, di Air Italy oggi in liquidazione. Il marchio con la "A" tricolore cambierà mentre i punti MilleMiglia, handling e manutenzione saranno messi all'asta e ceduti. Alitalia potrà partecipare con una quota di minoranza ad esclusione dei rewards gestiti interamente da terzi e affittati da Roma. La Nuova Alitalia avrà, in sostanza, solo la parte volo.

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https://www.repubblica.it/economia/2021 ... 295640274/
Ah quindi qui si dice -40% non -10%? :whistle:

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Messaggio da leggereda malpensante » dom 11 apr 2021, 13:00:45

Also sprachen fonti ministeriali ed europee che lavorano al dossier



Alitalia, senza il marchio la newco rischia di perdere 500 milioni di euro

di Leonard Berberi
11 apr 2021

Il decollo senza il marchio «Alitalia» può costare 500 milioni di euro in cinque anni (tra mancati ricavi e spese extra per il marketing) a Italia Trasporto Aereo, la newco pubblica creata per rilanciare il vettore. Per questo quando il brand andrà all’asta tra i partecipanti vuole esserci pure ITA. È questo l’aspetto più delicato nelle comunicazioni di venerdì tra l’Antitrust Ue (che deve approvare il progetto italiano) e la società guidata dal presidente Francesco Caio e dall’amministratore delegato-direttore generale Fabio Lazzerini. Il nome si trasforma così nell’ultimo — e più complesso — fronte di battaglia con Bruxelles, raccontano al Corriere della Sera fonti ministeriali ed europee che lavorano al dossier.

I minori ricavi

Nella documentazione ricevuta dai tecnici della commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager — proseguono le fonti — le autorità italiane hanno inserito anche una valutazione dell’impatto che avrebbe sul piano industriale di Italia Trasporto Aereo l’impossibilità a poter svolgere le operazioni senza il brand «Alitalia». Nei primi due anni di attività la mancanza del marchio causerebbe alla newco tra i 250 e i 300 milioni di euro di minori ricavi. Questo non soltanto perché i clienti non conoscendo ITA finirebbero per comprare i voli — soprattutto intercontinentali — offerti da altre compagnie aeree. Ma anche perché la newco, poco o per nulla nota, sarebbe costretta a pagare maggiori commissioni per le vendite dei biglietti attraverso le agenzie di viaggio e i tour operator.

La promozione aggiuntiva

Non solo. ITA dovrebbe spendere altri 60-80 milioni di euro per la promozione — in Italia e nei Paesi in cui intende volare — del suo logo ex novo. A questi vanno aggiunti i costi fissi per le nuove divise, le livree e gli arredi interni degli aerei, i banconi del check-in, il sito web, la cartellonistica aeroportuale, eccetera. Poi ci sono i costi pubblicitari nei tre anni successivi — il cosiddetto «ongoing marketing» — che possono richiedere il 2% del fatturato annuale e stimati in almeno 100-120 milioni di euro.

La posizione Ue

A Bruxelles ritengono che ITA non debba nemmeno essere ammessa a gareggiare per aggiudicarsi il marchio, una posizione si scontra con le intenzioni della delegazione italiana che da settimane sta trattando per far decollare il nuovo vettore tricolore. In una delle ultime perizie il brand era valutato attorno ai 145 milioni di euro e spetterà ai tre commissari di Alitalia in amministrazione straordinaria decidere come procedere. Il logo di ITA — tre lettere con il tricolore a bande orizzontali — oltre a non aver ad oggi un valore non risulta nemmeno registrato o brevettato.

Le trattative

Sul fronte delle trattative le fonti europee spiegano che entro domenica sera, 11 aprile, a Bruxelles si aspettano l’ultima versione della controproposta italiana per quanto riguarda la flotta, gli slot, il brand, il ramo aviation, i servizi di terra, la manutenzione e il programma fedeltà (che contiene circa cinque milioni di clienti). Proprio il «MilleMiglia», in realtà, non dovrebbe più passare nel perimetro della newco e quindi sarà ceduto a terzi sempre attraverso una gara. Il giorno dopo, lunedì 12 aprile, il documento italiano sarà poi discusso con la commissaria Vestager. A quel punto inizierà l’ultima fase delle trattative: o ci sarà l’accordo entro pochi giorni o si andrà allo scontro frontale.

lberberi@corriere.it


https://www.corriere.it/economia/aziend ... bc0d.shtml

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Re: Nuntio vobis gaudium magnum, habemus piano

Messaggio da leggereda malpensante » dom 11 apr 2021, 13:03:30

La discontinuità fra Alitalia e ITA è già garantita dalla sostituzione della pasta ai pomodori Pachino con i tonnarelli cacio e pepe, ma che volete che ne capiscano a Bruxellles?

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Re:

Messaggio da leggereda malpensante » dom 11 apr 2021, 13:05:31

malpensante ha scritto: dom 11 apr 2021, 13:00:45 lunedì 12 aprile, il documento italiano sarà poi discusso con la commissaria Vestager. A quel punto inizierà l’ultima fase delle trattative: o ci sarà l’accordo entro pochi giorni o si andrà allo scontro frontale.
Spero che in settimana questa pagliacciata sia davvero finita.


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