piano salvataggio Alitalia: prestito ponte e commissari al lavoro per venderla

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robix
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda robix » mer 23 nov 2016, 11:29:14

L'errore è stato fatto nel 2009 scegliono hub a Fiumicino anziché Malpensa. E continuano per questa strada. Perché evidentemente l'hub di Fiumicino deve essere difeso e deve essere una condizione irrinunciabile. :indeciso: intanto però, a causa di questo, altri lavoratori verranno lasciati a casa e altri esternizzati sotto nuovo padrone e chissà cosa ne sarà del loro futuro. Intanto alitalia diventa sempre più piccola e si trasformerà in una low-cost anche sul lungo raggio dove da Fiumicino probabilmente partiranno soprattutto voli charter. Prima hanno distrutto malpensa e ora statto distruggendo pure alitalia. Il tutto per difendere il posizionamento su Fiumicino, dal quale non se ne vanno a costo di distruggere alitalia e licenziare. Che vergogna. Che schifo!
Il problema è che AZ non è mai stata una compagnia aerea ma prevalentemente un ministero romano che deve stare necessariamente a rrroma (e le cose non sono cambiate nell'era EY). Non dimentichiamoci che anche quando l'hub era a MXP, in realtà la base stava sempre a FCO (con assurdo continuo spostamento di equipaggi da Roma a Milano e viceversa) e comunque a FCO erano rimasti parecchi voli long-haul (infatti la pubblicità di AZ/KL parlava di "our unique three-hub system", a sottolineare come FCO era comunque hub a pieno titolo). AZ (intesa come struttura complessiva, al di là di chi la guidasse) non ha mai inteso spostarsi a MXP (hub più che altro imposto da KL) ed è a mio avviso logico che, finita l'alleanza con KL, AZ tornasse a quello che è per davvero il suo hub naturale. Egoisticamente la cosa a me fa anche piacere, perchè grazie alla scomparsa di AZ si sono potuti avere a MXP voli che altrimenti è probabile non sarebbero mai arrivati (pensavo obiettivamente che sarebbe arrivato di più sugli USA, ma purtroppo ci sono le varie JV che preferiscono fare transitare i passeggeri dai loro hubs).
A me va benissimo che AZ stia a FCO e sia di fatto una AliRoma (che la maggior parte delle persone del Nord Italia manco considerano per i loro viaggi long-haul) e le auguro pure ogni successo dall'amato mega-hubbe (per quanto possibile stando a FCO ...): mi inc... di brutto se però pretende di stare a FCO a spese del contribuente e di limitare MXP per permetterle di svilupparsi (si fa per dire) a FCO. (Su LIN invece la colpa la dò innanzitutto ai "milanesi" ed alla loro "passione" per il comodo cessy.)

RAV38
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda RAV38 » mer 23 nov 2016, 13:31:50

Concordo pienamente con Robix

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I-Alex
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda I-Alex » mer 23 nov 2016, 19:34:37

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milmxp
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda milmxp » mer 23 nov 2016, 20:19:41

L'errore è stato fatto nel 2009 scegliono hub a Fiumicino anziché Malpensa. E continuano per questa strada. Perché evidentemente l'hub di Fiumicino deve essere difeso e deve essere una condizione irrinunciabile. :indeciso: intanto però, a causa di questo, altri lavoratori verranno lasciati a casa e altri esternizzati sotto nuovo padrone e chissà cosa ne sarà del loro futuro. Intanto alitalia diventa sempre più piccola e si trasformerà in una low-cost anche sul lungo raggio dove da Fiumicino probabilmente partiranno soprattutto voli charter. Prima hanno distrutto malpensa e ora statto distruggendo pure alitalia. Il tutto per difendere il posizionamento su Fiumicino, dal quale non se ne vanno a costo di distruggere alitalia e licenziare. Che vergogna. Che schifo!
Il problema è che AZ non è mai stata una compagnia aerea ma prevalentemente un ministero romano che deve stare necessariamente a rrroma (e le cose non sono cambiate nell'era EY). Non dimentichiamoci che anche quando l'hub era a MXP, in realtà la base stava sempre a FCO (con assurdo continuo spostamento di equipaggi da Roma a Milano e viceversa) e comunque a FCO erano rimasti parecchi voli long-haul (infatti la pubblicità di AZ/KL parlava di "our unique three-hub system", a sottolineare come FCO era comunque hub a pieno titolo). AZ (intesa come struttura complessiva, al di là di chi la guidasse) non ha mai inteso spostarsi a MXP (hub più che altro imposto da KL) ed è a mio avviso logico che, finita l'alleanza con KL, AZ tornasse a quello che è per davvero il suo hub naturale. Egoisticamente la cosa a me fa anche piacere, perchè grazie alla scomparsa di AZ si sono potuti avere a MXP voli che altrimenti è probabile non sarebbero mai arrivati (pensavo obiettivamente che sarebbe arrivato di più sugli USA, ma purtroppo ci sono le varie JV che preferiscono fare transitare i passeggeri dai loro hubs).
A me va benissimo che AZ stia a FCO e sia di fatto una AliRoma (che la maggior parte delle persone del Nord Italia manco considerano per i loro viaggi long-haul) e le auguro pure ogni successo dall'amato mega-hubbe (per quanto possibile stando a FCO ...): mi inc... di brutto se però pretende di stare a FCO a spese del contribuente e di limitare MXP per permetterle di svilupparsi (si fa per dire) a FCO. (Su LIN invece la colpa la dò innanzitutto ai "milanesi" ed alla loro "passione" per il comodo cessy.)
No beh in realtà durante gli ultimi tempi dell'hub a Roma c'erano voli giornalieri per New York e Newark, 3 voli a settimana per Tokyo e Buenos Aires e 2 per Caracas. Non era molto, secondo me la cosa insensata era avere praticamente una rete continentale che rappresentava circa il 60-70% di quella di Malpensa. Poi un'altro problema secondo me è stata la scarsa collaborazione con Skyteam,ai tempi il volo Korean arrivava solo a FCO (nonostante l'hub principale fosse MXP), così come quelli di China Airlines (che comunque orbitava in Skyteam) ecc... tutte destinazioni all'epoca blindate dai bilaterali; solo Delta e KLM sembravano collaborare davvero con MXP, gli altri nisba.

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda robix » gio 24 nov 2016, 09:28:37

No beh in realtà durante gli ultimi tempi dell'hub a Roma c'erano voli giornalieri per New York e Newark, 3 voli a settimana per Tokyo e Buenos Aires e 2 per Caracas. Non era molto, secondo me la cosa insensata era avere praticamente una rete continentale che rappresentava circa il 60-70% di quella di Malpensa. Poi un'altro problema secondo me è stata la scarsa collaborazione con Skyteam,ai tempi il volo Korean arrivava solo a FCO (nonostante l'hub principale fosse MXP), così come quelli di China Airlines (che comunque orbitava in Skyteam) ecc... tutte destinazioni all'epoca blindate dai bilaterali; solo Delta e KLM sembravano collaborare davvero con MXP, gli altri nisba.
Negli ultimi tempi dell'hub a MXP i voli long-haul erano stati tagliati anche a MXP. All'inizio dell'hub a MXP (fine anni '90 inizio '00) mi capitava ogni tanto di volare con AZ per lavoro (ci tengo a precisare che la scelta della compagnia non era mia, infatti per vacanza volavo comunque con altre) e mi ricordo che l'orario cartaceo prevedeva diversi IC da FCO, anche se meno rispetto a MXP: se non ricordo male alcuni voli operavano a giorni alterni da/su MXP e FCO. Quello che è sicuro è che la base del long-haul è sempre rimasta a FCO, in quanto il personale AZ non voleva lasciar l'amata rrroma.

spanna
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda spanna » gio 24 nov 2016, 09:38:48

I soldi sono tutt'altro che finiti: per ora il problema è solo sulla carta, perché hanno azzerato il patrimonio ma la cassa non è ancora vuota. Probabilmente un altro anno potrebbe bastare.
None :nonono:
Dragoni dice che a marzo finisce la liquidita', quindi entro marzo occorre alimentare la fornace con nuovi quattrini

intanto angela zoppo su MF scrive oggi:
accertata la scarsa disponibilità dei soci italiani a ulteriori iniezioni di liquidità, resta soprattutto sulle spalle di Etihad il peso di sostenere i conti in rosso Alitalia, di cui detiene il 49%. Il consiglio d'amministrazione per l'esame delle linee del piano industriale, previsto per ieri, è stato rinviato e la nuova data verrà fissata la prossima settimana. Secondo indiscrezioni, la riunione del board potrebbe slittare addirittura a metà dicembre, non tanto per scavallare il referendum del 4 dicembre quanto perché un supplemento di tempo sarebbe utile a definire almeno alcuni dei molti aspetti ancora irrisolti. Ma intanto, in vista della chiusura in rosso dell'esercizio 2016, la priorità è la stampella finanziaria per il patrimonio, con l'obiettivo anche di alleggerire il debito della compagnia, che per quest' anno aveva messo in cima all'agenda proprio la riduzione degli oneri finanziari. L'indebitamento finanziario non corrente, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ammonterebbe a circa 800 milioni, di cui quasi 500 milioni, ossia oltre il 60%, sono riferiti ai bond, Il 30 luglio 2015 infatti Alitalia ha emesso le sue prime obbligazioni per 375 milioni di curo nell' ambito del progetto Dolce Vita. La scadenza è prevista nel 2020 e Alitalia offre una cedola del 5,25% su base annua. Due mesi dopo ne sono state emesse altre, per un valore di 116 milioni, che rientrano nel cosiddetto Project Box, operazione voluta da Etihad per fornire finanziamenti ai suoi equity partner. Per questo tra le prime misure c'è l'impegno del socio emiratino a rimborsare anticipatamente parte delle obbligazioni a scadenza, convertendole in azioni senza diritti di voto che non faranno aumentare la quota detenuta, che è già la massima prevista dalle norme Ue per un vettore extra-comunitario. Altro discorso invece è il finanziamento del piano. Fonti bancarie lo mettono in collegamento con l'attivismo di Etihad nel cercare nuovi fondi sul mercato. L'importo del suo primo bond sukuk, rispettoso cioè dei precetti della finanza islamica e ormai in rampa di lancio, è stato portato da 1 miliardo fino a un massimo di 1,5 miliardi di dollari. Sui contenuti del piano, invece, l'amministratore delegato Cramer Ball si sforza di mantenere calmi i dipendenti, allertati dalle voci di nuovi esuberi. Ma intanto il taglio dei costi è obbligato e si cominciano a chiudere le rotte non profittevoli, come la Roma-Instanbul. Per tornare a Etihad, sembra raggiunto almeno l' accordo per il salvataggio di airberlin, vettore tedesco partecipato Al 29,9% da Etihad. Il cda del gruppo turistico tedesco Tui ha approvato lo spin-off del suo vettore Tuifly per combinarne le attività con quelle di Airberlin. La nuova compagnia avrà una flotta di 60 aerei e servirà destinazioni turistiche da Germania, Austria e Svizzera. Il capitale della newco sarà detenuto per il 25% da Etihad, per il 24,8% da Tui e per il 50,2% da una fondazione austriaca.
Countdown verso la dissoluzione della grande meretrice aerea: conteggio iniziato!
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FlyCX
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda FlyCX » gio 24 nov 2016, 11:22:44

I soldi sono tutt'altro che finiti: per ora il problema è solo sulla carta, perché hanno azzerato il patrimonio ma la cassa non è ancora vuota. Probabilmente un altro anno potrebbe bastare.
None :nonono:
Dragoni dice che a marzo finisce la liquidita', quindi entro marzo occorre alimentare la fornace con nuovi quattrini
...
Ok, grazie: me l'ero perso.
C'è stato allora un drastico peggioramento della situazione negli ultimi mesi perchè fino a poco tempo fa la situazione di cassa non era drammatica.
“È bastato che O’Leary prevedesse il fallimento della nostra compagnia, che, da quel momento, è aumentato il nostro fatturato” il soggetto non è Alitalia ma Lufthansa

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda robix » gio 24 nov 2016, 11:26:45

I soldi sono tutt'altro che finiti: per ora il problema è solo sulla carta, perché hanno azzerato il patrimonio ma la cassa non è ancora vuota. Probabilmente un altro anno potrebbe bastare.
None :nonono:
Dragoni dice che a marzo finisce la liquidita', quindi entro marzo occorre alimentare la fornace con nuovi quattrini
...
Ok, grazie: me l'ero perso.
C'è stato allora un drastico peggioramento della situazione negli ultimi mesi perchè fino a poco tempo fa la situazione di cassa non era drammatica.
Credo che si aspettassero di guadagnare (parecchio) nel Q3 ed invece è andato male: quindi non solo niente cash aggiuntivo, ma ulteriori perdite ed erosione della liquidità.

spanna
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda spanna » gio 24 nov 2016, 12:59:50

diciamo che alitalia ha passato questi quasi due anni a mascherare il suo effettivo stato economico e finanziario. Non solo i suoi massimi dirigenti, ma anche gli azionisti si sono ben guardati dal lasciar trapelare dubbi. La pubblicazione dei dati e' stata totalmente arrestata, a parte gli obblighi di legge.
Ma gia' quando e' stato recuperato il famoso bilancio al primo trimestre 2015 chi voleva capire ha capito tutto. Poi c'e' stata la cacciata di cassano, altra cartina di tornasole. Il fatto che la cassa vada ad esaurimento cosi' presto, nonostante i 600 milioni di obbligazioni emesse (angela zoppo dimentica la terza emissione, quella fatta tramite EA PARTNERS II BV, per un importo di ulteriori 100 milioni circa) per me significa che la situazione e' ancora piu' brutta di come la si dipinge. Vuol dire che si stanno imputando a cespite parecchi costi correnti per imbellettare il bilancio, come rilevato anche da un'analisi riportata alcune settimane fa riguardante la manutenzione.
Adesso vorrei capire cosa succede, data la scarsita' di liquidi, cosa succedera' al programma di rinnovamento della flotta, densificazione, riverniciatura, wi-fi ecc... che prevedeva investimenti consistenti da effettuare quest'inverno. Si fermano per mancanza di fondi ed in attesa del nuovo piano industriale o continuano come se nulla fosse? Staremo a vedere.
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda FlyCX » gio 24 nov 2016, 15:42:12

...
Adesso vorrei capire cosa succede, data la scarsita' di liquidi, cosa succedera' al programma di rinnovamento della flotta, densificazione, riverniciatura, wi-fi ecc... che prevedeva investimenti consistenti da effettuare quest'inverno. Si fermano per mancanza di fondi ed in attesa del nuovo piano industriale o continuano come se nulla fosse? Staremo a vedere.
Ti piacerebbe ...
Non lo sanno neanche loro!! :green: :green: :green:
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda C-ALEX » gio 24 nov 2016, 18:38:02

Ragazzi domanda seria
Martedì potrei prenotare il mio ritorno in Alitalia sarò ancora 5* ho già low cost...
Più seriamente rischio di sciopero selvaggio ....

(Tranquilli breve ritorno in Alitalia MXP - FCO solo andata perchè Easy non ha il volo del mattino Martedi :duro: )

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda FlyCX » gio 24 nov 2016, 19:11:59

Ragazzi domanda seria
Martedì potrei prenotare il mio ritorno in Alitalia sarò ancora 5* ho già low cost...
Più seriamente rischio di sciopero selvaggio ....
A breve non succede niente, dopo natale vedremo.
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda spanna » ven 25 nov 2016, 08:42:11

Ragazzi domanda seria
Martedì potrei prenotare il mio ritorno in Alitalia sarò ancora 5* o già low cost...
tranquillo, LC o 5* non cambia niente, quando entri in aereo trovi la stessa alitalia di sempre. I manager fanno le dichiarazioni ma i dipendenti non vengono neanche informati, continuano a fare le stesse cose che facevano 30 anni fa.
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda spanna » ven 25 nov 2016, 08:52:27

dal corriere di oggi, intervista a delrio:
Alitalia, secondo le indiscrezioni, si appresta a dichiarare 2 mila lavoratori in esubero. Le risulta?
«Sono in contatto con i vertici della società. C'è bisogno di un piano di rilancio perché il 2016 è stato ancora un anno difficile. Contiamo che esso non sia basato sui sacrifici a carico dei lavoratori».
Etihad potrebbe mollare?
«Non mi risulta proprio»
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Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda malpensante » ven 25 nov 2016, 09:51:53

Risposta diplomatica, ma non smentisce gli esuberi.

Di novità in Alitalia c'è l'abbandono del ritornello "l'anno prossimo pareggio, il successivo profitti", la costante dunque resta che ogni paio d'anni si riduce la flotta NB, insieme all'occupazione, in un mercato in crescita continua.

Siamo all'Alitalia + AirOne<Alitalia (t-1).

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda robix » ven 25 nov 2016, 10:08:15

... la costante dunque resta che ogni paio d'anni si riduce la flotta NB, insieme all'occupazione, in un mercato in crescita continua ...
O AZ per il corto raggio passa ad un LC completo (cioè non solo come servizio - ci sono già - ma anche come costi, e qui la vedo molto dura), oppure non potrà mai competere con le LC, ed allora mi sembra logico ridurre la flotta NB e concentrarsi sui feeders da/per FCO ed i PTP da/per LIN (per chi ancora preferisce il cessy, anche se si paga di più per avere di fatto lo stesso servizio offerto da EZY e FR).

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda robix » ven 25 nov 2016, 12:02:02

Articolo segnalato da "AZ 209" su AC:

http://www.reuters.com/article/us-alita ... SKBN13J1Q2

"Alitalia may cut up to 2,000 jobs in turnaround plan: sources
An Alitalia hostess looks at a model of Airbus 330 before a news conference at Malpensa Airport near Milan, Italy, October 20, 2014. REUTERS/Alessandro Garofalo/File Photo

By Stanley Carvalho and Agnieszka Flak | ABU DHABI/MILAN

Alitalia could cut up to 2,000 jobs as controlling shareholder Etihad Airways pushes for sweeping changes to turn the loss-making airline around, according to sources close to the matter.

The Italian carrier may also ground at least 20 planes to cut certain unprofitable routes on domestic and regional services where it is struggling to compete with low-cost rivals and high-speed trains, the sources told Reuters.

It is likely to remain loss-making for the next two to three years even if it carries out the job cuts of around a sixth of its workforce and the plane groundings, said one of the sources.

But a failure to slow the airline's decline and ultimately reverse its fortunes would not only see Abu Dhabi state-owned Etihad take further financial hits on its investment, but deal a significant setback to its European expansion ambitions.

It would also represent a defeat for the Italian government, which regards Alitalia as a strategic asset and a matter of national pride, denting its industrial strategy aimed at attracting foreign investment.

Yet Rome is in a tough position, as news of possible job cuts at Italy's flag carrier come at a sensitive time - days from a Dec. 4 referendum on constitutional reforms that Prime Minister Matteo Renzi has staked his political future on.

Alitalia said the next phase of its industrial plan would be presented to its board of directors and its staff soon and that it would not comment on any speculation until then.

Etihad, which owns 49 percent of the carrier, declined to comment.

FRUSTRATION

Etihad invested 560 million euros ($591 million) in Alitalia in 2014 as part of a wider 1.76 billion euro rescue deal, seeking to expand its global reach with access to Europe's fourth-largest travel market, and pledged to return the airline to profitability by 2017.

Rome helped engineer the rescue, hailing it an example of Italy's attractiveness for foreign investors.

But two years after the deal was signed, Alitalia is losing half a million euros a day.

Alitalia management is now studying several options to boost revenues and create an operator that can finally yield a profit. No final decision has yet been taken, sources say.

The options include cutting between 700 and 2,000 jobs of the airline's 12,700 workers, according to three sources. This could put Etihad and Alitalia management on a collision course with unions - which have gone on strike over cost cuts in the past - as the busy Christmas travel season nears.

Alitalia is also considering grounding at least 20 planes, mostly Airbus 320 aircraft, said two of the sources.

The airline is also trying to renegotiate the terms of an alliance with Air France-KLM (AIRF.PA) and U.S. carrier Delta Air Lines (DAL.N) to boost traffic on higher-margin transatlantic routes.

When Etihad took its 49 percent stake in the carrier, it promised to slash costs, turn Rome's Fiumicino airport into an intercontinental hub, improve the airline's cargo business and add new long-haul connections from Rome and Milan, keen to expand in Europe's fourth-largest travel market.

But the turnaround hit problems after low-cost airlines such as Ryanair (RYA.I) expanded more aggressively in Italy, putting more pressure on Alitalia's domestic and regional services, and after militants attacks across Europe dented passenger numbers.

Last month Etihad CEO James Hogan used an interview with Italy's daily Corriere della Sera to vent his frustration about unions who hamper his efforts by taking to the streets over cost cuts and accused Rome of failing to support his turnaround plan.

The government responded by saying it had fulfilled all its commitments towards Alitalia.

EUROPEAN STRUGGLE

Alitalia needs money to invest in its long-haul business, but its existing Italian shareholders are unwilling to pour in any more cash.

The group of Italian shareholders, which control a combined 51 percent stake and include Italy's two biggest banks UniCredit (CRDI.MI) and Intesa Sanpaolo (ISP.MI), have long ceased to take an active interest in the airline.

One option discussed is the conversion of a bond into semi-equity financial instruments without voting rights, allowing Etihad to invest more without breaching the ownership limit that ensures Alitalia retains its European status, according to two sources.

However, whether Etihad is prepared to invest more is uncertain.

"In the low oil price environment, it will be a big challenge for Etihad to convince Abu Dhabi for more cash," said one of the sources. "They've already pumped in a lot in Alitalia and others. It is time to get some money back."

Etihad's first major investment in Europe – Air Berlin – has also proven a struggle to turn around. Etihad is now in talks to buy some of its tourism operations and combine those into a new joint venture as part of a drastic restructuring that will see Air Berlin's fleet halve in size.

Ultimately the options for Alitalia remain few and far between, unless another cash-rich investor can be found or it can be folded under a bigger and financially stronger European player, industry sources and analysts have said.

Italian media suggested that German airline Lufthansa (LHAG.DE) could buy into Alitalia, but both airlines denied those rumors.

"The low-cost carriers are getting stronger, Alitalia is weak in Italy and Europe, is a tiny player in intercontinental traffic and has little money to invest," said Andrea Giuricin, a transport analyst at Milan's Bicocca university.

"Either Etihad finds a European solution to Alitalia or lets it close up shop, although I doubt Rome would allow that."
"

Suggerirei al governo italiano di guardare altrove se cerca assets strategici che rendano l'Italia orgogliosa ("It would also represent a defeat for the Italian government, which regards Alitalia as a strategic asset and a matter of national pride, ..."): c'è proprio da essere orgogliosi dei successi (o forse fallimenti ?) di Alitalia e dei benefici che ha apportato all'economia italiana (ed alle casse dello Stato).

spanna
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda spanna » ven 25 nov 2016, 15:13:36

.... ed allora mi sembra logico ridurre la flotta NB e concentrarsi sui feeders da/per FCO ed i PTP da/per LIN (per chi ancora preferisce il cessy, anche se si paga di più per avere di fatto lo stesso servizio offerto da EZY e FR).
non e' cosi semplice robix. E' lo stesso ragionamento che hanno fatto CAI e SAI, e guarda i risultati. Questi pensano che prima o poi, continuando a fare tagli, arriveranno ad una dimensione sostenibile, ma non e' affatto detto. Intanto la dimensione sostenibile non si sa neanche se esiste. C'e' un famoso precedente che appartiene ad un manager di TWA che ad un certo punto dichiaro': "We're gonna' shrink this airline 'til it's profitable", e sappiamo tutti com'e' finita TWA. E poi, anche se esiste, bisogna vedere dove esattamente si trova. Potrebbero scoprire che comunque LIN non fa parte del perimetro sostenibile, per esempio. Potrebbero scoprire che il perimetro sostenibile a FCO e' molto, molto piccolo. La mia impressione e' che i tagli che vengono operati ogni volta sono insufficienti per puntare ad una reale sostenibilita'. Per esempio alla nascita di SAI io e molti altri dicemmo subito che i tagli erano insufficienti. E' come se alitalia si muovesse sempre in ritardo di alcuni anni rispetto ad un mercato che e' molto dinamico e sposta continuamente in avanti il traguardo. Hogan si e' mostrato stupito di essersi trovato FR al 50% del mercato. Ovviamente FR non e' al 50%, ma questo management viene spiazzato con una facilita' inspiegabile, spia del ritardo grave con cui si muove. Le anticipazioni del nuovo piano che sono trapelate mi sembrano un remake totale dell'ultimo. Di nuovo tagli al MR, di nuovo tagli al personale, non solo navigante. Di nuovo ho l'impressione che si tratti di tagli insufficienti rispetto all'attuale situazione di mercato, e alle prospettive dei prossimi 2 o 3 anni, dove si vedra' ancora una crescita non solo di FR, cosa che ormai anche il lento management di alitalia penso avra' intuito, ma anche di DY che si sta attrezzando per far partire i primi voli LR da FCO. La mia domanda e': ma questi manager che parlano di sviluppo del LR da FCO, e che vorrebbero aprire nuovi voli TATL verso l'america, si rendono conto della minaccia incombente? Io non lo so, ma ho come il dubbio che si faranno trovare ancora una volta impreparati, non ho sentito di azioni particolari volte a prevenire la minaccia. La verita' e' che fino a quando non si sentiranno i discorsi giusti che si devono sentire per una reale ripresa di alitalia, penso che la compagnia continuera' a perdere. Prima di tutto il segmento business. Finche' alitalia parla di mercato dei turisti, di mancata pubblicita' a spese del governo per promuovere il turismo, significa che questi stanno andando nella direzione sbagliata. Il mercato su cui si deve focalizzare e' quello del business, dei manager italiani che vanno all'estero. Questo e' il primo mercato per ogni compagnia che si rispetti, lo e' per LH, lo e' per AF, lo e' per KLM, lo e' per IB, lo e' per BA. Finche' alitalia non ne parla significa che sta andando nella direzione sbagliata. Il secondo discorso giusto che vorrei sentire ma che ancora non sento e' quello del recupero del mercato del nord italia. O meglio, qualche volta si sente qualche frase buttata li' in qualche intervista, ma non si vedono azioni conseguenti. Solo un paio di mesi fa hanno tagliato alcuni voli da MXP per SVO, ALG, e TUN (mi pare, vado a memoria), quindi le azioni vanno esattamente in senso opposto a quello auspicabile. Il feed per AUH da VCE e' largamente insufficiente per intercettare il mercato veneto. Alla magliana non devono pensare che il nord italia si accontenti dei feed per FCO, e tantomeno devono pensare che i lombardi siano particolarmente sensibili ai voli da LIN per tutt'italia. Quest'ultimo e' un mercato dominato dalla variabile prezzo, come dimostrano i prezzi stessi di alitalia continuamente in calo su tutte le direttrici. Il succo del discorso e' che alitalia, ancora una volta, per quanto possibile giudicare da cio' che e' trapelato finora, sembra andare nella direzione sbagliata, rifacendo gli stessi errori commessi da CAI e da SAI. I risultati, c'e' da scommettere, non saranno molto diversi.
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda I-GABE » ven 25 nov 2016, 15:49:46

... ho come la vaga impressione che i manager non percepiscano la minaccia, o meglio non la percepiscano tale!
Quando sei convinto che qualche deus-ex-machina ti aiutera' a mantenere lo status quo, non hai alcun incentivo a cambiare le cose.

milmxp
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda milmxp » ven 25 nov 2016, 16:17:30

... ho come la vaga impressione che i manager non percepiscano la minaccia, o meglio non la percepiscano tale!
Quando sei convinto che qualche deus-ex-machina ti aiutera' a mantenere lo status quo, non hai alcun incentivo a cambiare le cose.
Il fatto che si sia posticipato tutto a dopo il referendum potrebbe far presagire la prossima edizione di "Tanto paga pantalone".

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda cesare.caldi » ven 25 nov 2016, 17:53:17

(Tranquilli breve ritorno in Alitalia MXP - FCO solo andata perchè Easy non ha il volo del mattino Martedi :duro: )
Tra poco Easyjet non avrà piu' nessun volo sulla MXP-FCO visto che chiude la rotta...
Cosa farai in futuro? Prenderai Alitalia o il treno?

KittyHawk
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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda KittyHawk » ven 25 nov 2016, 17:57:19

Gli Dei accecano coloro che vogliono perdere. Ogni volta cambia la compagine azionaria, ogni volta cambia la dirigenza, eppure Alitalia continua imperterrita a ripetere gli stessi errori e gli stessi comportamenti perniciosi. E altrettanto inflessibilmente il destino è sempre lo stesso: fallimento.

Il primo lo potremmo definire “sindrome da rendita di posizione”. Posizione che poteva valere, magari, parecchi anni fa, ma che ormai non esiste più, senza che se ne vogliano rendere conto. E quando se ne accorgono è trascorso troppo tempo e nel frattempo il danno è fatto. Rientra a pieno titolo in questa categoria il credersi “la” compagnia aerea italiana, quella che una volta nel mondo, nazione per nazione, si chiamava “compagnia di bandiera”. Era una rendita di posizione di tipo ricattatorio, sia da parte dei dipendenti verso la società sia da parte della società verso lo Stato. Potere che derivava dalla possibilità di creare il caos, dato che buonissima parte dei collegamenti aerei da, verso e in Italia erano monopolio di Alitalia. E fermare Alitalia significava fermare l’Italia. Ma da quanti anni si sono liberalizzati i cieli europei, da quanti anni si assiste all’avanzata di accordi Open Sky? Eppure sembra se ne siano accorti solo ieri, senza riuscire a farsene una ragione, capaci solo di lamentarsi perché le low cost hanno rubato loro spazio, in tutti i sensi, ancora increduli dall’aver scoperto che il loro ricatto non funziona più.
Assieme persiste imperterrita la fiducia sulla rendita di posizione fisica, di cui Linate è l’esempio emblematico. Era in partenza l’AV ferroviaria e in Alitalia pensavano a riempire di voli la Milano-Roma. Ryanair si insediava a Orio e Easyjet a Malpensa e a Roma pensavano che il solo fatto di posizionare i loro aerei a pochi chilometri dal Duomo li avrebbe preservati dalla concorrenza. Poveri illusi.

La seconda pecca di Alitalia è la mancanza di visione, il rincorrere modelli di business altrui. Senza peraltro la capacità o la volontà di arrivare fino in fondo. Alitalia CAI anni fa avevano aperto basi su basi, in parte per seguire il modello Ryanair, che sfrutta molteplici basi per abbattere i costi dei dipendenti, in parte per alimentare l’hub naturale senza bisogno di night stop. Sono andati avanti per qualche tempo per poi chiudere le basi una a una, reintroducendo i night stop o facendo partire molto presto voli (praticamente vuoti) da Roma verso la periferia per raccattare transiti.
Adesso a Roma vogliono buttarsi sul lungo raggio, cosa che avrebbero dovuto fare subito, parecchi anni orsono, quando bastava vedere cosa stavano facendo le vere major europee per capire che battersi contro le low cost era, probabilmente, una battaglia persa in partenza. Partendo in ritardo, un’Alitalia debole si troverà adesso a dover combattere ancora contro le low cost, che stanno per entrare anche loro nel lungo raggio.
O anche il modo con cui si aprono e chiudono destinazioni, dove gli investimenti per aprire una nuova rotta vengono vanificati dal suo repentino abbandono. Un povero frequentatore di forum può tranquillamente sbagliarsi sulle destinazioni da aprire, basandosi sui suoi desideri o su quanto suggerito dall’amico del cugino del portiere, ma chi gestisce una linea aerea ha già tutti i dati di flusso (e altro) per capire dove vale la pena provare.
Ma peggio ancora è il non sapere mai “cosa fare da grandi”. Non si può passare, nell’arco di nemmeno 18 mesi, dalle ambizioni - vabbè, diciamo velleità – del diventare una compagnia a 5 stelle, dall’essere “la compagnia più sexy d’Europa”, a inseguire il modello low cost su prezzi e qualità del servizio.

Il terzo errore è quello di non focalizzarsi sulla sostenibilità annuale di una rotta. Tener fermo un aereo costa e, a parte le naturali messe a terra per i cicli di manutenzione programmati, un velivolo dovrebbe volare sempre, ad agosto come a febbraio. Ma perché ciò accada occorre che i passeggeri non siano stagionali, ossia che non siano in maggioranza turisti, ossia che non siano quelli che Alitalia cerca prevalentemente. Si potrebbe obiettare che anche Ryanair lascia al prato parecchi aerei d’inverno, ma gli irlandesi hanno una struttura dei costi e una capacità di far volare ininterrottamente gli aerei nella bella stagione e un'abilità di trovar ricavi in modi alternativi che evidentemente i conti tornano, cosa che Alitalia non è in grado di fare o copiare.

Ci eravamo forse illusi che con l’arrivo di manager di scuola anglosassone le cose potessero cambiare anche in Alitalia. Così non è stato. Forse perché ci eravamo dimenticati che Hogan & Co avrebbero potuto applicare il consiglio “When in Rome, do as the Romans do”. E sembra che l'abbiano fatto.

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda robix » ven 25 nov 2016, 18:12:46

@spanna

Ovviamente non posso che essere d'accordo con te. Tuttavia, escludendo rivoluzioni copernicane che non vedo proprio all’orizzonte (AZ è sempre saldamente in mani “romane” e vi è pure la scusa che a MXP c’è già stata ed ha perso "un sacco de sordi" … come se a FCO invece li guadagnasse), se AZ deve restare a FCO + LIN e di soldi da investire sostanzialmente non ce ne sono, l’unica strategia possibile mi pare:

- tagliare i costi sul corto, in modo da tentare di competere con le LC (ed allora LIN a Milano può essere effettivamente un vantaggio, se la tariffa offerta è simile a quella delle LC);
- puntare sul lungo raggio turistico, perché a FCO quello c’è (compresi i turisti “ricchi” che viaggiano in business);
- sperare di prendere qualche transito a FCO dal Nord Italia anche sui viaggi d’affari (di Alitalia fans ce ne sono ancora molti, anche se sempre più scocciati del sito / APP che non funzionano e dal servizio non certo esemplare).

Poi su altro forum c’è chi è convinto che offrendo il prodotto giusto (le famose 5 stelle) la posizione non favorevole di FCO per il Nord America (ed altre aree) passerebbe in secondo piano e si potrebbe quindi attirare a FCO il traffico business o comunque pregiato dal Nord Italia anche praticando tariffe remunerative (sempre se si riuscisse ad attenuare i vincoli della JV Atlantica, ovviamente): se anche fosse vero (personalmente ne dubito molto), il progetto delle 5 stelle è stato comunque abbandonato e quindi l’unico modo per attirare i passeggeri a FCO è di applicare tariffe basse (e quindi addio yields).

Giustamente poi sottolinei come DY stia puntando su FCO per il long-haul, andando ad erodere esattamente quella che oggi è la base a cui punta AZ (cioè i turisti): è vero che DY almeno all’inizio farà pochi voli, ma è chiaro che se dovesse crescere (e proprio sul Nord America !) sarebbe un problema in più non da ridere.

Oggi credo che AZ sia abbastanza in un vicolo cieco e che la strada della riduzione dei costi (e della flotta NB) sia sostanzialmente obbligata: poi sono d’accordo che non è detto che riducendoti inizi a fare soldi o comunque a perdere (in proporzione) di meno.

In attesa della nomina di Copernico come AD di AZ …

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda easyMXP » ven 25 nov 2016, 18:45:42

Ogni volta cambia la compagine azionaria, ogni volta cambia la dirigenza, eppure Alitalia continua imperterrita a ripetere gli stessi errori e gli stessi comportamenti perniciosi.
Perché non cambiano 2 cose fondamentali:
- il vero azionista, ovvero il Governo, e gli interessi che questo tutela (FCO e sottobosco romano)
- tutto il management al di sotto dei pochi top managers, che da un lato verranno sicuramente informati in modo tendenzioso, dall'altro nulla possono se tutto il management continua a fare quello che ha sempre fatto, male come ha sempre fatto.
Ci eravamo forse illusi che con l’arrivo di manager di scuola anglosassone le cose potessero cambiare anche in Alitalia. Così non è stato. Forse perché ci eravamo dimenticati che Hogan & Co avrebbero potuto applicare il consiglio “When in Rome, do as the Romans do”. E sembra che l'abbiano fatto.
Se i top manager non sono dei fenomeni, non hanno mano libera e hanno tutto il resto del management che si fa gli affari suoi non possono fare un granché.

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Re: Nuovo piano, nuovo salvataggio? Alitalia low cost?

Messaggio da leggereda cesare.caldi » ven 25 nov 2016, 18:47:52

Tra l'altro vogliono mettere a terra 15-20 Airbus di medio raggio, ma c'è il rebus di quali rotte tagliare:

se tagliano i voli per FCO riducono il feederaggio verso l'hub e allora come lo alimenti il lungo raggio attuale e quello futuro visto che vogliono crescere in questo settore?

se tagliano i voli p2p a LIN, vuol dire perdere gli slot che verrebbero probabilmente assegnati ad altre major in attesa di aspirare ancora piu' pax vedi LH che vuole aprire MUC, oppure andrebbero alle low cost con probabile sbarco di Ryanair e Vueling a Lin e allora sarebbero dolori...

Qualunque cosa scelgono ne escono male...


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