MXP: un futuro low-cost?
MXP: un futuro low-cost?
Se per fare un hub c'è bisogno di un hub carrier, e questi si sono già tutti accasati, che futuro può avere MXP? Ci può essere un'altra strada da percorrere, oltre a quella tentata finora? Visto che in questo forum si riesce a svolgere ragionamenti non per schemi preconcetti, vorrei provare a discutere con voi un'ipotesi bizzarra, ma non più di tanto.
Lo scenario
MXP si sta conquistando il poco invidiabile destino di "hub carrier killer". Dopo la dipartita di AZ, anche LHI, su cui molti avevano riposto parecchie speranze, abbandona la brughiera. Come del resto stanno facendo o faranno (probabilmente) le major europee. Qualcuno si sposta anche a FCO. Gli alberghi sono semivuoti, a quanto si riporta, ma ciò nonostante ne apre un altro, con delle tariffe davvero aggressive. La principale compagnia è Easyjet, che a MXP ha la sua seconda base europea e prima continentale.
La stravagante ipotesi
Nel mondo diverse aziende hanno fatto e stanno facendo la loro fortuna basandosi sul concetto di risparmio. Ikea, H&M, Zara, giusto per fare alcuni nomi, hanno conquistato il mercato fornendo beni a basso costo. Si fossero mosse come un Cassina o un YSL o un Gucci forse non sarebbero diventate quelle che sono.
Ed è qui che scaturisce il folle pensiero: se al posto di cercare di rincorrere MUC o qualche altro hub di media grandezza, MXP puntasse a divenire il più grande aeroporto LC europeo? Prima o poi anche nei voli LR troveremo dei carrier LC (lo Skytrain di Sir Freddy Laker anticipò già l'idea alcuni decenni fa) e diventare il punto di "transito" europeo di tutti i viaggiatori che mirano a viaggiare nel mondo a basso costo non sarebbe male.
Si tratterebbe di "transiti" un po' particolari, magari con diverse ore libere e pernottamenti economici tra un volo e l'altro, ma porterebbero comunque occupazione e ricchezza.
Potrebbe essere questo il futuro di MXP?
Lo scenario
MXP si sta conquistando il poco invidiabile destino di "hub carrier killer". Dopo la dipartita di AZ, anche LHI, su cui molti avevano riposto parecchie speranze, abbandona la brughiera. Come del resto stanno facendo o faranno (probabilmente) le major europee. Qualcuno si sposta anche a FCO. Gli alberghi sono semivuoti, a quanto si riporta, ma ciò nonostante ne apre un altro, con delle tariffe davvero aggressive. La principale compagnia è Easyjet, che a MXP ha la sua seconda base europea e prima continentale.
La stravagante ipotesi
Nel mondo diverse aziende hanno fatto e stanno facendo la loro fortuna basandosi sul concetto di risparmio. Ikea, H&M, Zara, giusto per fare alcuni nomi, hanno conquistato il mercato fornendo beni a basso costo. Si fossero mosse come un Cassina o un YSL o un Gucci forse non sarebbero diventate quelle che sono.
Ed è qui che scaturisce il folle pensiero: se al posto di cercare di rincorrere MUC o qualche altro hub di media grandezza, MXP puntasse a divenire il più grande aeroporto LC europeo? Prima o poi anche nei voli LR troveremo dei carrier LC (lo Skytrain di Sir Freddy Laker anticipò già l'idea alcuni decenni fa) e diventare il punto di "transito" europeo di tutti i viaggiatori che mirano a viaggiare nel mondo a basso costo non sarebbe male.
Si tratterebbe di "transiti" un po' particolari, magari con diverse ore libere e pernottamenti economici tra un volo e l'altro, ma porterebbero comunque occupazione e ricchezza.
Potrebbe essere questo il futuro di MXP?
Re: MXP: un futuro low-cost?
Abbiamo dimenticato ancora Air Europe. Fall' insieme a Swiss perchè riaprirono spazi a Linate.
Tutti lo dimenticano: Avremmo avuto contemporaneamente l'hub di AZ/KL e quello di PE/SR. Non dimenticate. E' storia.
Hub lc? Deprimente. Con tutto il rispetto ma vi rendete conto del livello medio dei pax?
Al contrario. Punterei sui servizi top. La realtà che "quelle del Golfo" macinano insieme a Singapore sono prova che un buon servizio è apprezzato. Ricordatevi anche che il low cost prima o poi finisce e ha dei margini ormai, di riduzione così limitati che basta un nulla per crollare.
Ci fosse un altro forte aumento di petrolio probabilemente sia Easy che Ryan potrebbero fallire in poco tempo. E spero non succeda ovviamente. Immaginatevi quelle piccole.
Guardate Ai Berlin, bella e non una lc pura. E' in difficoltà.
Tutti lo dimenticano: Avremmo avuto contemporaneamente l'hub di AZ/KL e quello di PE/SR. Non dimenticate. E' storia.
Hub lc? Deprimente. Con tutto il rispetto ma vi rendete conto del livello medio dei pax?
Al contrario. Punterei sui servizi top. La realtà che "quelle del Golfo" macinano insieme a Singapore sono prova che un buon servizio è apprezzato. Ricordatevi anche che il low cost prima o poi finisce e ha dei margini ormai, di riduzione così limitati che basta un nulla per crollare.
Ci fosse un altro forte aumento di petrolio probabilemente sia Easy che Ryan potrebbero fallire in poco tempo. E spero non succeda ovviamente. Immaginatevi quelle piccole.
Guardate Ai Berlin, bella e non una lc pura. E' in difficoltà.
Re: MXP: un futuro low-cost?
In realtà questo sembra il destino di Malpensa visto che attualmente una buona fetta di traffico è proprio composto da LCC.
Qualche tentativo di operare voli long range a basso costo come ben sappiamo c'è stato ma è fallito miseramente.
Un colpo al cuore, spero vivamente che ciò non si concretizzi del tutto.
Qualche tentativo di operare voli long range a basso costo come ben sappiamo c'è stato ma è fallito miseramente.
Un colpo al cuore, spero vivamente che ciò non si concretizzi del tutto.
Marco
The engine is the heart of an airplane but the pilot is its soul.
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Re: MXP: un futuro low-cost?
Sono d'accordo con Musica. Punterei anche io sui servizi Top al posto che sui low cost.
Re: MXP: un futuro low-cost?
Il problema di MXP è che non è né carne né pesce. Si scelga una direzione e la si persegua con coerenza. Anche a me va bene che sia servita dalle migliori compagnie, ma se non arrivano, che fare? Da più analisi è emerso che una delle possibili cause dell'abbandono di MXP da parte di altre compagnie è U2. Con una rete europea causa di perdite per gran parte delle major continentali, il dover condividere lo stesso aeroporto con chi offre le stesse destinazioni a un prezzo minore porta a un'erosione dei ricavi. E allora si fa come LHI, che chiude, o come AF che se ne va a LIN (dove U2 c'è, ma con un solo volo a metà giornata). LHR e FRA sono off limits per U2 e anche MUC ha solo quattro destinazioni in croce.
Quindi la domanda è: si è pronti a limitare fortemente U2 affinché le varie major possano sopravvivere a MXP? c'è la volontà di rinunciare, almeno per un certo periodo, a un bel numero di passeggeri affinché le major possano tornare e guadagnare anche a MXP?
Quindi la domanda è: si è pronti a limitare fortemente U2 affinché le varie major possano sopravvivere a MXP? c'è la volontà di rinunciare, almeno per un certo periodo, a un bel numero di passeggeri affinché le major possano tornare e guadagnare anche a MXP?
Re: MXP: un futuro low-cost?
Osservando con occhio da spettatore e da non addetto ai lavori mi vien da dire che ci si è talmente impegnati con U2 che una retromarcia mi pare alquanto difficile.KittyHawk ha scritto:Il problema di MXP è che non è né carne né pesce. Si scelga una direzione e la si persegua con coerenza. Anche a me va bene che sia servita dalle migliori compagnie, ma se non arrivano, che fare? Da più analisi è emerso che una delle possibili cause dell'abbandono di MXP da parte di altre compagnie è U2. Con una rete europea causa di perdite per gran parte delle major continentali, il dover condividere lo stesso aeroporto con chi offre le stesse destinazioni a un prezzo minore porta a un'erosione dei ricavi. E allora si fa come LHI, che chiude, o come AF che se ne va a LIN (dove U2 c'è, ma con un solo volo a metà giornata). LHR e FRA sono off limits per U2 e anche MUC ha solo quattro destinazioni in croce.
Quindi la domanda è: si è pronti a limitare fortemente U2 affinché le varie major possano sopravvivere a MXP? c'è la volontà di rinunciare, almeno per un certo periodo, a un bel numero di passeggeri affinché le major possano tornare e guadagnare anche a MXP?
Spero di sbagliarmi.
Marco
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Re: MXP: un futuro low-cost?
Paradossalmente negli ultimi anni a MXP (parlando di compagnie tradizionali) abbiamo avuto più incrementi sui LR che sulle rotte europee sulle quali ormai U2 ha ormai quasi il monopolio. Pertanto nel prossimo futuro "temo" che assisteremo ad una sempre maggiore sinergia tra compagnie low cost (che potrebbero divenire feeder point to point) e compagnie tradizionali orientate prevalentemente a rotte di lungo raggio su cui i profitti sono ancora ragionevoli.
Fasten your seat belts!
Re: MXP: un futuro low-cost?
Scusa ma mi sembra un luogo comune questo, e poi anche se fosse vero non penso che i soldi di questi passegeri facciano schifo a nessuna compagnia!MUSICA ha scritto: Hub lc? Deprimente. Con tutto il rispetto ma vi rendete conto del livello medio dei pax?
Tu trovi molta differenza nel volare con easy o con az o af o un'altra major? Io onestamente no.
Fossi in easy, visto che oramai sul medio raggio da mxp c'è ancora poco da dire, cercherei nuove strategie di sviluppo, magari all'inizio penserei di migliorare il prodotto che offro, non ho mai capito che cosa gli costa riservare una decina di posti a gente che spenderebbe qualche € in più pur di non mischiarsi con la "Plebe" e avere un trattamento tipo buisness class; poi farei degli accordi con altre compagnie che operano voli di lungo raggio per federare i loro voli e poi quando vedo che la cosa funziona penserei di mettere qualche voletto intercontinentale.
Non mi sembra una stupidata anzi pensandoci bene mi sembra il futuro, perchè se un'azienda per stare sul mercato deve sempre innovare i servizi offerti, l'unica strada che le low-cost possono percorrere per espandersi è quella suddetta.
Pace e bene!
Re: MXP: un futuro low-cost?
Dato che Linate non lo chiudono bisogna chiedersi perchè un passeggero dovrebbe andare a MXP. Secondo me solo per:
minori costi del biglietto
maggior rosa di destinazioni
Esistono anche compagnie a lungo raggio d'eccellenza però per lo più queste sono obbligate ad atterrare a MXP a causa dei bilaterali. Dove 'è concorrenza e open-sky, come verso gli USA, non c'è storia MXP non esiste e ha pure meno voli di Venezia. Mano a mano che si apriranno i cieli anche la presenza delle asiatiche diminuirà.
Insomma il futuro è decisamente low cost. Tra l'altro se si vuole garantire che una sola compagnia possa offrire una rosa migliore di quella di Linate allora bisogna puntare su U2.
Fino ad oggi non ha fatto transiti, un hub a ondate non può funzionare, però un sistema più fluido con coincidenza un po' più lasche potrebbe benissimo funzionare. In europa nessuna LC si è mai gettata sul lungo raggio, ma mai nessuna ha avuto un peso così forte in un unico scalo.
Tanto per dire quanto il futuro di MXP è LC basta pensare a cosa sarebbe senza U2: un aeroporto con 13ml di pax. Non so se mi spiego, paragonabile a Linate e con un tasso di contrazione che sarebbe il triplo. Certo MXP è nata per altro ma non ci sono alternative, qui c'è da portare a casa la pelle!
@VAM: non ho mai capito perchè a U2 piaccia così tanto l'imbarco con assalto alla baionetta.
E' effettivamente un costo considerevole riservare i posti?
L'imbarco con assalto è più veloce e efficace?
Cosa cambia rispetto al fatto di poter prenotare un posto e chi non lo fa gli viene assegnato d'ufficio?
minori costi del biglietto
maggior rosa di destinazioni
Esistono anche compagnie a lungo raggio d'eccellenza però per lo più queste sono obbligate ad atterrare a MXP a causa dei bilaterali. Dove 'è concorrenza e open-sky, come verso gli USA, non c'è storia MXP non esiste e ha pure meno voli di Venezia. Mano a mano che si apriranno i cieli anche la presenza delle asiatiche diminuirà.
Insomma il futuro è decisamente low cost. Tra l'altro se si vuole garantire che una sola compagnia possa offrire una rosa migliore di quella di Linate allora bisogna puntare su U2.
Fino ad oggi non ha fatto transiti, un hub a ondate non può funzionare, però un sistema più fluido con coincidenza un po' più lasche potrebbe benissimo funzionare. In europa nessuna LC si è mai gettata sul lungo raggio, ma mai nessuna ha avuto un peso così forte in un unico scalo.
Tanto per dire quanto il futuro di MXP è LC basta pensare a cosa sarebbe senza U2: un aeroporto con 13ml di pax. Non so se mi spiego, paragonabile a Linate e con un tasso di contrazione che sarebbe il triplo. Certo MXP è nata per altro ma non ci sono alternative, qui c'è da portare a casa la pelle!
@VAM: non ho mai capito perchè a U2 piaccia così tanto l'imbarco con assalto alla baionetta.
E' effettivamente un costo considerevole riservare i posti?
L'imbarco con assalto è più veloce e efficace?
Cosa cambia rispetto al fatto di poter prenotare un posto e chi non lo fa gli viene assegnato d'ufficio?
Re: MXP: un futuro low-cost?
riguardo l'open sky non condivido tutto.
ci sono mercati e mercati. Per l'Asia MXP restera sempre un punto di riferimento, e se ci fosse open-sky ci sarebbero anche più voli, altro che meno, idem per il Sud America!
ci sono mercati e mercati. Per l'Asia MXP restera sempre un punto di riferimento, e se ci fosse open-sky ci sarebbero anche più voli, altro che meno, idem per il Sud America!
Re: MXP: un futuro low-cost?
E se si spostasse easyjet a linate?
Re: MXP: un futuro low-cost?
condivido le parole di Kco
Al di là che le dinamiche sono talmente tante e con ampie variabili che è difficile poter dire qualcosa senza esser smentiti.
Di sicuro il mercato europeo sul breve medio raggio è radicalmente cambiato con l'avvento delle low cost e nel mercato milanese hanno trovato terreno vergine oltre che un gran bacino non sfruttato dai tradizionali vettori di bandiera.
Il presente è sotto gli occhi di tutti, sul breve medio raggio la competizione è ardua e forte, i ricavi e i margini all'osso
Peraltro ci sono anche visioni opposte sul come fare business: guardate Air France che accentra tutto su Parigi e confrontatela con Lufthansa che invece si appoggia su una rete di hub tra loro connessi e ben integrati!
Sul lungo raggio i vettori low cost sono ancora in stato embrionale e fino ad oggi non hanno aggredito i vettori tradizionali, al contrario molti vettori tradizionali stanno sempre più dando un servizio da quasi low cost
C'è da rimarcare poi la grossa differenza tra mercati chiusi (bilaterali) e mercati aperti (open sky su Usa...)
Per Mxp è inutile nasconderlo ma in questo momento i paesi coperti da bilaterale, ove mxp sia ammessa come destinazione, sono la vera manna... ci fosse l'open sky ovunque è facile prevedere che anche molte asiatiche punterebbero su alti scali italiani: del resto su Milano la torta è troppo frammentata su 3 scali e nella pianura Padania su quasi una decina!
Complimenti a KittyHawk per il ragionamento e l'apertura di questo argomento...
Se prendiamo lo status quo (Linate aperto e Bgy stabile) per Malpensa l'unica fetta che rimane è quella attuale: tanto point to point con il low cost prevalente sul breve medio raggio italo-europeo e tradizionale verso le altre mete, in particolare quelle del mediterraneo, del Golfo e dell'est Asiatico.
Vedo poco probabile un hub low cost perchè al momento non interessa a Eayjet e poichè Milano ha una buona componente di traffico high yields che viaggia sul lungo raggio: i dati di Singapore, Cathay o Emirates dimostrano quanto questa fetta sia consistente nonostante le fughe via altri hub europei.
Malpensa e Sea col Via Milano si stanno giocando l'ultima carta per aumentare i transiti e di conseguenza ricreare massa critica su alcune destinazioni che oggi non reggono, al momento i numeri non sono alti ma se riescono a meglio connettere Easyjet alle altre compagnie qualcosa di buono potrebbe uscirne fuori... a mio avviso se non si sistema Linate è una delle ultime carte del mazzo... poi certo si spera sempre che Easy prima o poi faccia del lungo raggio low cost ma ad oggi rimane un sogno... e in tal caso, non credo che da Orio zio Ryan stia a guardare, anzi ...
Al di là che le dinamiche sono talmente tante e con ampie variabili che è difficile poter dire qualcosa senza esser smentiti.
Di sicuro il mercato europeo sul breve medio raggio è radicalmente cambiato con l'avvento delle low cost e nel mercato milanese hanno trovato terreno vergine oltre che un gran bacino non sfruttato dai tradizionali vettori di bandiera.
Il presente è sotto gli occhi di tutti, sul breve medio raggio la competizione è ardua e forte, i ricavi e i margini all'osso
Peraltro ci sono anche visioni opposte sul come fare business: guardate Air France che accentra tutto su Parigi e confrontatela con Lufthansa che invece si appoggia su una rete di hub tra loro connessi e ben integrati!
Sul lungo raggio i vettori low cost sono ancora in stato embrionale e fino ad oggi non hanno aggredito i vettori tradizionali, al contrario molti vettori tradizionali stanno sempre più dando un servizio da quasi low cost
C'è da rimarcare poi la grossa differenza tra mercati chiusi (bilaterali) e mercati aperti (open sky su Usa...)
Per Mxp è inutile nasconderlo ma in questo momento i paesi coperti da bilaterale, ove mxp sia ammessa come destinazione, sono la vera manna... ci fosse l'open sky ovunque è facile prevedere che anche molte asiatiche punterebbero su alti scali italiani: del resto su Milano la torta è troppo frammentata su 3 scali e nella pianura Padania su quasi una decina!
Complimenti a KittyHawk per il ragionamento e l'apertura di questo argomento...
Se prendiamo lo status quo (Linate aperto e Bgy stabile) per Malpensa l'unica fetta che rimane è quella attuale: tanto point to point con il low cost prevalente sul breve medio raggio italo-europeo e tradizionale verso le altre mete, in particolare quelle del mediterraneo, del Golfo e dell'est Asiatico.
Vedo poco probabile un hub low cost perchè al momento non interessa a Eayjet e poichè Milano ha una buona componente di traffico high yields che viaggia sul lungo raggio: i dati di Singapore, Cathay o Emirates dimostrano quanto questa fetta sia consistente nonostante le fughe via altri hub europei.
Malpensa e Sea col Via Milano si stanno giocando l'ultima carta per aumentare i transiti e di conseguenza ricreare massa critica su alcune destinazioni che oggi non reggono, al momento i numeri non sono alti ma se riescono a meglio connettere Easyjet alle altre compagnie qualcosa di buono potrebbe uscirne fuori... a mio avviso se non si sistema Linate è una delle ultime carte del mazzo... poi certo si spera sempre che Easy prima o poi faccia del lungo raggio low cost ma ad oggi rimane un sogno... e in tal caso, non credo che da Orio zio Ryan stia a guardare, anzi ...
Malpensa airport user
Re: MXP: un futuro low-cost?
Mettiamola così: da quando MXP è stata creata ha avuto solo un paio di anni di splendore in cui in pratica Linate era vuoto. Poi con alterne vicende si è arrivati fino ad oggi. Dopo il 2000 le destinazioni servite erano sostanzialmente cadenzate su tre collegamenti al giorno da parte di AZ più altri rimasugli fuori dalle ondate.
Oggi abbiamo di nuovo una compagnia che ha, per esempio, 5 voli su Napoli, 7 su Parigi e così via. Ad oggi non vuole fare transiti. Però il potenziale c'è ed è li dormiente. Se U2 dovesse aderire al fly-via-milano le cose potrebbero cambiare rapidamente. Devo dire che a MXP è un servizio ben segnalato e presidiato anche a tarda sera anche se ad oggi è un pò una ciofeca per come è concepito.
Inolte, come dice I-ALEX, ormai il differenziale fra compagnie standard e low-cost è esiguo. Ho provato LHI ma a parte un panino a bordo non ho notato una differenza abissale. C'è da dire anche che le LC si sono giocate molto su turn-around stretti con aerei piccoli. U2 ha convertito ordini per 42 A319 a 42 A320 e quelli non hanno un turn-around altrettanto breve.
Se scatta una guerra con BG per il lungo raggio nel futuro U2 ha sicuramente più spazi di manovra perchè a BGY più di tanto non puoi fare. Comunque fare transiti non implica fare lungo raggio. Se veramente U2 vuole fare un salto di qualità deve papparsi la domanda che LHI lascerà inevasa incrementando il più possibile nel breve.
Arrivati a 25 aerei e 9ml di pax un tasso di transito del 30% significa arrivare a 12ml e diventare i più grandi sulla piazza Milanese, con o senza alleanze di mezzo. Secondo me se cresce ancora un pò il gioco dei transiti diventerà troppo appetibile.
Bisogna vedere che ne pensano gli azionisti di U2 che hanno messo freno all'espansione e, bisogna vedere, se non preferiranno aprire nuove basi.
Oggi abbiamo di nuovo una compagnia che ha, per esempio, 5 voli su Napoli, 7 su Parigi e così via. Ad oggi non vuole fare transiti. Però il potenziale c'è ed è li dormiente. Se U2 dovesse aderire al fly-via-milano le cose potrebbero cambiare rapidamente. Devo dire che a MXP è un servizio ben segnalato e presidiato anche a tarda sera anche se ad oggi è un pò una ciofeca per come è concepito.
Inolte, come dice I-ALEX, ormai il differenziale fra compagnie standard e low-cost è esiguo. Ho provato LHI ma a parte un panino a bordo non ho notato una differenza abissale. C'è da dire anche che le LC si sono giocate molto su turn-around stretti con aerei piccoli. U2 ha convertito ordini per 42 A319 a 42 A320 e quelli non hanno un turn-around altrettanto breve.
Se scatta una guerra con BG per il lungo raggio nel futuro U2 ha sicuramente più spazi di manovra perchè a BGY più di tanto non puoi fare. Comunque fare transiti non implica fare lungo raggio. Se veramente U2 vuole fare un salto di qualità deve papparsi la domanda che LHI lascerà inevasa incrementando il più possibile nel breve.
Arrivati a 25 aerei e 9ml di pax un tasso di transito del 30% significa arrivare a 12ml e diventare i più grandi sulla piazza Milanese, con o senza alleanze di mezzo. Secondo me se cresce ancora un pò il gioco dei transiti diventerà troppo appetibile.
Bisogna vedere che ne pensano gli azionisti di U2 che hanno messo freno all'espansione e, bisogna vedere, se non preferiranno aprire nuove basi.
Re: MXP: un futuro low-cost?
Se U2 vuole restare una low cost, scordiamoci i transiti organizzati. Una parte essenziale di una low cost è la vendita di soli voli ptp, senza le rigidità per garantire le coincidenze e (soprattutto) i costi delle riprotezioni e degli alberghi per le mancate coincidenze.
U2 è "meno low cost" di FR perchè da sempre punta anche al traffico business (vola verso relativamente pochi aeroporti principali con multifrequenze giornaliere, mentre FR vola verso un mare di aeroportini con frequenze risicate), ma il passaggio a compagnia "tradizionale" è un cambio drastico. Può andare bene, ma rischia di affondare: i prezzi sarebbero più alti ma a quel punto perderebbe la maggior leva competitiva verso le altre compagnie.
Di sicuro l'idea c'è, periodicamente fanno indagini di mercato per capire il gradimento di soluzioni quali posti premium a pagamento o servizi aggiuntivi e da un po' hanno introdotto la tariffa flexi, che è una decisa sterzata rispetto al low cost puro.
Vediamo (e speriamo)
U2 è "meno low cost" di FR perchè da sempre punta anche al traffico business (vola verso relativamente pochi aeroporti principali con multifrequenze giornaliere, mentre FR vola verso un mare di aeroportini con frequenze risicate), ma il passaggio a compagnia "tradizionale" è un cambio drastico. Può andare bene, ma rischia di affondare: i prezzi sarebbero più alti ma a quel punto perderebbe la maggior leva competitiva verso le altre compagnie.
Di sicuro l'idea c'è, periodicamente fanno indagini di mercato per capire il gradimento di soluzioni quali posti premium a pagamento o servizi aggiuntivi e da un po' hanno introdotto la tariffa flexi, che è una decisa sterzata rispetto al low cost puro.
Vediamo (e speriamo)
Re: MXP: un futuro low-cost?
Ma infatti U2 non deve organizzare i transiti, sarebbe un costo e un onere decisamente elevato. Quello lo deve fare SEA con il suo fly-via-milano. Il problema è che oggi SEA si deve premurare anche di vendere il servizio in qualche senso e in questo non può che fallire.easyMXP ha scritto:Se U2 vuole restare una low cost, scordiamoci i transiti organizzati. Una parte essenziale di una low cost è la vendita di soli voli ptp, senza le rigidità per garantire le coincidenze e (soprattutto) i costi delle riprotezioni e degli alberghi per le mancate coincidenze.
U2 è "meno low cost" di FR perchè da sempre punta anche al traffico business (vola verso relativamente pochi aeroporti principali con multifrequenze giornaliere, mentre FR vola verso un mare di aeroportini con frequenze risicate), ma il passaggio a compagnia "tradizionale" è un cambio drastico. Può andare bene, ma rischia di affondare: i prezzi sarebbero più alti ma a quel punto perderebbe la maggior leva competitiva verso le altre compagnie.
Di sicuro l'idea c'è, periodicamente fanno indagini di mercato per capire il gradimento di soluzioni quali posti premium a pagamento o servizi aggiuntivi e da un po' hanno introdotto la tariffa flexi, che è una decisa sterzata rispetto al low cost puro.
Vediamo (e speriamo)
Invece è U2 che deve vendere il servizio che poi di fatto erogerà SEA durante il transito.
L'impatto è decisamente diverso, se io dal sito U2 mi pianifico un viaggio con cambio è nettamente diverso che se devo prenotarmi due voli e nel frattempo tenermi aperto il sito di viaMilano per incastrare il transito, fare l'assicurazione e simili.
Re: MXP: un futuro low-cost?
La risposta è semplice, MXP non sarà un hub.KittyHawk ha scritto:Se per fare un hub c'è bisogno di un hub carrier, e questi si sono già tutti accasati, che futuro può avere MXP?
Nella tua domanda hai individuato quello che a mio giudizio è il vero grande problema di MXP, molto più grande del problema LIN.
Purtroppo AZ e a cascata gli aeroporti dove era basata (MXP e FCO), hanno perso un appuntamento con la storia, riducendo l'aviazione italiana a ciò che è oggi e che non sto a ripetere.
Nel frattempo però la storia ha proseguito il suo corso con tutta una serie di fusioni o acquisizioni che hanno ridotto il numero delle compagnie europee fino a concentrarle in soli 3 gruppi: LH/LX, AF/KL e BA/IB. Questi sono gli unici soggetti all'interno della UE che, in via teorica, potrebbero implementare a MXP un hub su vasta scala. Un soggetto non comunitario è messo fuori gioco dalle normative, quindi non si può prendere in considerazione.
Dicevo dei 3 grandi gruppi europei. AF ha già ripetuto più volte di non voler insediare un hub a MXP ed ha spazio per crescere sia a CDG che ad AMS. LH è in fuga da MXP e può crescere quanto vuole nei suoi aeroporti tedeschi. BA, che era l'unica con seri problemi di saturazione in casa, si è messa con IB che nel suo hub di MAD ha tutto lo spazio per espandersi. Logico che se davvero BA dovrà utilizzare un altro aeroporto oltre a quelli londinesi, la prima scelta sarà MAD.
Ne consegue che, almeno nell'ottica di breve o medio periodo, di hub carrier "pesanti" a MXP non ne sbarcheranno, quindi l'aeroporto varesino non sarà un hub. Punto. E a questa situazione né SEA né altri all'interno dei confini italiani possono ormai rimediare.
Problema LIN: ho l'impressione che a Milano ci sia la ricerca costante di un capro espiatorio per giustificare il fatto che "se non ci fosse stato questo o quel fattore", MXP avrebbe sicuramente ricoperto il suo ruolo naturale di hub. Ricordate quando si diceva che se LHI avesse avuto l'AOC avrebbe spiccato voli verso tutto il mondo?
Analizziamo i voli che vanno a LIN: sono sostanzialmente riassumibili in 3 categorie a seconda della destinazione: hub europei, capitali UE e sud Italia.
E' scontato che nessuno farebbe ad esempio FRA-MXP-xxx, quindi gli hub li escludiamo.
Capitali europee: la stragrande maggioranza è collegata come Dio comanda dalle major di cui sopra verso i loro hub e anche pensando di concentrare tutti i voli verso queste destinazioni a MXP, l'appetibilità dello scalo varesino in chiave hub rimarrebbe minima nei confronti di FRA o CDG.
Ricordiamoci i casi di Air Baltic ed Air Malta migrate a LIN: sul forum si letto di tutto, a partire dalla violazione del Bersani bis (in questo caso non vera) tranne la cosa più logica: che se quelle compagnie si sono spostate a LIN, sapevano evidentemente che di transiti a MXP ne avrebbero persi pochi o nulla.
Rimane il sud Italia, da dove arriva il grosso dei pax in transito: se non ricordo male, un comunicato SEA citava NAP, BRI, PMO e CTA come le principali destinazioni dalle quali provenivano i pax in transito. E se è vero che queste località sono già collegate discretamente a MXP, è anche vero che sommando i numerosi voli presenti su LIN, si avrebbero possibilità di connessioni nettamente migliorate.
Senza tuttavia pensare a chissà quali numeri, perchè da Roma in giù, AZ è ancora la compagnia di bandiera, nonchè prima scelta "automatica" sia da parte della maggioranza dei pax, sia da parte degli operatori del settore come le agenzie viaggi.
Aggiungiamo la minor propensione a viaggiare e gli yield più bassi e avremo il quadro completo della situazione. E tutto questo spiega anche il perchè le major federino dal sud Italia in misura minima rispetto a quanto facciano dal centro-nord.
Riassunto: anche chiudendo LIN domani, secondo me è del tutto esagerato sperare che automaticamente si riversino in Brughiera un mare di transiti che permettano di aprire LR a gogo.
Ciò non di meno, anche con numeri in modesto aumento, forse qualcosa sul lungo si potrebbe aprire e tra le altre cose apportare linfa a quei vettori già presenti, che però faticano a far quadrare i conti, ad esempio quelli volano verso il nord America.
Poi ovviamente LIN andrebbe chiuso per svariate altre ragioni: abbattimento dei costi, riduzione dell'inquinamento ambientale in una zona ben più urbanizzata rispetto a MXP, possibilità di concentrare e incrementare i trasporti verso un unico scalo e migliorare le connessioni (non solo LR).
Ma l'equazione LIN chiuso = MXP hub, secondo me non è corretta.
Quanto all'idea di destinare l'aeroporto ad uno specifico tipo di pax, francamente non ne comprendo il motivo. Non mi pare proprio che ci sia tutta questa abbondanza per potersi permettere di fare selezione. E onestamente non credo che U2 non abbia mai pensato alla possibilità di fare interline: se ha scelto di non farlo, evidentemente è perchè non lo ha trovato conveniente.
Quello che secondo me è importante fare, sono 2 cose: la prima è smettere di parlare di MXP come un hub. MXP è un aeroporto ptp al quale si aggiungono alcuni transiti. Chiudendo LIN i transiti sarebbero un po' di più, ma il concetto non cambierebbe. Per andare oltre, ci vorrebbe il grosso hub carrier, che come abbiamo visto all'inizio non c'è. Forse è ora di guardare in faccia questa realtà senza mezze misure.
Seconda cosa: MXP può e deve diventare il polo di attrazione per tutta la pianura Padana centro occidentale (oltre è difficile) e per fare questo, serve assolutamente un servizio da MI C.le ogni 15'.
Si è detto che non ci sono le tracce: bene, si attestino a Garibaldi (che non è esattamente in campagna) 2 treni all'ora attualmente afferenti a C.le che vanno o vengono da nord-ovest e le tracce saltano fuori.
E' assolutamente indispensabile che il pax che arriva a C.le, trovi pronto o quasi un treno a qualsiasi ora, in modo da non avere l'ansia che se ne perde uno, rischia di perdere il volo, in modo che non sia costretto a stare mezz'ora al freddo d'inverno e al caldo d'estate su di una panchina in stazione (se c'è) circondato da una fauna umana che guarda le sue valigie con insano appetito.
Servizio ferroviario da fare con orari assolutamente cadenzati, con le stesse fermate per tutti i treni (Garibaldi, Bovisa, Saronno e Busto) e con servizi dedicati: il pax premium non milanese che avesse scelto MXP e dopo un bel viaggio insonne da SIN dovesse trovarsi in mezzo al casino di pendolari e studenti, in Brughiera non lo si rivedrebbe più. E stop agli altri servizi per Cadorna e più in generale per Milano. Molto meglio un servizio unico fatto bene con coincidenze ottimali per tutti, piuttosto che tanti servizietti fatti alla cdc.
Vista l'ora, buon pranzo a tutti. :ciao:
Ultima modifica di belumosi il dom 11 set 2011, 09:45:58, modificato 4 volte in totale.
Re: MXP: un futuro low-cost?
Secondo me invece è proprio il concetto di ViaMilano che non funziona. Per tre motivi:
1) non è un vero transito protetto. Se perdi l'aereo paga l'assicurazione (tutto?) ma intanto devi sbatterti a prenotarti un altro volo, l'albergo, anticipando dei bei soldi. Ben diverso se la compagnia stessa ti riprotegge su altri voli (anche non suoi tramite c/s, interline, ecc.) e nel frattempo pensa lei a darti albergo e pasti. Inoltre sappiamo tutti bene come le assicurazioni cerchino sempre ogni motivo per non pagare.
2) ViaMilano non compare nei motori di ricerca. Se anche U2 ne facesse parte, lo si vedrebe solo andando sul suo sito. Se uno usa edreams, volagratis, expedia, ecc. non vede la connessione a Milano
1) non è un vero transito protetto. Se perdi l'aereo paga l'assicurazione (tutto?) ma intanto devi sbatterti a prenotarti un altro volo, l'albergo, anticipando dei bei soldi. Ben diverso se la compagnia stessa ti riprotegge su altri voli (anche non suoi tramite c/s, interline, ecc.) e nel frattempo pensa lei a darti albergo e pasti. Inoltre sappiamo tutti bene come le assicurazioni cerchino sempre ogni motivo per non pagare.
2) ViaMilano non compare nei motori di ricerca. Se anche U2 ne facesse parte, lo si vedrebe solo andando sul suo sito. Se uno usa edreams, volagratis, expedia, ecc. non vede la connessione a Milano
- cesare.caldi
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Re: MXP: un futuro low-cost?
Io penso che un primo passo fattibile potrebbe essere per Easyjet iniziare ad offire connessioni tra i suoi voli, ci sono molti voli nazionali per il sud italia e molti altri per il centro nord europa e il T2 potrebbe iniziare a diventare un piccolo mini hub.
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HyperFlyer
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Re: MXP: un futuro low-cost?
Mi pare inutile cullarsi in queste velleita' da libro dei sogni
Direi che è gia' stato spiegato molto chiaramente "cosa" è U2 e perche' ....o paga SEA (figurati..) o non succedera' MAI.
Che poi siano voli suoi o altrui, fa poca differenza: il modello di business è un altro.
Direi che è gia' stato spiegato molto chiaramente "cosa" è U2 e perche' ....o paga SEA (figurati..) o non succedera' MAI.
Che poi siano voli suoi o altrui, fa poca differenza: il modello di business è un altro.
easyMXP ha scritto:Se U2 vuole restare una low cost, scordiamoci i transiti organizzati. Una parte essenziale di una low cost è la vendita di soli voli ptp, senza le rigidità per garantire le coincidenze e (soprattutto) i costi delle riprotezioni e degli alberghi per le mancate coincidenze.
U2 è "meno low cost" di FR perchè da sempre punta anche al traffico business (vola verso relativamente pochi aeroporti principali con multifrequenze giornaliere, mentre FR vola verso un mare di aeroportini con frequenze risicate), ma il passaggio a compagnia "tradizionale" è un cambio drastico. Può andare bene, ma rischia di affondare: i prezzi sarebbero più alti ma a quel punto perderebbe la maggior leva competitiva verso le altre compagnie.
Re: MXP: un futuro low-cost?
Ottima l'analisi di belumosi, che risponde in modo esaustivo alla domanda che avevo posto un po' provocatoriamente all'inizio del mio primo post.
Noto che diversi di voi hanno provato a immaginare una trasformazione di U2 ad aerolinea semitradizionale, che gestisce transiti e così via. Ma forse non è questa la strada da percorrere. Se MXP diventasse il punto di riferimento europeo per tutte le low-cost, immediatamente calamiterebbe su di sé tutte le persone che vogliono viaggiare a basso costo e di conseguenza attrarrebbe ancora più voli. Sono fenomeni che si autoalimentano. Guardate ad esempio le zone della movida a Milano: iniziano ad aprire alcuni locali che richiamano avventori (se hai diversi locali un posto per passare la serata lo trovi sicuramente) e questa grande massa di potenziali clienti attrae altri gestori che aprono a loro volta altri locali che richiamano più persone. In tempi relativamente una zona diventa il punto di richiamo per tutti i nottambuli (i residenti non sono molto contenti della situazione, ma questo è un altro discorso :green: ).
Se una delle ragioni per cui MXP sarebbe andata bene come hub era la sua collocazione geografica, questa non è cambiata. Gli eventuali transiti potrebbero essere fatti in stile do-it-yourself, prendendosi ampi margini per il cambio, magari ritirando il bagaglio e facendo un nuovo check-in. Aprendosi un nuovo mercato, qualche assicurazione magari inizierebbe a offrire delle polizze che proteggano da ritardi e perdite di voli. Niente di rivoluzionario, già offrono pacchetti assicurativi per quando uno va in vacanza, si tratta di inventare qualche formula nuova.
Un'altra opzione potrebbe essere legata direttamente alle compagnie low-cost. Esse hanno l'invidiabile capacità di offrire come opzione a pagamento molti dei servizi che le major offrono regolarmente conglobate nel prezzo del biglietto. Se li vuoi li paghi, in caso contrario è un piccolo risparmio, basti pensare al bagaglio in stiva. Cosa impedisce che durante l'acquisto del biglietto vengano aggiunte delle voci tipo "riprotezione assicurata sul volo successivo" o "rimborso fino a xx euro in caso di ritardo superiore alle xx ore"?
Con questa trasformazione MXP sarebbe percorsa da un tipo di viaggiatore non particolarmente ambito? Forse sì, così come i clienti che popolano gli outlet center non sono uguali a quelli che percorrono le vie del quadrilatero della moda a Milano. Ma a fine mese i commessi di ambedue le realtà sono contenti di ricevere la loro busta paga e chi ha provveduto a riempirla diventa un dettaglio secondario.
Noto che diversi di voi hanno provato a immaginare una trasformazione di U2 ad aerolinea semitradizionale, che gestisce transiti e così via. Ma forse non è questa la strada da percorrere. Se MXP diventasse il punto di riferimento europeo per tutte le low-cost, immediatamente calamiterebbe su di sé tutte le persone che vogliono viaggiare a basso costo e di conseguenza attrarrebbe ancora più voli. Sono fenomeni che si autoalimentano. Guardate ad esempio le zone della movida a Milano: iniziano ad aprire alcuni locali che richiamano avventori (se hai diversi locali un posto per passare la serata lo trovi sicuramente) e questa grande massa di potenziali clienti attrae altri gestori che aprono a loro volta altri locali che richiamano più persone. In tempi relativamente una zona diventa il punto di richiamo per tutti i nottambuli (i residenti non sono molto contenti della situazione, ma questo è un altro discorso :green: ).
Se una delle ragioni per cui MXP sarebbe andata bene come hub era la sua collocazione geografica, questa non è cambiata. Gli eventuali transiti potrebbero essere fatti in stile do-it-yourself, prendendosi ampi margini per il cambio, magari ritirando il bagaglio e facendo un nuovo check-in. Aprendosi un nuovo mercato, qualche assicurazione magari inizierebbe a offrire delle polizze che proteggano da ritardi e perdite di voli. Niente di rivoluzionario, già offrono pacchetti assicurativi per quando uno va in vacanza, si tratta di inventare qualche formula nuova.
Un'altra opzione potrebbe essere legata direttamente alle compagnie low-cost. Esse hanno l'invidiabile capacità di offrire come opzione a pagamento molti dei servizi che le major offrono regolarmente conglobate nel prezzo del biglietto. Se li vuoi li paghi, in caso contrario è un piccolo risparmio, basti pensare al bagaglio in stiva. Cosa impedisce che durante l'acquisto del biglietto vengano aggiunte delle voci tipo "riprotezione assicurata sul volo successivo" o "rimborso fino a xx euro in caso di ritardo superiore alle xx ore"?
Con questa trasformazione MXP sarebbe percorsa da un tipo di viaggiatore non particolarmente ambito? Forse sì, così come i clienti che popolano gli outlet center non sono uguali a quelli che percorrono le vie del quadrilatero della moda a Milano. Ma a fine mese i commessi di ambedue le realtà sono contenti di ricevere la loro busta paga e chi ha provveduto a riempirla diventa un dettaglio secondario.
Re: MXP: un futuro low-cost?
che Malpensa non è un hub è ormai cosa nota dal lontano marzo 2008...belumosi ha scritto: La risposta è semplice, MXP non sarà un hub.
Nella tua domanda hai individuato quello che a mio giudizio è il vero grande problema di MXP, molto più grande del problema LIN.
Purtroppo AZ e a cascata gli aeroporti dove era basata (MXP e FCO), hanno perso un appuntamento con la storia, riducendo l'aviazione italiana a ciò che è oggi e che non sto a ripetere.
Nel frattempo però la storia ha proseguito il suo corso con tutta una serie di fusioni o acquisizioni che hanno ridotto il numero delle compagnie europee fino a concentrarle in soli 3 gruppi: LH/LX, AF/KL e BA/IB. Questi sono gli unici soggetti all'interno della UE che, in via teorica, potrebbero implementare a MXP un hub su vasta scala. Un soggetto non comunitario è messo fuori gioco dalle normative, quindi non si può prendere in considerazione.
Dicevo dei 3 grandi gruppi europei. AF ha già ripetuto più volte di non voler insediare un hub a MXP ed ha spazio per crescere sia a CDG che ad AMS. LH è in fuga da MXP e può crescere quanto vuole nei suoi aeroporti tedeschi. BA, che era l'unica con seri problemi di saturazione in casa, si è messa con IB che nel suo hub di MAD ha tutto lo spazio per espandersi. Logico che se davvero BA dovrà utilizzare un altro aeroporto oltre a quelli londinesi, la prima scelta sarà MAD.
Ne consegue che, almeno nell'ottica di breve o medio periodo, di hub carrier "pesanti" a MXP non ne sbarcheranno, quindi l'aeroporto varesino non sarà un hub. Punto. E a questa situazione né SEA né altri all'interno dei confini italiani possono ormai rimediare.
Problema LIN: ho l'impressione che a Milano ci sia la ricerca costante di un capro espiatorio per giustificare il fatto che "se non ci fosse stato questo o quel fattore", MXP avrebbe sicuramente ricoperto il suo ruolo naturale di hub. Ricordate quando si diceva che se LHI avesse avuto l'AOC avrebbe spiccato voli verso tutto il mondo?
Analizziamo i voli che vanno a LIN: sono sostanzialmente riassumibili in 3 categorie a seconda della destinazione: hub europei, capitali UE e sud Italia.
E' scontato che nessuno farebbe ad esempio FRA-MXP-xxx, quindi gli hub li escludiamo.
Capitali europee: la stragrande maggioranza è collegata come Dio comanda dalle major di cui sopra verso i loro hub e anche pensando di concentrare tutti i voli verso queste destinazioni a MXP, l'appetibilità dello scalo varesino in chiave hub rimarrebbe minima nei confronti di FRA o CDG.
Ricordiamoci i casi di Air Baltic ed Air Malta migrate a LIN: sul forum si letto di tutto, a partire dalla violazione del Bersani bis (in questo caso non vera) tranne la cosa più logica: che se quelle compagnie si sono spostate a LIN, sapevano evidentemente che di transiti a MXP ne avrebbero persi pochi o nulla.
Rimane il sud Italia, da dove arriva il grosso dei pax in transito: se non ricordo male, un comunicato SEA citava NAP, BRI, PMO e CTA come le principali destinazioni dalle quali provenivano i pax in transito. E se è vero che queste località sono già collegate discretamente a MXP, è anche vero che sommando i numerosi voli presenti su LIN, si avrebbero possibilità di connessioni nettamente migliorate.
Senza tuttavia pensare a chissà quali numeri, perchè da Roma in giù, AZ è ancora la compagnia di bandiera, nonchè prima scelta "automatica" sia da parte della maggioranza dei pax, sia da parte degli operatori del settore come le agenzie viaggi.
Aggiungiamo la minor propensione a viaggiare e gli yield più bassi e avremo il quadro completo della situazione. E tutto questo spiega anche il perchè le major federino dal sud Italia in misura minima rispetto a quanto facciano dal centro-nord.
Riassunto: anche chiudendo LIN domani, secondo me è del tutto esagerato sperare che automaticamente si riversino in Brughiera un mare di transiti che permettano di aprire LR a gogo.
Ciò non di meno, anche con numeri in modesto aumento, forse qualcosa sul lungo si potrebbe aprire e tra le altre cose apportare linfa a quei vettori già presenti, che però faticano a far quadrare i conti, ad esempio quelli volano verso il nord America.
E' peraltro vero che all'orizzonte non si vedono imminenti hub carrier sulla porta e dietro la porta non si vede nessuna fila di compagnie pronte ad aprire voli come qualcuno ci fece credere, anzi...
Vero anche che Mxp (o meglio il sistema aeroportuale milanese) ha ucciso hub carrier sul proprio suolo e potenziali tali (BA, Klm, Alitalia, Lufthansa Italia)...
Riguardo Linate nessuno sa cosa poteva succedere se 13 anni fa lo stesso fu chiuso, ma scommetto che la situazione non sarebbe per nulla questa, però è inutile ormai ragionare coi "se avessimo fatto"...
Non condivido la tua analisi su linate
magari l'appetibilità dello scalo varesino non cambia ma intanto i passeggeri partono tutti da Malpensa, le compagnie se la giocano tutte sulla stesa base di partenza e hai una massa critica di traffico originante Milano su un unico scalo anzichè suddiviso su 2 scali... questo cosa vuol dire?Capitali europee: la stragrande maggioranza è collegata come Dio comanda dalle major di cui sopra verso i loro hub e anche pensando di concentrare tutti i voli verso queste destinazioni a MXP, l'appetibilità dello scalo varesino in chiave hub rimarrebbe minima nei confronti di FRA o CDG.
Che molti continueranno a volare via altri hub perdendo tempo ma molte compagnie extra schengen inizierebbero ad aprire gli occhi su un mercato fertile e consistente.
vero! ma perchè da Malpensa i feeder erano già scappati prima di questi 2 voli... e questi 2 voli sono andati a Milano a intercettare i transiti di Az ormai rimasti solo sul Forlanini oltre che, potendolo fare, volare dal apt più vicino a milano cityRicordiamoci i casi di Air Baltic ed Air Malta migrate a LIN: sul forum si letto di tutto, a partire dalla violazione del Bersani bis (in questo caso non vera) tranne la cosa più logica: che se quelle compagnie si sono spostate a LIN, sapevano evidentemente che di transiti a MXP ne avrebbero persi pochi o nulla.
si riversano in brughiera un sacco di voli ptp con alta potenzialità di transiti che uniti al forte zoccolo di passeggeri originanti/destinanti malpensa consentirebbe la possibilità di far aprire a compagnie italianae (?) e non italiane alcuni voli che oggi non reggono: gli USA su tutti ma non solo, anche Sud America, Africa e alcuni paesi verso il golgo (Kuwait, Biman)Riassunto: anche chiudendo LIN domani, secondo me è del tutto esagerato sperare che automaticamente si riversino in Brughiera un mare di transiti che permettano di aprire LR a gogo
Malpensa airport user
Re: MXP: un futuro low-cost?
Qualcosa di positivo potrebbe essere all'orizzonte. Attendiamo l'evolversi della situazione Livingston: se dovesse vincere Toto Jr, il progetto è la creazione di un nuovo vettore di linea basato proprio a Mxp. Iniziando l'attività con charter medio e LR (4 A320 e 2A330).
Questo significherebbe tornare ad avere una compagnia ITALIANA, che potrebbe investire seriamente sullo scalo varesino. Sino ad ora abbiamo avuto solo tentativi di compagnie estere, non sottovalutiamo questo aspetto.
Ovviamente a Roma qualcuno potrebbe non vedere di buon occhio l'operazione, ma probabilmente questa volta nessuno dovrebbe mettersi di traverso.
Questo significherebbe tornare ad avere una compagnia ITALIANA, che potrebbe investire seriamente sullo scalo varesino. Sino ad ora abbiamo avuto solo tentativi di compagnie estere, non sottovalutiamo questo aspetto.
Ovviamente a Roma qualcuno potrebbe non vedere di buon occhio l'operazione, ma probabilmente questa volta nessuno dovrebbe mettersi di traverso.
Fasten your seat belts!
Re: MXP: un futuro low-cost?
dibattito molto interessante, complimenti a tutti per le valide e pacate argomentazioni, purtroppo non penso che Toto jr. possa avere successo dove LH ha fallito, easy jet è ormai troppo forte sullo scalo.
Quanto alle possibilità di riduzione di Linate non mi farei troppe illusioni, troppi interessi contrari e pochi favorevoli.
Dobbiamo aspettare che Linate e Bergamo siano saturi per aspettare una consistente ripresa del traffico per MXP.
Quanto a farne uno scalo per viaggiatori top mi pare che come strutture ne siamo ben distante.
Quindi, a mio avviso, il triste destino prossimo è un grande volume low cost e un po' di ptp intercontinentale.
Quanto alle possibilità di riduzione di Linate non mi farei troppe illusioni, troppi interessi contrari e pochi favorevoli.
Dobbiamo aspettare che Linate e Bergamo siano saturi per aspettare una consistente ripresa del traffico per MXP.
Quanto a farne uno scalo per viaggiatori top mi pare che come strutture ne siamo ben distante.
Quindi, a mio avviso, il triste destino prossimo è un grande volume low cost e un po' di ptp intercontinentale.
Re: MXP: un futuro low-cost?
Temo che non uscirà mai dall'ambito charter.LIN-MXP ha scritto:Qualcosa di positivo potrebbe essere all'orizzonte. Attendiamo l'evolversi della situazione Livingston: se dovesse vincere Toto Jr, il progetto è la creazione di un nuovo vettore di linea basato proprio a Mxp. Iniziando l'attività con charter medio e LR (4 A320 e 2A330).
Questo significherebbe tornare ad avere una compagnia ITALIANA, che potrebbe investire seriamente sullo scalo varesino. Sino ad ora abbiamo avuto solo tentativi di compagnie estere, non sottovalutiamo questo aspetto.
Ovviamente a Roma qualcuno potrebbe non vedere di buon occhio l'operazione, ma probabilmente questa volta nessuno dovrebbe mettersi di traverso.
Re: MXP: un futuro low-cost?
Temo che non uscirà mai dall'ambito charter.LIN-MXP ha scritto:Qualcosa di positivo potrebbe essere all'orizzonte. Attendiamo l'evolversi della situazione Livingston: se dovesse vincere Toto Jr, il progetto è la creazione di un nuovo vettore di linea basato proprio a Mxp. Iniziando l'attività con charter medio e LR (4 A320 e 2A330).
Questo significherebbe tornare ad avere una compagnia ITALIANA, che potrebbe investire seriamente sullo scalo varesino. Sino ad ora abbiamo avuto solo tentativi di compagnie estere, non sottovalutiamo questo aspetto.
Ovviamente a Roma qualcuno potrebbe non vedere di buon occhio l'operazione, ma probabilmente questa volta nessuno dovrebbe mettersi di traverso.
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