Passera liberalizza i taxi, ma non gli aerei

Il no alla richiesta della Singapore Airlines di poter far proseguire a New York il volo che da Singapore arriva a Malpensa ci avvisa che l’ Italia non cambia, anche le liberalizzazioni si applicano ai “nemici”, ma per gli amici si interpretano. Ci si occupa delle conseguenze per Alitalia, senza nemmeno nominarla, quando ci si rifiuta di prendere in considerazione quelle che subiranno taxisti, farmacisti e altri ed è particolarmente grave che l’ amico da proteggere sia Alitalia, resuscitata dal fallimento proprio con le cure e i denari offerti da Corrado Passera.

L’ ex banchiere ha avuto una splendida occasione di dimostrare che tale è, un ex e l’ ha persa. Come Ministro dei Trasporti ha giustificato la propria decisione con un presunto problema che non esiste, la mancanza del benestare della UE. La Singapore Airlines attualmente vola a New York facendo scalo a Francoforte e probabilmente intendeva spostare quello scalo a Malpensa, dove non troverebbe problemi di congestione critici per quel tipo di volo. I diritti aeroportuali e i posti di lavoro, le tasse che ne risultano sarebbero passati dalla Germania all’ Italia, come azzeccando un biglietto fortunato della lotteria, particolarmente utile in questo frangente.

SEA avrebbe aumentato incassi e profitti, molti suoi dipendenti sarebbero tornati a lavorare e pagare le tasse, anziché restare in Cassa Integrazione a carico della comunità, le casse dello Stato avrebbero ricevuto un piccolo miglioramento, ma Corrado Passera, dimenticandosi di essere anche Ministro dello Sviluppo Economico, ci ha detto che non importa, che la UE permette alla Singapore Airlines di fare scalo a Francoforte, ma non a Milano. Peraltro a New York JFK volano, facendo scalo nella UE e precisamente a Londra, anche Air India e Kuwait Airways.

I conti di Alitalia peggiorano all’ avanzare della crisi, negli ultimi giorni ha chiuso o sospeso le rotte da Roma per Los Angeles, Chicago, Boston, NY Newark, Damasco, Amman, Budapest, ridotto molte altre, perché più vola e più perde. A Milano Linate gode del monopolio nei voli per Fiumicino e del dominio assoluto, inattaccabile dalla concorrenza, dei voli per l’ Italia, in base ad un’ interpretazione di comodo delle norme e sempre aggirando queste norme aiuta i partner Air France e KLM a far volare i passeggeri lombardi non da Malpensa, ma da Parigi e Amsterdam.

Alitalia è una potente fonte di sottosviluppo dell’ economia di Milano, che tratta come un feudo medievale da cui prelevare utili che le servono per puntellare le operazioni in perdita a Roma e altrove. Che Tabacci sia d’ accordo è davvero misterioso, SEA ne riceve un grave danno, gli utili sono scesi e di conseguenza anche il valore, il 30% di SEA è stato venduto dal Comune ad un prezzo che sconta il semiabbandono di Malpensa.

Malpensa, forse non tutti lo sanno, è la principale “azienda” della Lombardia. Le statistiche IATA indicano fino a 4.000 posti per ogni milione di passeggeri annui e il ritiro di Alitalia ha comportato la perdita di ben 5 milioni. Da quasi quattro anni viene pagata la Cassa Integrazione ai dipendenti SEA, ma non può e non deve essere una soluzione permanente. I lavoratori dell’ indotto non hanno avuto la stessa fortuna e sono stati licenziati. Il tentativo di sostituire Alitalia con Lufthansa è abortito perché, con Alitalia che ha furbescamente Linate a disposizione sua e dei suoi amici, a Malpensa nessuno può aprire un hub. Passera fortunatamente ha affermato di rendersi conto del problema, ma pare difficile che voglia rimediare a scapito di Alitalia.

Alitalia nel 2008 ha divorziato da Malpensa ed è tornata a Roma. Inutile tornare sulla ratio di quella decisione, che peraltro non l’ ha trasformata in un vettore che cresce, fa profitti e paga tasse. L’ equità che è sì cara al Governo Monti impone che, se Alitalia è stata libera di farsi una nuova vita, anche Malpensa, SEA e i suoi soci, la Lombardia possano rifarsi una vita senza essere condizionati da Alitalia. Bisogna trovare una via di sviluppo per Malpensa e, se passa da un po’ di concorrenza per i quattro voli settimanali che Alitalia fa alla volta di New York, che concorrenza sia.

Pubblicato da Marco Giovanniello sul forum AeroportiLombardi.it

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