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Malpensante Articolo 20-2012

Il monopolio Alitalia nella rotta Linate – Fiumicino ha i giorni contati?

Marco Giovanniello – 4 luglio 2012

Colaninno e i suoi soci nel 2008 hanno comprato non solo la parte più sana di Alitalia, ma anche il suo principale concorrente sulle rotte nazionali, AirOne, ottenendo una quota di mercato elevatissima nelle principali rotte interne e addirittura il monopolio in quella che, pur avendo perso il primato nel numero dei passeggeri a causa del completamento della TAV, mantiene indubbiamente quello dei profitti, cioè la Linate – Fiumicino.
Il decreto di privatizzazione di Alitalia, fatto dal governo Berlusconi, prevedeva che l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato non potesse intervenire per tre anni nella fusione fra le due compagnie aeree, come invece sarebbe stato prassi in tutto il mondo. L’ intento era assicurare alla nuova Alitalia una rendita con cui far fronte al difficile periodo di startup e arrivare in buone condizioni al previsto matrimonio con Air France. A parziale tutela dei passeggeri si obbligava Alitalia a vendere una piccola quota di biglietti a basso prezzo.
Scaduti a novembre 2011 i tre anni d monopolio legale, è partito lentamente il processo per restaurare un minimo di concorrenza nella rotta, che a tutt’ oggi però non ha prodotto risultati pratici. L’ AGCM ha esaminato la fusione e, con un provvedimento molto favorevole ad Alitalia, non ha richiesto alcun rimedio per tutte le rotte in cui ora il vettore ha una posizione dominante, eccetto la Linate – Fiumicino che è un vero monopolio e costituisce un unicum mondiale, perché in casi di rotte così ricche e trafficate due o tre linee aeree almeno sono la norma.
Alitalia sosteneva che fosse sufficiente la concorrenza dei treni ad alta velocità, l’ AGCM ha replicato che, soprattutto al mattino molto presto e la sera tardi, i viaggiatori che fanno andata e ritorno nella medesima giornata non hanno altra scelta che volare e volare Alitalia. Stranamente l’ Antitrust non ha individuato e imposto un rimedio, ma ha ordinato che fosse Alitalia stessa ad indicare una soluzione. Questo trattamento con i guanti di velluto non è bastato alla compagnia di Colaninno, che ha presentato un ricorso urgente al TAR di cui si attende il risultato. Qualora Alitalia fosse perdente, entro pochi giorni dovrebbe proporre un piano per superare il monopolio.
Prescindendo da cavilli legali che non posso conoscere, mi sembra difficile che Alitalia possa ottenere ragione al TAR nel merito, perché il monopolio è incontrovertibile, così come le conseguenze sui prezzi e ha essa stessa rivoluzionato da pochi giorni il barocco sistema tariffario, col risultato che il prezzo minimo di un volo di andata e ritorno è passato da circa 100 a oltre 200 euro, mentre sul versante ferroviario l’ entrata di italo dimostra che la concorrenza porta ad un drastico ribasso dei prezzi. Tra l’ altro l’ aumento dei prezzi minimi dell’ aereo è la dimostrazione che Alitalia non si deve preoccupare delle tariffe del treno, che al minimo sono circa di 30 euro a tratta, meno di un terzo di quello che ci vuole per volare.
Più che le tariffe minime, scelte da una minoranza di viaggiatori che possono acquistare il biglietto con grande anticipo e non hanno bisogno di poter cambiare l’ orario di volo, l’ oggetto del contendere è l’ alto numero di quelli che, per esigenze di lavoro, prenotano all’ ultimo momento e pagano tariffe alte e lucrose per biglietti flessibili. Prenotando oggi per domani un’ andata e ritorno negli orari più richiesti il biglietto non costa meno di 550 euro, una bella “tassa” che grava sulle aziende, considerato che easyJet da Malpensa e Ryanair da Orio chiedono all’ incirca la metà.
Ammesso che il TAR respinga il ricorso, non è chiaro se, come e quando si potrà volare da Linate a Fiumicino e viceversa a prezzi più bassi. Il diavolo è nei dettagli ed è indispensabile che ad un nuovo concorrente venga dato un numero sufficiente di slot, sia a Linate che a Fiumicino, in orari congrui, tanti voli nelle ore centrali della giornata non servirebbero a nulla, pochi slot spezzettati fra due o più linee aeree non consentirebbero a nessuna di proporre un’ offerta flessibile e in tutte le fasce orarie.
Corre voce che si faccia di tutto perché ciò che Alitalia dovrebbe cedere non vada a vantaggio del vettore inglese low cost easyJet, ma piuttosto concorra a mantenere in vita almeno una delle due compagnie minori italiane che sono rimaste indipendenti, Meridiana fly e Blue Panorama, entrambe in condizioni finanziarie difficili.
Un rimedio serio al monopolio vorrebbe dire concedere subito al nuovo concorrente almeno 5 voli al giorno in ciascuna direzione e sarebbe meglio che a regime fossero almeno 7. Che cosa proporrà Alitalia non sappiamo, né sappiamo che cosa pretenderà AGCM, fin qui dimostratasi fin troppo conciliante. ENAC non interviene, intanto i tre anni di monopolio garantito sono diventati di fatto quattro e, se si perderà ancora tempo, sarà in pratica impossibile introdurre la concorrenza nella prossima stagione invernale, che inizierà a fine ottobre al termine dell’ ora legale.
Per Alitalia la presenza di un nuovo concorrente vorrà dire dover abbassare parecchio le tariffe, con gravi riflessi sui conti che Ragnetti ha già annunciato in robusta perdita. Per il fortunato piccolo vettore italiano che si vedesse assegnati i preziosi slot della rotta regina sarebbe invece la sopravvivenza assicurata per un po’, ma essendo due i malati gravi non si capisce a quale dei due si somministrerebbe il viatico, condannando l’ altro ad una probabile scomparsa.
Attendiamo dunque l’ esito del ricorso e l’ evoluzione della situazione, sperando che non si finga di cambiare tutto per non cambiare niente e che le aziende, per far viaggiare i propri dipendenti fra Roma e Milano, non debbano più pagare prezzi esorbitanti.

Ceterum censeo Linate esse delendam

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